Automotive

Byd, offensiva europea: emissioni, AI alla guida, prezzi e filiera italiana

Lo special advisor Altavilla: trattative a buon punto con alcune case europee per la creazione di un pool di emissioni. Il nuovo sistama smart driving con DeepSeek anche nelle auto più economiche

di Redazione Finanza

Il logo BYD durante il salone Auto China 2016 a Pechino.  REUTERS/Damir Sagolj

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Byd, il colosso cinese dell’auto elettrica (più di 4 milioni di auto prodotte nel 2024, oltre un terzo del mercato interno), tratta con alcune case automobilistiche europee per la creazione di un pool anti-sanzioni. In pratica, Byd venderebbe crediti di carbonio per aiutarle a rispettare i limiti più restrittivi imposti dall’Unione Europea sulle emissioni di CO2 dal 1 gennaio 2025, evitando multe miliardarie. Anche se non ha rivelato con quali case stia negoziando, Byd con questa mossa segue l’esempio di due cordate già in campo: una guidata da Tesla, che include Stellantis, Toyota, Ford, Mazda e Subaru, e un’altra formata da Mercedes, Polestar, Volvo Cars e Smart.

«Siamo in trattative e siamo a buon punto», ha dichiarato Alfredo Altavilla, special advisor per l’Europa di Byd, durante l’evento di presentazione della nuova Atto 2 a Torino.

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Le case automobilistiche che non raggiungono il target di emissioni (quest’anno dovrebbero vendere auto a batteria per il 20-24% del totale, un obiettivo per la maggioranza irraggiungibile) possono compensare acquistando crediti da chi ha già superato gli obiettivi grazie alle vendite di veicoli elettrici. Le case devono comunicare questi accordi alla Commissione Europea entro il 31 dicembre di ogni anno, anche se Bruxelles non può interferire sulle condizioni commerciali.

Guida intelligente per tutti: la mossa di Byd

Oltre agli accordi sulle emissioni, Byd ha annunciato che renderà standard il suo avanzato sistema di guida assistita God’s Eye su quasi tutti i suoi modelli futuri, senza costi aggiuntivi per gli acquirenti. Con questa strategia, il brand cinese punta a sfidare Tesla e altri competitor come Xpeng.

God’s Eye utilizza telecamere, radar e sensori avanzati per funzioni come parcheggio automatico, cruise control adattivo e frenata assistita. Inoltre, Byd ha rivelato che collaborerà con DeepSeek, la controversa azienda cinese specializzata in intelligenza artificiale, per migliorare ulteriormente il software di guida autonoma.

«Il 2025 sarà l’anno dello smart driving per tutti», ha dichiarato il presidente e fondatore di Byd, Wang Chuanfu. Secondo lui, la guida assistita evoluta grazie all’AI diventerà un elemento indispensabile, proprio come le cinture di sicurezza e gli airbag.

La novità più sorprendente? Il colosso di Shenzhen (che produce non solo automobili, ma batterie, treni monorotaia, bus e tecnologie per l’energia rinnovabile) promette che lo smart driving di ultima generazione sarà disponibile anche sulle auto più economiche, come la Byd Seagull, che in Cina costa circa 9.500 dollari e che in Europa dovrebbe costare intorno ai 20mila euro. Un livello di tecnologia che, fino a poco tempo fa, era riservato solo ai modelli premium.

Auto elettriche e sempre più accessibili

L’integrazione della guida intelligente è parte di una strategia più ampia per abbassare i prezzi. Recentemente, Byd ha spinto i costi dei suoi Ev più economici sotto i 10mila dollari, mettendo sotto pressione la concorrenza, Tesla inclusa.

Secondo alcuni esperti, questa mossa mira a sostenere la domanda in un mercato sempre più competitivo. Nel 2024, BYD, come detto, ha venduto più di 4 milioni di auto e punta a raggiungere 6 milioni nel 2025. Per mantenere questa crescita, ha bisogno di nuovi elementi distintivi rispetto alla concorrenza. John Zeng, analista di GlobalData, crede che la spinta sulla guida autonoma possa dare un nuovo slancio alle vendite. Aziende come Xpeng potrebbero soffrire la pressione, non avendo la stessa capacità produttiva e finanziaria per offrire tecnologie simili a prezzi così bassi.

Byd e la collaborazione con la filiera italiana

Oltre alla tecnologia e ai prezzi competitivi, Byd sta consolidando la sua presenza in Europa con due nuovi stabilimenti: uno in Ungheria, operativo da ottobre 2025, e uno in Turchia, previsto per marzo 2026.

Per garantire una produzione efficiente, la casa cinese ha organizzato un incontro il 20 e 21 febbraio a Torino con circa 300 fornitori italiani. All’incontro saranno presenti Altavilla, il responsabile acquisti del gruppo, e un rappresentante del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). L’obiettivo è assegnare le forniture per i circa 500mila veicoli che saranno prodotti in Ungheria e in Turchia.

«Abbiamo bisogno di una filiera locale, e le aziende italiane hanno già dimostrato la loro competitività con i costruttori tedeschi», ha spiegato Altavilla. Molte aziende italiane stanno affrontando un periodo di calo degli ordini, in parte a causa della riduzione della produzione di Stellantis in Italia. Per loro, una collaborazione con Byd potrebbe significare una svolta positiva in termini di fatturato e occupazione.

Insomma, con una strategia basata su prezzi aggressivi, tecnologia evoluta e collaborazioni con i fornitori locali, Byd punta a trasformarsi davvero in un player europeo, come preconizzato tempo fa dalla vicepresidente esecutiva Stella Li, World Car Person of the Year 2025. Gli accordi sulle emissioni, le auto accessibili a guida smart e le partnership con i fornitori italiani sono mosse che potrebbero spostare gli equilibri del mercato. (Al.An.)

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