La giornata dei mercati

Wall Street festeggia i possibili tagli dei tassi nel 2024. L’Europa chiude piatta

La banca centrale americana ha annunciato tassi fermi ma i suoi membri prevedono tre tagli al costo del denaro nel 2024

La Borsa, gli indici del 13 dicembre 2023

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee chiudono piatte nel giorno della Federal Reserve, mentre il 14 dicembre sarà la volta delle riunioni della Bce e di quella della Bank of England. Il Fomc, il comitato di politica monetaria della Banca centrale americana, ha lasciato i tassi invariati.

Le previsioni da parte dei membri della Fed di una serie di tagli ai tassi d’interesse nel corso del 2024 hanno messo le ali a Wall Street nelle battute finali della seduta, con indici tutti in deciso rialzo e il Dow Jones che archivia la seduta ai massimi storici, salendo dell’1,40% a 37.090,24 punti. Il Nasdaq avanza dell’1,38% a 14.733,96 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,37% a 4.707,09 punti. L’euro è scambiato a 1,0881 dollari dopo la chiusura di Wall Street. La moneta unica sale dello 0,81% verso il biglietto verde.

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Terminano quindi la seduta sulla parità le Borse europee, con il FTSE MIB di Milano poco più rapido del CAC 40 di Parigi e dell DAX 40 di Francoforte. Deboli anche il FT-SE 100 di Londra e l'IBEX 35 di Madrid. Meglio l'AEX ad Amsterdam . Il petrolio rimbalza di quasi l'1% dai minimi da sei mesi, dopo i dati sulle scorte Usa.

La Fed lascia i tassi invariati ma si prepara ai tagli

Il Federal Open Market Committee (Fomc), l’organismo della Federal Reserve responsabile della politica monetaria degli Stati Uniti, ha deciso di mantenere i tassi d'interesse al 5,25%-5,50%, il livello più alto dal 2001. La decisione è in linea con le attese degli analisti. Dal marzo 2022, è la quarta volta che la Banca centrale statunitense decide di mantenere invariati i tassi d'interesse, la terza consecutiva; nelle altre undici riunioni, è sempre stato deciso un rialzo dei tassi per contrastare l'inflazione. I tassi d'interesse erano stati abbassati allo 0-0,25% nel marzo del 2020, per combattere gli effetti negativi della pandemia di coronavirus sull'economia statunitense, e poi progressivamente alzati dallo scorso anno.

La Fed segnala però dei tagli dei tassi di interesse per totali 75 punti base nel 2024, quando i tassi sono attesi scendere al 4,6% dal 5,25%-5,5% attuale. E’ quanto emerge dalle dot-plot, le tabelle allegate al comunicato della decisione di politica monetaria.

Prezzi alla produzione Usa

A novembre, i prezzi alla produzione sono rimasti stabili rispetto al mese precedente, contro attese per un rialzo dello 0,1%. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari, energetici e dei servizi commerciali - è aumentata dello 0,1% rispetto al mese precedente, il sesto rialzo consecutivo. Rispetto a un anno prima, i prezzi sono aumentati dello 0,9%, passo più lento dall'inizio del 2021, contro attese per un 1%, dopo l'1,2% del mese precedente. Per il dato 'core', rialzo del 2,5%, dopo il 2,8% del mese precedente.

Sull'azionario, crolla il titolo di Pfizer, dopo che il gigante farmaceutico ha pubblicato una guidance debole per il 2024, su cui ha influito il calo della domanda per i prodotti contro il Covid-19. Vendite anche su Tesla, dopo che le autorità statunitensi hanno comunicato che la casa di auto elettriche richiamerà oltre 2 milioni di veicoli per risolvere un problema con l'Autopilot, ovvero il sistema di guida assistita.

Soffre Tim, realizzi su Banco Bpm

Sul Ftse Mib soffre Telecom Italia dopo le indiscrezioni di stampa che vedono i soci francesi di Vivendi pronti alla battaglia legale contro la vendita della rete a Kkr. Realizzi su Banco Bpm all’indomani del nuovo piano industriale, promosso dagli analisti sul fronte della remunerazione dei soci. Debole Ferrari con Hsbc che ne taglia il rating a “hold”. Sul fronte opposto spiccano Erg e Amplifon ai massimi da quasi tre mesi dopo aver rilevato in Uruguay il gruppo Audical. Fuori dal listino principale strappo per Eems che a gennaio terrà l’assemblea sul raggruppamento azionario (1 a 250).

Spread resta sotto 180 punti, rendimento decennale in calo

Andamento in calo per lo spread tra BTp e Bund in una giornata condizionata dalle attese per gli esiti della riunione della Fed. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005560948) e il pari scadenza tedesco è indicato a 176 punti base, in frazionale calo rispetto ai 178 punti della chiusura precedente. Più netta la flessione del rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta al 3,98%, dal 4,01% del closing della vigilia.

Buona domanda e rendimenti in ribasso per BTp in asta

Buona domanda e rendimenti in calo per i BTp assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la nona tranche del BTp a 3 anni scadenza 15/09/2026 per 3 miliardi a fronte di una richiesta pari a 4,429 miliardi. Il rendimento è sceso di 51 centesimi attestandosi al 3,24%. Collocata anche la settima tranche del BTp a 7 anni scadenza 15/11/2030: a fronte di richieste per 4,627 miliardi l'importo emesso e' stato pari a 3 miliardi mentre il rendimento, in calo di 44 centesimi sull'asta del mese scorso, si e' attestato al 3,63%. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 15 dicembre.

Petrolio in netto rialzo, dopo scorte americane e stime Opec

I prezzi del greggio hanno virato al rialzo dell'1% sia per il Wti gennaio che supera i 69 dollari al barile sia per il Brent febbraio, in area 74 dollari, dopo i dati sulle scorte della scorte Usa. La scorsa settimana, si è registrato un ribasso di 4,258 milioni di barili a 440,773 milioni di unità, secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, contro attese per un ribasso di 1,2 milioni. Gli stock di benzina sono aumentati di 0,409 milioni di barili a 224,013 milioni di barili, contro attese per un rialzo di 1,9 milioni. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, hanno registrato un rialzo di 1,494 milioni di barili a 113,539 milioni di barili, contro stime per un rialzo di 0,4 milioni di barili.

Incoraggianti anche le stime Opec sulla domanda nel 2024, che crescerà a un ritmo «sano», avviandosi verso un nuovo record. È quanto afferma il rapporto mensile dell'Organizzazione, pubblicato nella giornata in cui i delegati di Cop28 hanno trovato un accordo per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili. Il prossimo anno il mondo consumerà in media 104,36 milioni di barili di petrolio al giorno, cioè una cifra superiore ai 102,11 del 2023. Secondo le previsioni, la domanda «crescerà di ben 2,2 milioni di barili al giorno, come stimato in precedenza», spiega l'Organizzazione. Tale incremento sarà «sostenuto dalla crescita del Pil mondiale», sullo sfondo del miglioramento della situazione economica in Cina. Recupera anche il gas, segnando un + 2,6% a 35,6 euro al Megawatthora

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