L'inflazione Usa di novembre delude, Milano -0,2%. WS al top da inizio 2022. Petrolio in forte calo
Dopo i dati sull'indice dei prezzi americano, i mercati attendono le parole di Jerome Powell sulla direzione della politica monetaria della Fed. Euro sotto 1,08 dollari, scendono petrolio e gas. Spread a 177 punti
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Inflazione Usa e stretta monetaria restano al centro dell'attenzione dei mercati. Le Borse europee chiudono piatte, dopo il dato di novembre sui prezzi al consumo negli Stati Uniti: sono aumentati dello 0,1% rispetto al mese precedente, contro le attese per un dato invariato. I listini del Vecchio Continente guardano però con fiducia alla riunione della Fed, l'ultima dell'anno, prevista per il 13 dicembre. Il FTSE MIB di Milano termina la seduta in calo. Deboli anche il CAC 40 a Parigi, dopo aver toccato il record di 7.582 punti nella mattinata, recuperando l'11% dai minimi di fine ottobre, e il DAX 30 a Francoforte, dopo che ha raggiunto il top a 16,837 punti.
Attesa per la riunione della Fed
Attesa per la riunione della Federal Reserve. La banca centrale americana dovrebbe annunciare che i tassi d'interesse resteranno fermi, ma l'attenzione sarà soprattutto sulle parole del suo presidente, Jerome Powell, che potrà dare indicazioni sulla direzione della politica monetaria nel 2024. Il giorno dopo sarà poi il turno della Bce di indicare la direzione da seguire per il prossimo anno. Segnali positivi sullo scenario macro, dal'indice tedesco Zew, che è salito a dicembre a 12,8 punti, segnando un netto miglioramento rispetto ai 9,8 punti registrati nel precedente mese di novembre, superando le attese degli analisti.
«I dati economici pubblicati nelle ultime settimane rafforzano le probabilità di un "atterraggio morbido" delle economie, in particolare di quella americana - commenta Luigi Nardella di Ceresio Investos - inflazione in flessione e crescita sostenuta da livelli di occupazione e consumi robusti». Le banche centrali, secondo Nardella, saranno «più caute nel tagliare i tassi di quanto scontato dai mercati proprio a fronte di un mercato del lavoro e di economie resilienti».
Wall Street al livello maggiore da inizio 2022 dopo inflazione Usa
Wall Street è salita al livello più alto dall’inizio del 2022, appena al di sotto del suo massimo storico, dopo il dato sull’inflazione americana leggermente superiore alle attese. L’indice S&P 500 è salito dello 0,5%. Il Dow Jones è salito dello 0,5% e il Nasdaq composite è salito dello 0,7%. A novembre, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,1% rispetto al mese precedente, contro le attese per un dato invariato. Il dato annuale è sceso dal 3,2% di ottobre al 3,1%, con il consensus al 3%. Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,3%, in linea con le attese, dopo il +0,2% del mese precedente. Rispetto a un anno prima, il dato "core" ha registrato un rialzo del 4%, in linea con il mese precedente e con il dato atteso per novembre.
A Milano bene Amplifon, deboli Pirelli e Finecobank
Sul listino principale milanese, ben comprati i titoli Amplifon e Recordati. In coda invece Banca Mps dopo l'avvio positivo all'indomani della notizia dell'assoluzione di Viola e Profumo, che riduce ulteriormente i rischi legali per la banca. Debole Telecom Italia con il ceo di Fastweb che, in una intervista al Sole 24 Ore, conferma l'interessa a restare in NetCo, la società che erediterà la rete.



