Bper coglie l’occasione nell’M&A ma resta la sfida sull’efficienza
L’acquisizione di 1,2 milioni di clienti, in caso di successo dell’Ops di Intesa su Ubi, consente il salto dei ricavi. I tassi di mercato sotto zero tuttavia richiedono che l’istituto prosegua nella razionalizzazione del business
di Vittorio Carlini
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Da una parte l’accordo per l’acquisizione di filiali e clientela, sottoposto alla condizione che l’Ops di Intesa su Ubi Banca abbia successo. Dall’altra, a fronte della continua gelata sui tassi di mercato, il permanere della sfida nella ricerca di maggiori efficienze e semplificazioni del business. È uno dei modi in cui può riassumersi il nuovo contesto strategico di Bper. L’istituto di credito, nel piano d’impresa 2019-2021, ha indicato come maggiore contributore all’utile pre-tasse proprio l’incremento dell’efficienza. A seguire, ben distanziata, c ’era la crescita e sviluppo del business. Di fronte all’operazione annunciata la situazione ovviamente cambia. La spinta sullo sviluppo assume un ruolo molto più rilevante. Di conseguenza è utile comprendere i termini dello shopping che, va ricordato, si articola in vari passaggi: dall’asssemblea straordinaria dei soci nel secondo trimestre dell’anno all’aumento di capitale fino al closing previsto a dicembre.
I termini dell’operazione
L’operazione è collegata con l’Ops di Intesa su Ubi. L’istituto di Ca’ De Sass, per non violare i limiti antistrust, deve cedere una parte del business che andrebbe ad acquisire nel caso l’Offerta pubblica di scambio andasse in porto. La quota in eccedenza è l’oggetto dell’accordo quadro tra Bper e la stessa Intesa. Si tratta di un ramo d’azienda composto da circa 1,2 milioni di clienti distribuiti tra 400 e 500 filiali. Quest’ultime sono localizzate in regioni italiane, soprattutto al Nord, che la banca emiliana definisce tra le più ricche e produttive (il 57% è in Lombardia). Con riferimento, invece, agli asset i prestiti netti alla clientela acquisendi sono compresi tra 20 e 23 miliardi, il che consente a Bper di oltrepassare la soglia dei 100 miliardi di attivi. Infine: la redditività dell’investimento attesa è compresa tra il 15-20%. L’istituto di credito, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, sottolinea la valenza strategica dell’operazione da un lato per il salto dimensionale e le economie di scala che ne conseguono; e, dall’altro, per l’espansione e il maggiore equilibrio nella distribuzione geografica della clientela. Una base di nuovi utenti, viene sottolineato, che vengono acquisiti ad un valore in linea con le valutazioni di mercato. Il prezzo, infatti, è 0,55 volte il Cet 1 del ramo d’azienza. Un valore identico al multiplo di Ubi al 17 febbraio scorso.
La qualità degli asset


