La giornata dei mercati

Borse, dicembre parte bene. Milano a +0,6%. Powell: troppo presto per dire quando taglieremo i tassi

Settimana positiva per l'Europa, con il Ftse-Mib che ha toccato nuovi massimi da giugno 2008 . Wall Street in rialzo. Indice manifatturiero Usa scende più delle attese. Euro in area 1,08 dollari. Frena il prezzo del petrolio, dopo il rally della vigilia sull’accordo raggiunto dall’Opec+ sui tagli alla produzione. Spread verso i 170

La Borsa, gli indici del 1° dicembre 2023

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee spingono sull’acceleratore nella prima seduta di dicembre, in scia a un novembre da incorniciare. Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,61%, consolidando i massimi da 15 anni, con il Ftse-Mib sempre più vicino ai 30mila punti. La migliore è Francoforte (+1,1%), quando viaggiano in positivo anche tutte le altre piazze continentali con l'Ibex di Madrid a +0,8% e il Cac di Parigi a +0,4%.

Il rallentamento dell'inflazione nell'Eurozona e negli Usa continua a dare la carica ai listini, con gli investitori che puntano a su un taglio dei tassi nel 2024. Ma la linea del Presidente della Fed Jerome Powell resta prudente: «prematuro dire con certezza che l’aumento dei tassi è concluso».

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Sul fronte macro qualche segnale positivo dai dati Pmi manifatturiero per UE, Regno Unito, Italia, Francia, Germania, mentre negli Usa l’Ism manifatturiero è diminuito a novembre più delle attese. Intanto, l'attività industriale cinese a novembre ha registrato una significativa espansione con l'indice manifatturiero Caixin/S&P Global che è salito a 50,7 dal 49,5 di ottobre, segnando l'espansione più rapida degli ultimi tre mesi.

Milano scatta Cnh, ancora in luce i petroliferi

Tra i titoli a Piazza Affari, svetta Cnh industrial (+4,83%%), che beneficia della revisione al rialzo dei rating di S&P, seguita da Prysmian (+3,31%), spinta dalla nuova commessa da 850 milioni di euro in Gran Bretagna. In luce anche Saipem (+2,45%), seguita da Tenaris (2,13%), mentre Amplifon (-1,33%), scivola in fondo al listino.

Settimana positiva per l'Europa

Settimana positiva per le Borse europee con il Ftse-Mib che ha toccato nuovi massimi da giugno 2008 e si avvicina sempre di più a quota 30.000 punti. Il listino milanese ha chiuso l’ottava in rialzo dell’1,7%, quando l’Euro Stoxx ha guadagnato l’1,2%. Francoforte (+2,3%), seguita da Madrid (+2%). Più deboli Parigi (+0,7%) e Londra (+0,5%). La settimana è stata segnata da una fitta serie di dati macro, a partire dall’inflazione americana ed europea. Il costo del denaro è sceso più delle aspettative alimentando le speranze sulla fine della stretta monetaria e il taglio dei tassi, sebbene I messaggi di Fed e Bce continuino a frenare l’ottimismo. Sul listino milanese, svetta Cnh Industrial (+9%), seguita da Stellantis (+7%). In luce anche Mps (+5,2%), che nell'ottava ha riagganciato quota 3 euro e il prezzo pre-collocamento del Tesoro. Deludono Campari (-4%) e Ferrari (-2%), ma anche Moncler e Diasorin chiudono in perdita, entrambe a -1,7%. In calo lo spread Btp-Bund, ma si è lievemente indebolito anche l'euro sul dollaro (-0,6%).

Wall Street in rialzo

Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,82% a 36.245,17 punti, il Nasdaq avanza dello 0,55% a 14.305,03 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,59% a 4.594,63 punti. Tutto ciò dopo che il numero uno della Fed Jerome Powell, durante un evento ad Atlanta ha dichiarato che «è prematuro dire con certezza che il processo di aumento dei tassi d'interesse si sia concluso». Il presidente della Federal Reserve ha aggiunto che «è troppo presto per dire quando cominceremo ad abbassare i tassi».

L'inflazione ha rallentato il passo, provocando il maggior calo mensile dal 2019 dei rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 e 30 anni. Le prossime decisioni della Federal Reserve sui tassi d'interesse sono attese tra meno di due settimane: nelle ultime due occasioni, i tassi sono stati confermati al 5,25%-5,5%. I trader non credono più che i tassi d'interesse possano essere ancora alzati e continuano a scommettere in parte (44,8%) su un primo taglio dei tassi già a marzo. L'indice sull'attività manifatturiera statunitense è diminuito a novembre più delle attese. Il dato, stilato da Ihs Markit, che ne misura l'andamento è sceso, in lettura finale, a 49,4 punti dai 50 punti di ottobre, mentre le previsioni erano per un dato a 49,6 punti.

Bitcoin al top da 19 mesi

Il bitcoin è in rialzo a più di 38.100 dollari, dopo aver toccato i 38.800 dollari, la quotazione massima raggiunta negli ultimi 19 mesi. Le criptovalute, in generale, continuano a godere di un diffuso ottimismo sulle prossime mosse dei regolatori statunitensi, che dovrebbero presto approvare i primi Etf 'spot' sul bitcoin, ovvero uno strumento finanziario regolamentato, il cui prezzo replica il valore degli asset sottostanti, in questo caso il prezzo di mercato del bitcoin. L'introduzione degli Etf attirerebbe una nuova ondata di investitori.

Indice Pmi manifatturiero zona Euro sale a 44,2 a novembre

A novembre, il settore manifatturiero dell’Eurozona ha continua a contrarsi, ma il calo della produzione, dei nuovi ordini, dell’attività di acquisto e delle giacenze è rallentato, grazie al maggiore ottimismo delle aziende che è aumentato ai massimi degli ultimi 3 mesi. L’Indice HCOB Pmi del settore manifatturiero dell'Eurozona,si è attestato a 44,2, in salita da 43,1 di ottobre e al top dallo sorso maggio. Tra le otto nazioni incluse nell’HCOB PMI del settore manifatturiero dell’eurozona, sei hanno registrato una contrazione. L’Austria è stata la nazione a riportare la prestazione peggiore, seguita subito dopo dalla Germania e dalla Francia. Tutte e tre le nazioni hanno però registrato tassi di declino più deboli, ed è stato così anche per i Paesi Bassi e la Spagna. Si è invece intensificata la contrazione del settore manifatturiero italiano.

Spread a 173 punti. Euro perde quota, frena il petrolio

Giù lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco scendea 173 punti base. Sul valutario, l'euro perde quota a 1,08 dollari (da 1,09 dollari in avvio e al closing precedente) e attorno ai 160 yen (da 161,37 alla vigilia). Debole il prezzo del petrolio,dopo un avvio in frenata, all’indomani della riunione dell’Opec che ha annunciato un ulteriore taglio della produzione. Il future gennaio sul Wti si attesta intorno ai 76 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Brent viaggia attorno agli 80 dollari. In rialzo il gas naturale ad Amsterdam a 43 euro al megawattora. L'oro ha guadagnato 32,90 dollari, l'1,61%, e ha terminato a 2.071 dollari all'oncia, una nuova chiusura record.

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