Brexit, May rinvia il voto in Parlamento per evitare la disfatta. Giù la sterlina. Otto scenari possibili
di Nicol Degli Innocenti
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LONDRA - La settimana a Westminster è iniziata con un rinvio. La premier Theresa May ha annunciato al Parlamento la decisione di rinviare il voto previsto per domani per evitare una sconfitta umiliante.
Il rinvio è sine die: la May ha detto che intende tornare a Bruxelles e incontrare leader della Ue e dei Paesi membri per tentare di ottenere ulteriori garanzie. La sua speranza è di tornare a Westminster con un nuovo testo del Withdrawal Agreement, l'intesa sull'uscita della Gran Bretagna dalla Ue, che possa avere il sostegno di almeno 320 deputati e possa quindi essere ratificato. Secondo le regole la premier ha tempo fino al 21 gennaio per presentare il testo al Parlamento.
Le tensioni politiche sono tali però che la situazione potrebbe sfuggire di mano alla premier. Vediamo quali sono le opzioni possibili:
Opzione vittoria
Se l'opera di persuasione della May va a segno e la premier ottiene un testo accettabile alla maggioranza dei deputati, nelle prossime settimane il voto potrebbe andare a suo favore. Questo sarebbe l'esito più semplice: la May resterebbe in sella e ci sarebbe la certezza che la Gran Bretagna uscirà come previsto il 29 marzo 2019 e che, come stabilito con la Ue, ci sarà un periodo di transizione che dovrebbe finire nel dicembre 2020 ma che potrebbe essere prorogato. Le possibilità che questa opzione diventi realtà sono però remote perché oggi sia l'Unione Europea che il premier irlandese Leo Varadkar hanno ribadito che non intendono tornare al tavolo delle trattative. I margini di manovra della May sembrano quindi estremamente limitati.
Opzione mozione di sfiducia al Governo
Il partito laburista potrebbe presentare una mozione di sfiducia al Governo già domani. Il leader Jeremy Corbyn ha dichiarato oggi che “non abbiamo più un Governo funzionante”. Il Labour non ha i numeri per farla approvare senza il sostegno di deputati di altri partiti, ma potrebbe creare un'alleanza ad hoc con gli oltranzisti pro-Brexit conservatori per far cadere la May e andare alle urne, con il via libera di due terzi del Parlamento. Se il Governo fosse sfiduciato, si andrebbe a elezioni anticipate da indire dopo un minimo di 25 giorni per consentire i preparativi.
