Mercati

Borse Ue, settimana contrastata. A Milano è l'ora del risiko bancario. Vola Mediobanca, pesante Mps

L'istituto di Siena ha lanciato un’offerta totalitaria su Piazzetta Cuccia dal valore di 13,3 miliardi di euro. Sotto i riflettori anche UniCredit dopo le parole di Orcel sui dossier Bpm e Commerzbank. A Piazza Affari bene il lusso con Moncler in testa. Wall Street poco mossa dopo i record, indici verso un'altra settimana di rialzi

La Borsa, gli indici del 24 gennaio 2025

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee chiudono in ordine sparso la prima settimana del nuovo mandato di Donald Trump. L'incertezza sulle politiche commerciali ed economiche del nuovo presidente Usa hanno frenato gli acquisti a Milano (-0,2%), Londra (sulla parità) e Amsterdam (-1,4% con lo scivolone del -5,2% di Asml). Non hanno però pesato troppo su Madrid (+2,8%), Francoforte (+2,3%) e Parigi (+2,8%), sostenuta dallo sprint dei titoli del lusso.

Stringendo la lente su Piazza Affari, la maglia rosa del listino principale è di Iveco (+25,2%) che prosegue il suo momento di forma, dopo le promozioni arrivate nelle scorse settimane dagli analisti. Ottava in rally anche per Moncler (+24,4%) e Cucinelli (+16,8%), con i conti migliori delle attese di Richemont e di Burberry che hanno rinnovato le speranze di una ripresa del comparto del lusso europeo. Difatti hanno chiuso la settimana con buoni rialzi anche le parigine Hermes (+6,9%), Lvmh (+6,4%) e Kering (+6,4%). È invece il risiko bancario, con l'Ops lanciata da Mps (-2,3%) sulle sue azioni, a scaldare Mediobanca, che da lunedì ha guadagnato il 17,1%. Bene anche Prysmian (+14,5%), premiata dagli acquisti dopo il dietrofront sul progetto di eolico offshore di Brayton Point, in Massachusetts. Soffrono invece gli energetici, in scia ai cali del petrolio (Wti -5% e Brent -3,3%), con Saipem che lascia sul terreno l'11,3%. Tra gli altri titoli, sono pesanti anche Enel (-4,7%), Nexi (-9,5%) e Campari (-2,1%).

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Sul valutario, l'euro ha recuperato terreno sul dollaro (+2,4%) riagganciando quota 1,05 e riportandosi sui livelli di inizio dicembre 2024.

Chiusura in ordine sparso nell'ultima seduta della settimana

Le Borse europee terminano contrastate l’ultima seduta di una settimana segnata dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. A resistere in positivo sul finale sono solo Parigi (Cac +0,44%) grazie al lusso e Milano (+0,24%), con l’Ops lanciata da Mps (-6,91%) su Mediobanca (+7,72%) che ha riacceso i riflettori sul risiko del credito. I due titoli hanno avuto reazioni opposte, con Rocca Salimbeni che è precipitata in coda al Ftse Mib, mentre le azioni di Piazzetta Cuccia hanno ampiamente superato il prezzo dell’offerta, chiudendo a 16,47 euro.

Per il resto, a tenere banco sui mercati sono state ancora le politiche economiche del presidente Usa e i loro possibili effetti sull'inflazione e, di conseguenza, sulle prossime mosse delle banche centrali. Giovedì le parole di Trump al World Economic Forum di Davos - dove il tycoon è sembrato ridimensionare la minaccia di dazi Usa sulle importazioni dalla Cina - hanno in parte rassicurato gli investitori. A riportare agitazione sui listini ha però contribuito il rafforzamento oltre le attese del pmi manifatturiero statunitense. Il dato infatti raffredda le possibilità che la Fed proceda a breve con un nuovo taglio dei tassi d’interesse. Così le Borse europee, dopo una mattinata in rialzo, hanno cambiato rotta, complice anche la frenata di Wall Street dopo i record della vigilia.

I mercati a metà seduta

Wall Street chiude negativa Dj -0,32%, Nasdaq -0,50%

( Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones perde lo 0,32% a 44.424,25 punti, il Nasdaq cede lo 0,50% % a 19.954,30 punti mentre lo S&P 500 cala dello 0,29% a 6.101,24 punti.

Ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump è intervenuto al World Economic Forum di Davos. Tra i punti più importanti toccati, quello sui tassi d'interesse: «Devono essere abbassati immediatamente», negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Poi, ha detto che chiederà all'Opec di far scendere i prezzi del petrolio. In un'intervista, poi, a Fox News, ha detto che preferirebbe non dover imporre dazi alla Cina. La settimana si avvia a registrare ottimi guadagni, grazie soprattutto all'entusiasmo generato nel settore tech dall'annuncio di una joint venture tra Oracle, SoftBank e OpenAI sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale negli Stati Uniti. Lo S&P 500 ha finora registrato un rialzo del 2%, che la renderebbe la migliore prima settimana per un nuovo presidente da quella di Ronald Reagan, nel 1985.

Negli Usa Pmi servizi ai minimi da 8 mesi, manufatturiero sopra le stime

L'attività nel settore servizi statunitense è rimasta in espansione, a gennaio. La lettura preliminare dell'indice servizi Pmi, redatto da Markit, è scesa a 52,8, ai minimi degli ultimi otto mesi, dai 56,8 di dicembre, quando aveva toccato i massimi in 33 mesi, con le stime a 56,5. Il dato si è dunque mantenuto a un livello associato a un'espansione, ovvero superiore ai 50 punti; dal luglio 2022 al gennaio 2023 era stato in contrazione. Per quanto riguarda l'indice sull'attività manifatturiera statunitense è cresciuto a gennaio, segnalando che il settore è ora in espansione. Il dato - stilato da Ihs Markit - che ne misura l'andamento è salito, in lettura preliminare, a 50,2 punti, dopo i 47,7 di dicembre. Le attese erano per un dato a 49,7 punti. Interrotta una serie di sei mesi di fila sotto i 50 punti, soglia sopra la quale il settore mostra di essere in espansione.

Le Borse oggi, 24 gennaio 2025

A Milano in luce il lusso, deboli le utility. Focus sul risiko bancario

Sull’azionario, a Piazza Affari protagonista il risiko bancario: Banca Mps (-6,91%) che in avvio ha faticato ad aprire, è la peggiore del Ftse Mib dopo l’Ops totalitaria lancia su Mediobanca (+7,72%) dal valore di 13,3 miliardi di euro. Sale anche Unicredit (+0,53%), dopo che alla vigilia l’amministratore delegato Andrea Orcel è tornato a parlare sia dei potenziali benefici di un’aggregazione con Banco Bpm (+1,89%) , sia della volontà di chiarire con il Governo tedesco per portare avanti l’operazione su Commerzbank (-0,17%). Gli acquisti premiano anche i titoli del lusso con Moncler (+3,02%), Brunello Cucinelli (+0,92%) e Salvatore Ferragamo (+4,38%), sintomo di un rinnovato ottimismo nel settore e in scia ai conti di Burberry (+9,86%): nonostante le vendite in calo, il colosso della moda si dice fiducioso di una ripresa. Soffrono invece le utility, con Hera (-1,34%) che guida i ribassi. Sono deboli anche A2a (-0,92%), Eni (-1,37%) ed Enel (+0,2%). A spingere le vendite, il fatto che i continui rialzi dei prezzi del gas e dell’elettricità stanno portando il Governo a studiare possibili interventi per ridurre i costi di luce e gas.

Borsa in un minuto

Mediobanca corre e Mps è pesante, Ops è già a sconto

Giornata di destini incrociati per Mps e Mediobanca a Piazza Affari, dove l'andamento divergente dei due titoli ha creato un solco di 1,3 miliardi tra l'offerta di scambio presentata dal Monte dei Paschi e la valutazione di mercato di Piazzetta Cuccia. Se infatti Rocca Salimbeni ha registrato la peggiore prestazione del Ftse Mib perdendo il 6,91% a 6,492 euro, Mediobanca ha chiuso la giornata in testa a listino con un +7,72% a 16,47 euro. Ai valori di ieri l'Ops valutava Mediobanca 15,992 euro per azione, pari a 13,3 miliardi totali (contro 12,7 miliardi di capitalizzazione), ma dopo la reazione di Borsa il concambio di 2,3 titoli a uno si traduce in 14,9316 euro per azione e 12,4 miliardi. Lo sconto rispetto agli attuali corsi di mercato (16,47 euro per azione e una capitalizzazione di 13,7 miliardi) è così del 9,3%, ovvero circa 1,3 miliardi. Piazza Affari non sembra quindi al momento convinta dai termini proposti da Mps e sembra chiedere quantomeno un rilancio. Opinione che appare condivisa dalle prime reazioni a caldo degli analisti: per Equita «il premio riconosciuto risulta modesto, considerando anche la probabile riduzione dell’appeal speculativo sul titolo Monte Paschi». Secondo Kbw, d'altra parte, «il potenziale di sinergie è limitato» e quindi l'offerta «ha limitate chance di successo».

Borsa in un minuto

Euro recupera terreno e riaggancia quota 1,05 dollari, piatto il petrolio

Sul valutario, l'euro riaggancia quota 1,05 e scambia a 1,0517 dollari (da 1,0415 del closing precedente). Perde quota lo yen, dopo la fiammata in seguito alla decisione della BoJ di alzare i tassi: il cambio euro/yen è a 163,64(da 162,63) e il dollaro/yen è a 155,63 (da 156,14). Poco mosso il Bitcoin a 105.929,9 dollari. Piatto petrolio, con il Wti a 74,33 dollari al barile (-0,13%) e il Brent a 78,37 dollari (+0,09%). Sale il gas ad Amsterdam a 49,7 euro al megawattora (+1,3%).

Spread chiude in calo a 109 punti, rendimento decennale sale al 3,66%

Chiusura in leggero calo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco si è attestato a 109 punti base, dai 110 della vigilia. In rialzo, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,66%, dal 3,64% del closing della vigilia.

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