Europa appesa alla Brexit, a Piazza Affari torna protagonista il risiko bancario
Ieri il Parlamento britannico ha bocciato la mozione per velocizzare la ratifica dell’intesa entro la scadenza del 31 ottobre . A Milano terremoto su Bio On con i vertici all'arresto domiciliare. Occhi puntati sulle mosse di Bper e Ubi , giù St e Juventus
di Eleonora Micheli e Cheo Condina
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Altra seduta contrastata per le Borse europee, appese al caos della Brexit con il Parlamento britannico che ha bocciato la mozione per velocizzare l'approvazione dell'accordo entro fine mese. Con Wall Street che viaggia in territorio positivo, le Borse chiudono così la giornata attorno alla parità: la migliore è Londra, favorita dal calo della sterlina (0,863 contro euro da 0,86 di ieri), e la peggiore è Milano (-0,6%), scossa dal terremoto giudiziario su Bio-On con il titolo della società dell'Aim che non ha mai fatto prezzo segnando tuttavia un ribasso teorico del 50%.
Tra i principali titoli di Piazza Affari il focus torna sul risiko bancario, in particolare su Bper (+1,3%) dopo le indiscrezioni su un possibile matrimonio con Ubi Banca (-1,7%), fino ad oggi considerata invece più vicina a Banco Bpm. Continuano gli acquisti anche su Mediobanca (+1%) e su Unipol (+0,6%) che di Bper è il primo azionista. Realizzi invece su Stmicroelectron (-2,8%) dopo i conti deludenti della competitor americana Texas Instruments, su Amplifon (-2,7%) e sulla Juventus Fc (-2,3%) nonostante la vittoria in Champions League che la avvicina alla qualificazione alla fase a eliminazione diretta. Giù Saipem (-1,6%) alla vigilia dei conti e dopo il calo oltre le attese delle scorte Usa di greggio, cosa che ha alimentato la corsa del Wti, in rialzo dell'1,5% a 55 dollari al barile.
Sul fronte dei cambi l'euro/dollaro viaggia a 1,112 (da 1,114 di ieri) e a 120,8 yen. Dollaro/yen a 108,61.
Scorte Usa calano oltre le attese
Intanto, nella settimana conclusa il 19 ottobre, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono, a sorpresa, diminuite per la prima volta dopo cinque rialzi settimanali consecutivi. Il dato è diminuito di 1,699 milioni di barili a 433,151 milioni di unità, contro attese degli analisti per un aumento di 2,9 milioni di barili. Secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, gli stock di benzina sono diminuiti di 3,107 milioni di barili a 223,094 milioni di barili, contro previsioni per un calo di 2,1 milioni di unità. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, hanno registrato un ribasso di 2,715 milioni di barili a 120,786 milioni, mentre era atteso un decremento di 2,8 milioni di barili.

