La guerra affossa le Borse europee, Milano (-4,1%) «brucia» 23 miliardi. Tracolla Mosca
Fuga dall'azionario verso i beni rifugio, Wall Street tiene con il balzo del Pil e il calo delle richieste di sussidi. Brent e Wti a massimi dal 2014, l'oro vola a 1.950 dollari l'oncia. L'euro schiacciato sotto 1,12 dollari. Spread in calo a 164 punti
di Stefania Arcudi ed Enrico Miele
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il primo giorno di guerra in Ucraina ha travolto i mercati finanziari, che fino all'ultimo hanno sperato in una soluzione di bellezza, con l'azionario che ha chiuso in pesante calo, pur se sopra i minimi di seduta (gli indici europei erano arrivati a cedere oltre 5 punti). Mentre da Kiev arrivano notizie sempre più allarmanti, e i governi occidentali annunciano «severe sanzioni» contro la Russia, i mercati vivono una seduta da incubo, in cui gli acquisti si sono concentrati sugli asset rifugio, sull'energia e sui metalli. Il FTSE MIB è tornato sui minimi dal luglio 2021, bruciando circa 23 miliardi di euro di capitalizzazione di mercato. Il calo odierno, però, pur se molto marcato, non è il peggiore di sempre (il record negativo spetta allo scoppio della pandemia, alla Brexit, al disastro dell'11 settembre e al crack di Lehman Brothers, mentre cali simili a quello odierno si sono visti a fine novembre con l'arrivo di Omicron e a gennaio con l'inizio della crisi in Ucraina). Il DAX 40 di Francoforte è sui minimi da un anno e subiscono cali macroscopici anche il CAC 40 di Parigi, il Ftse 100 di Londra, l'IBEX 35 di Madrid e l'AEX di Amsterdam. Aumenta la volatilità con l'indice Vix tornato sui livelli dell'aprile 2020, oltre 37 punti.
Calo Wall Street, ma regge con balzo Pil
In rosso Wall Street, colpita già nella seduta della vigilia dal sell-off sull'azionario con l'S&P500 entrato in fase di correzione, per la prima volta dal 2020, perdendo oltre il 10% dai massimi toccati a inizio anno e con il Nasdaq Composite, entrato nel «bear market», mercato orso, ovvero in calo di oltre il 20% da un recente picco, in questo caso dal record di metà novembre. A sostenere gli indici, evitando i cali che si sono visti nel Vecchio Continente, è il balzo del Pil (+7% nel quarto trimestre, stando alla seconda lettura del dato, in linea con le attese), il calo delle richieste di sussidi di disoccupazione (-17.000 a 232.000 unità, meglio delle attese) e il dato sull'inflazione (+6,3% nel quarto trimestre, meno del +6,5% della stima precedente, con il dato "core" in rialzo del 5%, mentre le stime erano per un +4,9%). Alla fine i listini americani recuperano e chiudono in rialzo spinti da Joe Biden (Dj +0,28%, Nasdaq +3,35%).
Spread in calo a 164 punti, attesa frenata Bce su fine stimoli
Chiusura in calo per lo spread BTp/Bund. Sul reddito fisso europeo si è vissuta una seduta in due tempi: il primo caratterizzato da una breve fiammata in avvio di giornata che ha portato lo spread tra differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmrk (Isin IT0005436693) e il pari scadenza russo fino a 175 punti base dai 171 punti base del closing precedente. Nel tardo pomeriggio, invece, la dinamica dei rendimenti sulla curva euro (che complessivamente non aveva comunque registrato movimenti bruschi) ha cambiamento direzione. Alla base dell'inversione di tendenza le parole del governatore della banca centrale austriaca, Robert Holzmann, componente del consiglio direttivo della Bce, secondo cui la Bce dopo l'attacco all'Ucraina potrebbe rallentare il piano di uscita dal programma di stimoli economici all'economia dell'Eurozona. Una impostazione poi ribadita anche da Isabel Schnabel, altro membro del comitato esecutivo della Bce. A fine seduta lo spread si è attestato a 164 punti base dai 171 precedenti, mentre il rendimento del BTp decennale benchmark ha terminato a quota 1,82% dall'1,90% di ieri.
Balzo dei prezzi del gas: +57% a 139,75 euro al MWh
Prosegue la corsa al rialzo, apparentemente senza freni, dei prezzi del gas. I future scadenza marzo scambiati ad Amsterdam sono arrivati a guadagnare il 57,2% a 139,75 euro per megawattora, mentre la scadenza aprile sale del 56% a 138,67 euro, salvo poi assestarsi su guadagni attorno al 40%. Più contenuto l'aumento dei future scambiati negli Stati Uniti, in rialzo del 5,12%. L’Europa importa il 41% dei suoi consumi di gas naturale dai gasdotti russi.
Volano prezzi cereali, record per il grano in Europa
I prezzi del grano hanno toccato i massimi storici sul mercato europeo, arrivando al record di 344 euro a tonnellata all'Euronext. I prezzi del grano e del mais, di cui l'Ucraina è il quarto esportatore mondiale, sono in netto rialzo fin dall'apertura degli scambi. Il precedente record per il grano risale al 24 novembre 2021, quando aveva raggiunto 313,5 euro a tonnellata. Il prezzo era poi sceso, pur rimanendo attorno ai 320 euro. Anche il mais ha visto il prezzo salire a 304 euro per tonnellata (280 euro all'apertura), ancora distante dal record di 320 euro toccato ad agosto. In rialzo anche i prezzi dei cereali quotati negli Stati Uniti: quelli del mais salgono del 5,1% a 718,75 dollari e quelli del frumento del 5,7% a 926 dollari.




