Titoli di Stato

Btp, altra maxi emissione da 13 miliardi per il titolo a 15 anni

Nuovo pieno di domanda per il Tesoro: oltre il 75% delle richieste dall’estero, forte presenza di Usa e Nord Europa

di Gianni Trovati

Btp più, il nuovo bond per i risparmiatori: ecco il vademecum del titolo

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Anche l’emissione sindacata da 13 miliardi del nuovo Btp benchmark a 15 anni realizzata dal Tesoro ha viaggiato ad alta quota. I circa 133 miliardi di euro di domanda registrati dall’operazione non segnano un nuovo record assoluto perché nell’appuntamento di gennaio il decennale aveva spinto il contatore fino a 140 miliardi. Ma un primato c’è. Perché un Btp sindacato a 15 anni non aveva mai raggiunto un volume di richieste come questo.

La scadenza, assente come nuova emissione dal febbraio scorso, era del resto parecchio attesa. E ha incontrato un appetito internazionale per i titoli italiani che rimane intenso: anche ieri circa il 76% della domanda alimentata da un centinaio di investitori istituzionali è arrivata dall’estero, con una presenza significativa di Paesi nordici e Usa e una quota elevata di banche e asset manager.

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Nella nuova operazione, gestita da Barclays, Deutsche bank, Intesa Sanpaolo, Morgan Stanley Europe e Nomura nel ruolo di lead manager, il 15 anni con scadenza 1° ottobre 2040 è stato collocato al prezzo di 99,375, che corrisponde a un rendimento lordo annuo all’emissione del 3,942%.

Il tasso annuo è del 3,85%

Il tasso annuo è del 3,85%, e sarà pagato al solito ritmo scandito dalle due cedole semestrali.

L’emissione, si diceva, continua a collocarsi sulla scala dimensionale più alta dei bond governativi. Ma anche ieri è stata digerita senza particolari scossoni dai mercati. Il rendimento del Btp decennale ha scartato un po’ al rialzo chiudendo al 3,53%, dal 3,45% della chiusura di lunedì, ma ha seguito un movimento generalizzato.

Lo stesso è accaduto infatti ai Treasury statunitensi, dopo che il presidente Jerome Powell ha ribadito che alla Federal reserve non hanno «alcuna fretta di tagliare i tassi d’interesse», in attesa dei nuovi dati sull’inflazione Usa.

Il tratto esogeno della spinta al rialzo è confermato dallo spread rispetto al decennale tedesco, che nel corso della giornata è cresciuto di un solo punto base attestandosi a 110 punti dai 109 dell’apertura.

Ancora una volta a soffiare il vento nelle vele dei bond governativi italiani è stata la miscela fra un rischio percepito sostanzialmente a zero, al pari degli emittenti-rifugio, anche per la prudenza nella politica fiscale fin qui difesa dal titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti, accompagnato però da un rendimento un po’ più elevato, figlio di rating inferiori per il debito/Pil più alto degli altri big europei.

In questo scenario, che alimenta l’appeal dell’Italia nel quadro di generale incertezza sulle prospettive dei tassi, il panorama in evoluzione dell’Eurozona rischia semmai in prospettiva di rendere un po’ più fitta la concorrenza, animata soprattutto da una Francia che sta sperimentando livelli di instabilità politica inediti per Parigi.

In un mese il Tesoro ha collocato 31 miliardi di euro

In ogni caso, con le due emissioni sindacate realizzate in poco più di un mese il Tesoro ha collocato 31 miliardi di euro, cifra che vale quasi un quarto (il 23%) dei 135 miliardi di emissioni nette previste per quest’anno, e che permette al Tesoro di consolidarsi sul versante internazionale.

Per quello domestico, invece, ora è il turno del Btp Più, in offerta la prossima settimana dopo che, venerdì, saranno comunicati i tassi minimi garantiti.

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