Automotive

Byd, ancora record di vendite: 4,2 milioni nel 2024. Cresce in Italia

Nei Bev a un’incolatura da Tesla. Ricavi per la prima volta oltre 100 miliardi di dollari. Restano le ombre dello scandalo in Brasile

di Alberto Annicchiarico

Aggiornato il 3 gennaio 2025, ore 11:38

Una concessionaria Byd a Shanghai. (Foto AFP) / China OUT.

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Nel 2024, l’industria automobilistica cinese ha proseguito la sua espansione globale, non senza ombre significative. Un esempio eclatante è lo scandalo in Brasile che, alla vigilia di Natale, ha coinvolto Byd, il principale produttore mondiale di veicoli a batteria (Bev) e ibridi plug-in (Phev) per distacco, con oltre il 35% del mercato del Dragone. Le autorità brasiliane hanno scoperto condizioni lavorative disumane per 163 operai cinesi impegnati nella costruzione di un nuovo stabilimento dell’azienda nel grande Paese sudamericano, da aprire a marzo. L’azienda ha respinto le accuse e interrotto i rapporti con il costruttore responsabile, ma il possibile danno reputazionale è un punto interrogativo, anche oltre il mercato sudamericano.

Byd sorpassa Tesla?

Tornando al mercato, Byd ha comunque chiuso il 2024 con gli ormai consueti risultati straordinari, oltre i target prefissati. Con 4,25 milioni di veicoli passeggeri venduti (l’obiettivo era 4 milioni), di cui 1,76 milioni completamente elettrici (Bev), l’azienda ha registrato una crescita del 41% rispetto all’anno precedente (Bev +12%, Phev +73%), portandosi a ridosso del primato di Tesla (soli Bev), che comunicherà i dati il 2 gennaio e dovrebbe attestarsi sugli 1,79 milioni, in calo sugli obiettivi dell’anno, nonostante la consegna stimata di oltre 510mila veicoli negli ultimi tre mesi dell’anno. La casa di Austin ha aggiunto più di 733 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato dal giorno delle elezioni fino a metà dicembre, quando la sua valutazione ha raggiunto un clamoroso top di 1,54 trilioni di dollari. Sebbene gli investitori abbiano scommesso che il ruolo politico di Musk a fianco del presidente eletto Trump finirà per tradursi in un ricco dividendo, un calo delle vendite annuali potrebbe indurre qualche ripensamento.

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Al contrario Byd, che ha definitivamente chiuso le linee produttive dei veicoli a combustione nel 2022, ha beneficiato della forte domanda interna e di politiche governative molto favorevoli alla transizione dai motori termici agli elettrici. Non a caso anche altri campioni elettrici cinesi come Li Auto, XPeng, Nio, Zeekr hanno ottenuto risultati record (dieci volte inferiori a quelli di Byd, ma con balzi incredibili, dal +33% di Li Auto nell’intero 2024 fino al +82% di Xpeng a dicembre). Va detto che a dicembre le vendite di veicoli elettrici in Cina dovrebbero raggiungere 1,4 milioni di unità, quasi +40% rispetto al 2023, ha riferito CnEVPost.com, citando la China Passenger Car Association. Si tratterebbe del quinto mese consecutivo di vendite di veicoli elettrici al dettaglio superiori a 1 milione di unità. Ma il governo ha chiuso il 31 dicembre (almeno per il momento) i rubinetti degli incentivi e la concorrenza, spietata, si giocherà sulla capacità di reggere la corsa agli sconti.

Quanto a Byd in dicembre ha registrato l’ennesimo mese record, con 509.440 unità (+41,07%). Questi risultati hanno portato i ricavi annuali a superare per la prima volta i 100 miliardi di dollari. In gran parte il successo resta ancorato al mercato cinese (pur in leggero calo del 4%), visto che le vendite internazionali volano (+58% e record mensile, a 57.154 unità, scrive l’analista di Deutsche Bank Bin Wang) ma restano una fetta residuale (intorno al 12%) pur essendo il marchio ormai radicato nell’area Asia Pacifico (inclusa l’Australia), in America Latina e in Medio Oriente (tra i primi brand in Israele e negli Emirati arabi).

L’espansione sui mercati internazionali

E in Europa? Byd se la deve vedere con i dazi sulle auto elettriche cinesi imposti dall’Ue per contrastare la concorrenza ritenuta sleale. Nel mese di novembre, scontando un aggravio alla dogana del 27,4%, Byd ha venduto 5.252 auto elettriche (Bev+ibride plug-in), registrando una crescita del 15% rispetto al mese precedente. Superata al primo posto tra i brand cinesi MG Motors (45% di tariffe doganali). Volkswagen è l’attuale leader con oltre 280mila vetture vendute, Tesla ha registrato un netto calo a 19mila. Tuttavia, il meglio per Byd deve arrivare. Il primo stabilimento europeo in Ungheria aprirà già entro la fine di quest’anno (nei primi annunci, un anno fa, si parlava di inizio 2027), con una capacità produttiva iniziale di 200mila veicoli. Da fine 2026 entrerà in azione il nuovo sito turco vicino a Smirne, investimenti per 1 miliardo di euro e capacità 150mila veicoli da fine 2026. Esente da dazi, grazie agli accordi di Unione doganale in vigore adal 1995 tra Bruxelles e Ankara.

In Italia 3.200 contratti solo nell’ultimo trimestre

Sul mercato italiano sono stati registrati numeri in crescita nell’ultimo trimestre del 2024, con oltre 3.200 contratti, di cui 1.500 solo a dicembre. L’interesse degli automobilisti ha permesso di immatricolare nell’anno 2886 unità, incrementando le quote di mercato: 0,6% di dicembre, dopo una media dei primi nove mesi dello 0,09%. Il colosso cinese è arrivato in Italia nel 2023 con il modello Atto3. Nel corso del 2025 sarà ampliato il network che al momento comprende 28 punti vendita. L’obiettivo dichiarato è di raggiungere 105 store nel corso dell’anno su tutto il territorio nazionale, con una quota di almeno 22 dealer e 70 punti vendita aperti nel primo semestre del 2025.

Un modello di crescita che inquieta

Il caso Byd in Brasile, comunque, riflette le contraddizioni dell’espansione cinese. Mentre le vendite di veicoli elettrici crescono in Cina a dispetto della frenata dell’economia, sostenute da incentivi, i margini di profitto si riducono: nel 2024, i margini medi delle case automobilistiche cinesi sono scesi al 4,4%, sotto la media globale del 6,1%. A livello internazionale, Byd ha puntato su mercati emergenti come Brasile e Sud-est asiatico, ma episodi controversi come quello brasiliano sollevano dubbi sulla sostenibilità di questo modello di espansione, dopo che un caso analogo aveva suscitato polemiche sulle operazioni di Volkswagen in uno dei suoi impianti in Cina, sempre per motivi di lavoro forzato. Volkswagen ha infine abbandonato quel sito produttivo gestito in JV con Saic.

La fabbrica sotto inchiesta in Brasile

Vista da un drone del cantiere della nuova fabbrica di veicoli elettrici di Byd a Camacari, in Brasile, il 26 dicembre 2024. REUTERS/Joa Souza

Guardando avanti, Byd si troverà ad affrontare sfide complesse: regolamentazioni più severe, costi crescenti e pressioni per migliorare la trasparenza nelle pratiche aziendali. Tuttavia, la capacità di adattamento dell’azienda fondata dal miliardario Wang Chanfu e di cui è azionista da decenni Warren Buffett - un colosso leader nella produzione di batterie, treni monorotaia, semiconduttori, energia rinnovabile - potrebbe garantirle, nonostante tutto, il ruolo di leader nell’industria automobilistica globale.

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