Buffett rilancia sull’Asia: focus sui big giapponesi
L'«Oracolo di Omaha» porta dal 5% al 7,4% la quota nei cinque colossi nipponici. Il modello è quello della Berkshire Hathaway
di Biagio Simonetta
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I fari di Warren Buffett sono puntati sul Giappone. La Berkshire Hathaway ha infatti aumentato le sue partecipazioni nelle cinque maggiori società commerciali giapponesi, portando ognuna di queste al 7,4%, con l’indicazione che potrebbe essere solo l’inizio di un percorso, dato che lo stesso Buffett ha dichiarato che potrebbe investire ancora nel Paese.
Lo stock picker americano, 93 anni il prossimo agosto, ha concesso un’intervista al quotidiano asiatico Nikkei, dichiarandosi «molto orgoglioso» degli investimenti in Giappone, e aggiungendo che nei prossimi giorni incontrerà i board delle cinque società su cui ha investito per discutere delle loro attività, gettando le basi per potenziali nuovi affari insieme. Le società coinvolte sono Itochu, Marubeni, Mitsubishi, Mitsui & Co e Sumitomo. E i rispettivi titoli sono balzati di circa il 4%, alla notizia degli investimenti firmati Berkshire Hathaway.
Va ricordato che nell’agosto 2020, in occasione del novantesimo compleanno di Buffett, la Berkshire aveva reso noto di possedere una quota del 5% in ciascuna società, per un valore di oltre 6 miliardi di dollari. Poi un ulteriore investimento, a novembre scorso, con le partecipazioni portate a oltre il 6%. E ora un altro step. «Ci piacerebbe molto se una qualsiasi delle cinque società venisse da noi e ci dicesse: “Stiamo pensando di fare qualcosa di molto grande o stiamo per comprare qualcosa e vorremmo un partner o altro”», ha detto Buffett nella sua intervista, prima di sottolineare come la Berkshire non abbia ancora investito in altre aziende giapponesi. Ipotesi non del tutto scartata per il futuro: «Ce ne sono sempre alcune a cui sto pensando» ha detto Buffett.
Conosciute come “sogo shosha”, le società commerciali giapponesi trattano un’ampia varietà di materiali e prodotti. E spesso forniscono anche supporto logistico. Sono di fatto player importantissimi dell’economia giapponese, coinvolti anche nel commercio delle materie prime. Ed è proprio questo modello di business ad aver catalizzato le attenzioni di Buffett, da sempre alla ricerca di investimenti su aziende solide nel lungo periodo.
«Queste cinque società rappresentano una sezione trasversale non solo del Giappone, ma di tutto il mondo», ha detto l’investitore al Nikkei, aggiungendo di ritenerle «davvero molto simili a Berkshire». La holding di Buffett, con sede a Omaha, possiede infatti decine di aziende, tra cui la ferrovia BNSF, la società di assicurazioni Geico e altre aziende di settori diversi, oltre a partecipazioni importanti in Apple e Bank of America. Il quotidiano Nikkei ha anche detto che la Berkshire intende vendere più obbligazioni denominate in yen. Una mossa che potrebbe preannunciare ulteriori investimenti in azioni giapponesi.


