Euforia da riarmo sulle Borse europee, ma i dazi gelano Wall Street
L’euforia per i titoli della difesa spinge i listini del Vecchio Continente su nuovi massimi. Record per il Dax di Francoforte sopra i 23mila punti. E il gap tra la performance europea e quella americana è sempre più evidente: Euro Stoxx da inizio anno +13,5% contro +3,25% del Dow Jones. Euro sfiora 1,05 dollari, debole il petrolio. Spread chiude a 111 punti
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’euforia per i titoli della difesa, in vista di un piano di riarmo dell’Europa, spinge i listini europei su nuovi massimi. A Milano il Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dell'1,07% superando i 39mila punti (riagganciati il 26 febbraio) tornando ai massimi dal 2007. L'indice francese (con un massimo intraday a 8.257 punti) ha superato il precedente record di chiusura di 8.240 stabilito nel maggio 2024. A Francoforte il Dax è scattato del 2,6% (oltre 23mila punti), toccando un nuovo record storico, con la Germania che avrebbe allo studio due maxi-fondi speciali per la difesa e le infrastrutture, per una spesa pubblica vicino ai mille miliardi di euro, ma senza toccare il freno al debito (che resterebbe in vigore).
Intanto, il gap tra la performance europea e quella americana è sempre più evidente: l’Euro Stoxx infatti da inizio anno ha guadagnato il 13,5% contro il +3,25% del Dow Jones, con uno scarto superiore a +10%. A sostenere la corsa delle quotazioni dei produttori di armi europei sono le prospettive di un aumento delle spese per la difesa da parte dell'Europa e gli aiuti all'Ucraina, annunciati alla vigilia dopo il vertice di Londra. Oggi inoltre, la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, ha annunciato che domani informerà gli Stati membri con una lettera «sul piano Rearm Europe», un piano per riarmare l'Europa, in vista del Consiglio europeo del 6 marzo. A stretto giro è arrivato il commento del consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, Mike Waltz, secondo il quale, «è ora che gli alleati europei aumentino gli investimenti per la propria difesa».
Wall Street in 'rosso', pesano i dazi e manifattura
Wall Street chiude negativa con Donald Trump che conferma l’entrata in vigore per dazi al 25% contro Canada e Messico e l’aumento al 20% per quelli verso la Cina. Il Dow Jones perde l’1,48% a 43.192,04 punti, il Nasdaq cede il 2,64% a 18.350,29 punti mentre lo S%P 500 lascia sul terreno l’1,76% a 5.849,72 punti.
A Piazza Affari strappa Leonardo, bene le banche
Così Leonardo ha chiuso in testa al Ftse Mib (+16,13%), arrivando a toccare +20% nel pomeriggio, come Rheinmetall (+15,2%) a Francoforte, Thales (+16,9%) a Parigi e Bae Systems (+14%) a Londra. Sul listino milanese seduta brillante anche per Iveco(+6,15%), che recentemente ha annunciato lo scorporo della sua divisione Difesa. Ben impostate anche le banche, con Unicredit (+2,7%) che guida i rialzi del settore. Acquisti in doppia cifra anche per Iveco (+6,2%), che recentemente ha proprio annunciato lo scorporo della sua divisione Difesa - e i bancari da UniCredit (+2,7%) a Mps (+2,1%), passando per Bper (+2%) e la Popolare di Sondrio (+1,8%). In fondo la maison di Brunello Cucinelli (-1,3%), dopo il downgrade Stifel, assieme a Saipem (-2,2%) e Prysmian (-1,5%).
Manifattura Usa frena più delle stime
Resta in espansione l'Ism manifatturiero, l'indice che misura la performance del settore manifatturiero negli Stati Uniti, ma a febbraio il dato è sceso dai 50,9 punti del mese precedente a 50,3 punti, contro attese per un ribasso a 50,6. L'indice ha così registrato il secondo mese di fila in espansione dopo 26 mesi in contrazione. L'indice sui nuovi ordini è sceso di 6,5 punti a 48,6, quello sulla produzione è diminuito di 1,5 punti a 50,7, quello sull'occupazione è calato da 50,3 a 47,6. L'indice sui prezzi è cresciuto da 54,9 a 62,4.



