Il secondo round di negoziati tra Usa e Iran è fallito prima ancora di iniziare
dal nostro corrispondente Marco Masciaga
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Torna ad accendersi lo scontro sui diritti tv del calcio. Sky ha infatti ufficializzato la decisione di presentare un ricorso all’Antitrust contro l’esclusività al centro dell’accordo tra Tim e Dazn con al centro la trasmissione delle gare della Serie A, partnership di cui non si conoscono i dettagli ma che porterà l’app dell’Ott sulla piattaforma della telco guidata dall’ad Gubitosi.
Un ricorso che ha portato a un botta e risposta tra le due società. «Sky si è rivolta all’Antitrust per essere sicura che milioni di consumatori e appassionati di calcio possano continuare a sottoscrivere la serie A attraverso una pluralità di fornitori di broadband e guardarla sulla piattaforma che preferiscono - satellite, Dtt o Ott - esattamente come oggi», ha spiegato la pay-tv di Comcast in una nota.
Sky inoltre parla di «accordo illegittimo di esclusiva» tra Tim e Dazn, con quest’ultima che si è aggiudicata i diritti tv della Serie A nel prossimo triennio per 840 milioni di euro a stagione. Una partnership che, secondo l’emittente, «preclude all’Ott la possibilità di distribuire il campionato attraverso altri operatori favorendo così Tim e rafforzando la sua posizione dominante nel mercato della banda larga».
La replica da parte della stessa Tim non si è fatta attendere. «Tim resta stupita dalle preoccupazioni di Sky sulla concorrenza e la libera scelta dei clienti, dopo che l’Agcm ha accertato più volte che Sky è un soggetto dominante nel settore della pay tv detenendo una quota di mercato pari a circa l’80%», la risposta arrivata in serata. Tim inoltre «continuerà a distribuire i contenuti sportivi, cosi come ad oggi sta facendo con i contenuti Now (Sky), Eurosport (Discovery) e Dazn e con qualunque altro editore interessato alla valorizzazione dei contenuti attraverso la piattaforma TimVision».
Comunicato a cui è seguita una nuova risposta da parte di Sky: «Sky prende atto che Tim ha confermato la sua intenzione di restringere la scelta dei consumatori a una sola piattaforma». Ma lo scontro si è allargato anche da altri operatori, da WindTre («va garantita pluralità tecnologica») a Open Fiber («bisogna garantire a tutti la possibilità di vedere le partite sul proprio operatore di riferimento»), in attesa che l’Antitrust si esprima sull’esclusività dell’accordo tra Tim e Dazn.