lettera al risparmiatore

Buzzi Unicem: ecco le strategie anti crisi. Il nodo del taglio alle emissioni di CO2 e le mosse aziendali

Gli investimenti capitalizzati (270-280 milioni) sono in gran parte per l’ ottimizzazione produttiva, l’efficienza energetica e l’innovazione. Il rischio dell’euro forte: la società dice di saper affrontare cambi anche più elevati

di Vittorio Carlini

Lo stabilimento Buzzi Unicem di Fanna, Pordenone

6' min read

6' min read

Aumentare le efficienze, anche sul fronte energetico. Poi: migliorare prodotti e servizi. Sono tra le priorità di Buzzi Unicem a sostegno del business contro la recessione.

Gli investimenti

La riprova? Gli investimenti in conto capitale. La società, di cui la”Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, prevede nel 2020, seppure a inizio pandemia gli esborsi sono stati messi temporaneamente in stand by, Capex tra 270-280 milioni. Si tratta di denari in larga parte indirizzati, per l’appunto, all’efficientamento operativo ed energetico. In programma non ci sono poche grandi operazioni, bensì tanti medi piccoli interventi. In tal senso può ricordarsi l’investimento di 15 milioni nei pressi della cementeria di Sant Antonio in Texas. Qui sarà realizzato un impianto fotovoltaico che, a regime, fornirà il 10-15% dell’energia necessaria al funzionamento della cementeria stessa.

Loading...

La riorganizzazione in Italia

Peraltro, nella ricerca di maggiori efficienze, non va dimenticata la razionalizzazione del business in Italia. Il progetto è avviato da tempo. La società, tra le altre cose, nel 2019 ha acquisito da HeidelbergCement una cementeria in Toscana, due centri di macinazione in Piemonte e tre centrali di betonaggio nelle stesse regioni. Le finalità? In primis, per l’appunto, realizzare ulteriori efficienze e maggiori economie di scala. E, poi, contribuire a razionalizzare un mercato domestico contraddistinto da sovracapacità: i due centri di macinazione (di cui uno è di fatto già fermo) dovranno infatti essere chiusi. Proprio quest’ultimo passaggio, complice la crisi, non è stato realizzato. Ma la volontà è concretizzarlo. In generale, comunque, resta il target d’incrementare la saturazione in Italia degli impianti. Ad oggi la media del loro utilizzo è tra il 55 e 60%. L’obiettivo di medio periodo è arrivare almeno al 70-75%.

I SEMESTRI A CONFRONTO

Loading...

Nuovi servizi

Fin qui alcune suggestioni rispetto alla ricerca di maggiori efficienze. Buzzi Unicem tuttavia, oltre all’innovazione di prodotto (ad esempio lo sviluppo di nuovi leganti caratterizzati da alte prestazioni), punta ad aumentare i servizi. Il cemento, e lo stesso calcestruzzo, alla fine sono una commodity. Quindi, per spingere la domanda, è utile offrire attività aggiuntive. Un esempio? Realizzare “ricette” particolari di cementi, o calcestruzzi, che si adattino alle esigenze specifiche del cliente.

Taglio alle emissioni di CO2

Insomma, il cocktail anti-crisi prevede diversi ingredienti: dalle maggiori efficienze ai servizi fino all’evoluzione di prodotto. Quest’ultimo aspetto, a ben vedere, si intreccia con un tema più generale: il taglio delle emissioni di CO2. L’azienda ha l’obiettivo di raggiungere al 2022 un calo del 5% rispetto al 2017. A fronte di ciò la società è impegnata anche in programmi innovativi. Il progetto Ue Cleanker ne è un esempio. L’idea, da un lato, è isolare e contenere la CO2 prodotta dalla cementeria durante il processo produttivo; e, dall’altro, rendere la stessa disponibile per stoccaggi sotterranei o per riutilizzi in altri ambiti industriali.

Ciò detto, però, il risparmiatore esprime una preoccupazione. L’impegno sul fronte delle emissioni, al di là dei giudizi di carattere ambientale, comporta dei costi. Oneri che, soprattutto nell’attuale recessione globale, implicano un rischio ben preciso: quello di impattare la redditività del gruppo.

Buzzi Unicem, pure consapevole del fatto, professa ottimismo. In primis, viene spiegato, la spinta verso uno sviluppo maggiormente sostenibile induce, anche legislativamente, all’utilizzo di materiali meno inquinanti. In un simile contesto l’industria del settore potrà traslare parte dei più alti costi sul prezzo finale. Inoltre, dice sempre Buzzi Unicem, i programmi di rilancio dell’economia in Europa e in Italia sono all’insegna della sostenibilità ambientale. Una condizione che, di nuovo, dovrebbe agevolare l’uso di materiali “green”. Infine, conclude la società, la marginalità sarà difesa attraverso la maggiore efficienza operativa e l’offerta di servizi.

L'EBITDA DEI QUATTRO PRINCIPALI MERCATI

Loading...

Il mercato statunitense

Ma non è solo questione di sinergie e nuovi prodotti. Il risparmiatore guarda alle dinamiche di Buzzi Unicem nei mercati più rilevanti. Il principale, per entità di vendite, sono gli Stati Uniti. Qui, nel primo semestre dell’anno, i ricavi e l’Ebitda del gruppo sono stati rispettivamente 611,6 (+6%) e 180,1 milioni (+25,9%). L’incremento percentuale è l’effetto, oltre che del rialzo dei volumi venduti e dei minori costi energetici, essenzialmente di due fattori. Il primo è l’eccezionale esondazione del fiume Mississippi nella prima metà del 2019 che, avendo frenato il business in quel periodo, agevola il confronto del primo semestre 2020 sullo stesso periodo dell’anno precente. Il secondo è che, tra gennaio e giugno scorsi, il dollaro si è rafforzato e questo ha aiutato il conto economico.

Il nodo valutario

Sennonché il risparmiatore sottolinea che, di recente, proprio la valuta Usa ha cambiato direzione, indebolendosi parecchio rispetto soprattutto all’euro. Il che, è la preoccupazione, può impattare il bilancio. Buzzi Unicem, conscia della dinamica, esprime tranquillità. Il gruppo ricorda che già nel passato ha gestito l’attività con il cambio euro-dollaro intorno a 1,19 e oltre. Quindi, è l’indicazione, sa come affrontare la situazione. Inoltre l’azienda sottolinea che, producendo negli Usa, i costi locali sono denominati in dollari. Quindi, da una parte, la redditività in quel mercato non è intaccata; e, dall’altra, l’impatto che si avrà sara meramente contabile. Peraltro Buzzi Unicem fa notare che diversi costi di gruppo, ad esempio quelli energetici, sono in dollari. Il che controbilancia, seppure parzialmente, la dinamica indicata prima. A fronte di ciò, considerando la variabile cambi e il trend dei volumi che subirà (in ritardo rispetto all’Europa) l’impatto della crisi sanitaria, il Mol del business Usa a fine 2020 è previsto inferiore all’Ebitda del 2019.

LA DINAMICA DELL'EBITDA

Loading...

Germania e Italia

Dagli Stati Uniti alla Germania. Questa è la seconda area, per importanza di vendite, del gruppo. Nel primo semestre la società ha riportato, in quel mercato, ricavi (+5,3%) e Mol reported (+23,1%) in aumento. Qui, analogamente all’Italia, hanno giocato a favore il rialzo dei prezzi definito a gennaio e il minore costo delle fonti energetiche rispetto al 2019. Detto ciò l’Ebitda dell’intero 2020 generato dal mercato tedesco dovrebbe essere più o meno in linea con quello dell’esercizio precedente. Già, l’esercizio precedente. Nella prima parte del 2019 in Italia è stata effettuata una vendita di diritti CO2 che ha comportato ricavi per 15 milioni. Nel 2020 la società, su questo fronte, non ha fatto alcuna cessione. Quindi il confronto tra i due periodi deve essere depurato della voce non ricorrente. Ciononostante il fatturato e l’Ebitda rimangono comunque in calo. Quali allora le prospettive sul mercato domestico? Il gruppo esprime un cauto ottimismo. Nei cantieri delle opere pubbliche, a più alta intensità di cemento, ci sono segnali di ripresa. Ad esempio nel progetto della Tav Torino-Lione o in quello del Terzo Valico Milano-Genova. Inoltre la speranza è che, grazie ai fondi europei, ci sia l’avvio di progetti infrastrutturali i quali, dice sempre Buzzi Unicem, potranno in ipotesi aiutare il suo business. In un simile contesto il gruppo prevede che il Mol 2020 riferibile all’Italia, escludendo l’impatto delle vendite di CO2, sia più o meno in linea con quello del 2019.

I crediti commerciali

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore volge lo sguardo ai crediti commerciali. È lecito pensare che diversi clienti della società, attivi nel settore costruzioni, possano trovarsi in difficoltà a causa della recessione. Una situazione che induce il rischio del deterioramento della voce del capitale commerciale circolante netto. Buzzi unicem rigetta il dubbio. Ad oggi, è l’indicazione, non è rilevato alcun peggioramento. Inoltre la società sottolinea di avere posto in essere diverse misure cautelative: dalla maggiore selezione dei clienti alla richiesta di garanzie (ad esempio fideiussioni bancarie) fino all’assicurazione di parte dei suoi crediti.

A fronte di un simile scenario il gruppo conferma le stime sul 2020 per l’Ebitda, previsto in calo tra il 5 e 10% rispetto al 2019. Riguardo, invece, all’indebitamento netto, questo dovrebbe attestarsi a circa 280 milioni (considerando anche l’extra dividendo dalla collegata Kosmos Cement).

I COSTI ENERGETICI

Loading...

DOMANDE & RISPOSTE

Nel primo semestre dell’anno ci sono stati minori costi energetici. I quali, però, risalgono. Un problema?

Nel primo semestre 2020 il rapporto tra costi energetici e ricavi da cemento era al 13,5% contro il 17,3% di un anno prima. Ciò detto il gruppo si dice non preoccupato della dinamica di ripresa perché: è abituato a gestire il fenomeno; il favore di uno sviluppo eco-sostenibile spinge per l’uso di energia rinnovabile che costa meno: in generale il comparto è abituato a traslare sul listino finale questi maggiori costi.

Copyright reserved ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti