Borse, operatori ottimisti sui prossimi sei mesi. Occhi su Trump e tassi
Per l'87% degli intervistati a gennaio gli indici azionari non scenderanno nel primo semestre del 2025. Ma c'è una maggiore incertezza sul cambio euro/dollaro. Il 66% teme ritorno inflazione Usa
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Continua a prevalere l’ottimismo tra gli operatori dei mercati finanziari, nonostante le incertezze che continuano a dominare lo scenario globale, tra le nuove politiche dell’amministrazione Trump, gli equilibri geopolitici e i dubbi sull’allentamento della politica monetaria da parte della Fed. E’ quanto emerge dal sondaggio di gennaio realizzato da Assiom Forex fra i suoi associati, in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor.
Il 44% degli operatori si aspetta che le Borse rimangano sui livelli attuali, nella prima parte di quest’anno, mentre il 39% indica indici in rialzo (con oscillazioni tra +3% e +10%) e il 4% si aspetta forti rialzi (oltre +10%). Nel complesso, l’87% ritiene che i principali indici azionari non scenderanno, da qui a sei mesi, in miglioramento rispetto al 79% degli intervistati nel sondaggio di dicembre. Al contempo, diminuisce al 13% (dal 21%) la quota di quanti vedono un calo dei valori (tra -3% e -10%), ma nessuno si aspetta forti perdite, in linea con il sondaggio del mese precedente. «Nonostante i timori di inflazione, tra i partecipanti al sondaggio prevale l’ottimismo e la maggioranza relativa degli intervistati (83%) ritiene che le Borse potrebbero rimanere vicine ai valori attuali (44%) o superarli di poco (39%), nella prima parte dell’anno», commenta Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex.
Operatori più incerti sul cambio euro/dollaro
Maggiore incertezza tra gli operatori dei mercati finanziari emerge sull’andamento dell'euro-dollaro. A gennaio, il 33% degli intervistati (dal 23% di dicembre) indica un rafforzamento dell’euro sul dollaro, ma allo stesso tempo il 38% si aspetta un indebolimento della moneta unica. Percentuale, quest’ultima, sostanzialmente in linea con il 41% del mese precedente. Il 28% degli operatori si aspetta il mantenimento dell’attuale rapporto di forze tra le due valute (dal 35% del sondaggio precedente). «C'è maggiore incertezza relativa all’andamento dell’euro contro dollaro: gli operatori sono quasi equamente divisi tra coloro che ritengono probabile un apprezzamento della moneta unica e chi la vede indebolirsi», commenta Mocio.
Spread: per 77% operatori stabile nei prossimi 6 mesi
Gli operatori dei mercati finanziari continuano a mostrare fiducia sull’andamento dello spread tra Btp e Bund nei prossimi mesi. Il 77% degli intervistati a gennaio (78% a dicembre) ritiene che il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi rimarrà fra 100-150 punti base in questa prima parte dell’anno, mentre si riduce leggermente la quota di quanti indicano un calo (dal 9% al 5%). Allo stesso tempo, è in lieve aumento la percentuale di operatori che indicano un aumento dello spread: per il 17% (13%) salirà fra 150-200 punti e per l’1% si porterà oltre quota 200 (fino a 250).
Rischio nuova fiammata inflazione con dazi generalizzati
Di fronte alle politiche annunciate da Donald Trump, gli operatori di Assiom Forex temono un ritorno di fiamma dell’inflazione americana e di conseguenza una maggior cautela da parte della Fed nell’allentamento del costo del denaro.


