Buzzi Unicem: ecco le strategie anti crisi. Il nodo del taglio alle emissioni di CO2 e le mosse aziendali
Gli investimenti capitalizzati (270-280 milioni) sono in gran parte per l’ ottimizzazione produttiva, l’efficienza energetica e l’innovazione. Il rischio dell’euro forte: la società dice di saper affrontare cambi anche più elevati
di Vittorio Carlini
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Aumentare le efficienze, anche sul fronte energetico. Poi: migliorare prodotti e servizi. Sono tra le priorità di Buzzi Unicem a sostegno del business contro la recessione.
Gli investimenti
La riprova? Gli investimenti in conto capitale. La società, di cui la”Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, prevede nel 2020, seppure a inizio pandemia gli esborsi sono stati messi temporaneamente in stand by, Capex tra 270-280 milioni. Si tratta di denari in larga parte indirizzati, per l’appunto, all’efficientamento operativo ed energetico. In programma non ci sono poche grandi operazioni, bensì tanti medi piccoli interventi. In tal senso può ricordarsi l’investimento di 15 milioni nei pressi della cementeria di Sant Antonio in Texas. Qui sarà realizzato un impianto fotovoltaico che, a regime, fornirà il 10-15% dell’energia necessaria al funzionamento della cementeria stessa.
La riorganizzazione in Italia
Peraltro, nella ricerca di maggiori efficienze, non va dimenticata la razionalizzazione del business in Italia. Il progetto è avviato da tempo. La società, tra le altre cose, nel 2019 ha acquisito da HeidelbergCement una cementeria in Toscana, due centri di macinazione in Piemonte e tre centrali di betonaggio nelle stesse regioni. Le finalità? In primis, per l’appunto, realizzare ulteriori efficienze e maggiori economie di scala. E, poi, contribuire a razionalizzare un mercato domestico contraddistinto da sovracapacità: i due centri di macinazione (di cui uno è di fatto già fermo) dovranno infatti essere chiusi. Proprio quest’ultimo passaggio, complice la crisi, non è stato realizzato. Ma la volontà è concretizzarlo. In generale, comunque, resta il target d’incrementare la saturazione in Italia degli impianti. Ad oggi la media del loro utilizzo è tra il 55 e 60%. L’obiettivo di medio periodo è arrivare almeno al 70-75%.
Nuovi servizi
Fin qui alcune suggestioni rispetto alla ricerca di maggiori efficienze. Buzzi Unicem tuttavia, oltre all’innovazione di prodotto (ad esempio lo sviluppo di nuovi leganti caratterizzati da alte prestazioni), punta ad aumentare i servizi. Il cemento, e lo stesso calcestruzzo, alla fine sono una commodity. Quindi, per spingere la domanda, è utile offrire attività aggiuntive. Un esempio? Realizzare “ricette” particolari di cementi, o calcestruzzi, che si adattino alle esigenze specifiche del cliente.
Taglio alle emissioni di CO2
Insomma, il cocktail anti-crisi prevede diversi ingredienti: dalle maggiori efficienze ai servizi fino all’evoluzione di prodotto. Quest’ultimo aspetto, a ben vedere, si intreccia con un tema più generale: il taglio delle emissioni di CO2. L’azienda ha l’obiettivo di raggiungere al 2022 un calo del 5% rispetto al 2017. A fronte di ciò la società è impegnata anche in programmi innovativi. Il progetto Ue Cleanker ne è un esempio. L’idea, da un lato, è isolare e contenere la CO2 prodotta dalla cementeria durante il processo produttivo; e, dall’altro, rendere la stessa disponibile per stoccaggi sotterranei o per riutilizzi in altri ambiti industriali.


