BTp Più collocato da oggi: quando il timing dell’investimento conta più delle caratteristiche del titolo
Il nuovo BTp Più del Tesoro offre la possibilità di riscattarlo prima della scadenza, ma il timing dell'investimento può influire sul rendimento
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I punti chiave
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L’ingegneria finanziara del Tesoro arriva al “BTp più”, il nuovo titolo di Stato che sarà collocato a partire da lunedì 17 febbraio 2025, destinato al pubblico retail. La novità riguarda la possibilità di riscattarlo a 100 dopo quattro anni, quindi prima della naturale scadenza del titolo di 7 anni.
In questo caso le obbligazioni vengono combinate allo strumento delle opzioni, perché difatti il nuovo BTp incorpora il diritto di venderlo prima della scadenza a un prezzo prefissato (100), come se difatti si acquistasse una opzione put annessa.
Anche le altre forme destinate ai retail coniate negli ultimi anni dal Tesoro presentano una dose di ingegneria finanziaria. Il BTp Italia (forse il meno sofisticato) aggancia la cedola all’andamento dell’inflazione. Il BTp Valore ha introdotto il concetto delle cedole crescenti con il passare del tempo (formula step-up). Il BTp Futura aggiunge alla formula step-up anche una componente variabile (legata alla crescita del Pil italiano) al premio fedeltà finale.
Conoscere le caratteristiche dello strumento in cui si investe è ovviamente la prima regola. Il secondo aspetto da prendere in considerazione è il timing dell’operazione. Perché le obbligazioni, al di là della formula (Italia, Valore, Futura o più) sono una forma di contante spostato nel tempo: flussi di contante futuri valutati ad oggi. Soprattutto se il tasso dell’obbligazione è fisso.
BTp la domanda da porsi: nel corso della vita del prodotto è più probabile che l’inflazione salga o diminuisca?
Quando si investe in una obbligazione bisogna porsi questa domanda: nel corso della vita del prodotto è più probabile che l’inflazione salga o diminuisca rispetto al livello in cui è al momento dell’investimento? Perché se ci si attende un rallentamento dell’inflazione è più probabile che la Banca centrale abbasserà il costo del denaro. In caso contrario (inflazione vista verso l’alto) la politica monetaria andrà contro l’investitore.


