La frenata dei Big Tech Usa pesa sulle borse, Milano tiene con oil
Ad Amsterdam tonfo di Asml mentre a Wall Street s'intensifica il sell-off dei titoli tecnologici e il Nasdaq affonda. Inflazione stabile nell'area euro, negli Usa produzione industriale giugno sopra le attese. Sale attesa per la riunione della Bce di giovedì. L'oro ha toccato i massimi, petrolio in rialzo
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le vendite sui titoli tech scoraggiano le Borse europee, che chiudono all'insegna della debolezza, mentre sale l'attesa per la riunione della Bce di giovedì. A frenare i listini del Vecchio Continente, soprattutto nella prima parte della giornata è stato il settore dei microchip, in particolare, Asml Holding (-10,8% ad Amsterdam), che ha risentito dei timori sulle possibili misure restrittive del Governo americano sulle esportazioni in Cina.
Così la Borsa olandese è la peggiore (AEX), mentre fanno meglio Madrid (IBEX 35 ), Londra (FT-SE 100 ), Milano (FTSE MIB ), Parigi (CAC 40 ), e Francoforte (DAX 40 ).
In Europa gli investitori preferiscono tirare i remi in barca in un periodo già semivacanziero, nell’attesa delle indicazioni che giovedì emergeranno al termine del consiglio direttivo della Banca centrale europea. Nonostante i segnali di frenata dell’inflazione (calata al 2,5% a giugno, rispetto al 2,6% di maggio), l’Eurotower «si prenderà probabilmente una pausa estiva», rimandando un eventuale taglio dei tassi a settembre, scrive Carmignac. Nel dettaglio, l'ipotesi condivisa nelle sale operative è che si possa arrivare a due sforbiciate del costo del denaro in autunno.
Sui mercati continua poi a pesare l'incertezza dello scenario politico, anche in vista del voto (giovedì) per la presidenza della Commissione Ue, con la nomina di Ursula von der Leyen che non è affatto scontata.
A Wall Street pesano i Big Tech
Wall Street chiude con il Nasdaq e lo S&P 500 in forte calo. Il Dow Jones sale dello 0,60% a 41.198,21 punti, il Nasdaq perde il 2,77% a 17.996,93 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,39% a 5.588,27 punti. L'indice delle 30 blue chip si rafforza grazie a UnitedHealth, che ha ricevuto un rialzo del rating in seguito alla positiva trimestrale della vigilia che già aveva fatto crescere il titolo del 6,5%. Bene anche Johnson & Johnson, dopo la pubblicazione dei conti, avvenuta durante il premercato.


