Calzature, il 6,4% dell’export italiano è made in Marche
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Nel 2022 le Marche hanno esportato all’estero calzature per un valore complessivo di 1,7 miliardi di euro, superando i valori raggiunti prima della pandemia
Il 6,4% delle calzature italiane vendute all’estero nel 2022 è stato prodotto nelle Marche; un dato in crescita rispetto al 2021, quando si è attestato al 5,8%. Il settore calzaturiero della regione Marche segue (in termini di percentuale di esportazioni sul totale nazionale) solo quello farmaceutico che nel 2022 ha rappresentato l’11% dell’export nazionale.
Per dirla in termini assoluti, le calzature prodotte nelle Marche e vendute all’estero nel 2022 hanno toccato il miliardo e 713 milioni di euro. Un valore in aumento del 32,4% rispetto agli 1,2 miliardi di euro registrati nel corso del 2021 e che, soprattutto, riportano l’export calzaturiero marchigiano a livelli addirittura superiori a quelli del 2019, ovvero prima che la pandemia travolgesse, oltre alle persone, anche i mercati e le aziende.
Una tendenza, elemento ancora più importante, che sembra confermarsi anche nel corso del primo trimestre del 2023, quando le esportazioni calzaturiere marchigiane hanno toccato i 495 milioni di euro, una cifra superiore ai 479 milioni sempre del 2019. Risultati legati in larga parte ad imprese della provincia di Fermo, che da sola ha rappresentato il 49% delle esportazioni calzaturiere marchigiane del 2022. Seguono quelle della provincia di Macerata, con una quota di mercato del 31,4%, e di Ascoli Piceno, arrivata al 15,9%. Le provincie di Ancona e di Pesaro e Urbino nel corso del 2022 hanno rappresentato invece rispettivamente il 2,8 e l’1% delle esportazioni marchigiane nel settore delle calzature.
Il 44,4% delle esportazioni, pari ad un valore complessivo di 760 milioni di euro, ha avuto come sbocco il mercato comune europeo. Al di fuori dell’Unione è andato il 55,6% delle calzature marchigiane esportate nel 2022, per un valore assoluto pari a poco meno di 953 milioni di euro. Una differenza che si è assottigliata nel corso del primo trimestre del 2023, quando la quota di export nell’area UE è salita al 48,6%, riducendo al 51,4% quella relativa al resto del mondo.
Più in generale, con oltre 1 milione di euro, il Vecchio continente si è confermato come il primo mercato dell’export marchigiano delle calzature, avendone assorbito il 61,6%. Una quota che nel primo quarto dello scorso anno è salita al 67,7%. Seguono l’Asia, che con 425 milioni di euro ha rappresentato nel 2022 il 24,9% del mercato, e l’America, che ha raggiunto il 10,8% acquistando calzature marchigiane per un valore pari a 185 milioni di euro. Piuttosto marginale, invece, il ruolo di Africa e Oceania, ferme rispettivamente al 2 e allo 0,8%.
Guardando alle singole nazioni, è la Germania il principale sbocco commerciale. Una posizione consolidata negli anni: nel 2021, infatti, il mercato tedesco ha assorbito il 12,9% delle esportazioni dei calzaturifici delle Marche, acquistandone i prodotti per una somma pari a 167 milioni di euro. Cifra cresciuta fino ai poco meno di 210 milioni registrati nel corso del 2022, quando hanno rappresentato il 12,2% delle esportazioni. E che si è consolidata nel primo trimestre dello scorso anno, con acquisti per poco meno di 62 milioni di euro e una quota di mercato pari al 12,5%.
Il secondo partner commerciale straniero per i calzaturifici marchigiani è invece la Cina, che nel 2022 ha acquistato prodotti made in Marche per poco meno di 206 milioni, avvicinandosi così alla Germania sia in termini assoluti che di quota di mercato. Il terzo mercato è rappresentato dalla Francia, che nel 2022 ha raggiunto un valore pari a 166 milioni di euro, arrivando ad assorbire il 9,7% delle esportazioni calzaturiere marchigiane. Subito dopo gli Stati Uniti, con una quota di mercato pari al 9,4%, che in numeri assoluti hanno significato acquisti per poco meno di 162 milioni di euro. Altro mercato significativo è quello russo, che nel 2022 ha acquistato prodotti per 79 milioni di euro, con una quota di mercato del 4,6%. Da segnalare che l’export verso la Russia è calato del 9,8% per effetto delle sanzioni introdotte a seguito dell’invasione dell’Ucraina.

