M&A

Campari acquisisce Courvoisier per 1,32 miliardi di dollari, rafforzando il suo portafoglio di superalcolici

Courvoisier è una delle quattro principali case di cognac al mondo, con vendite nette di 249 milioni di dollari nel 2022

di Matteo Meneghello

L’acquisizione di Courvoisier è la più consistente nella storia del Gruppo Campari

4' min read

4' min read

Con una spesa di 1,32 miliardi di dollari (1,22 miliardi di euro), la più consistente nella storia del Gruppo, Davide Campari aggiunge un cognac di peso al suo portafoglio, rilevando da Beam Suntory il brand Courvoisier e gettando così le basi per un ideale «quarto asse» di sviluppo che si affianca a aperitivi, bourbon e tequila. L’acquisizione porterà in dote, nell’immediato, un contributo di vendite nette per 249 milioni di dollari (dati relativi al 2022,), di cui circa il 60% negli Stati Uniti, che si accompagnano a un magazzino di liquido in invecchiamento con un valore contabile di 365 milioni di dollari al 31 ottobre di quest’anno. Il perfezionamento è atteso nel 2024.

«Siamo entusiasti di acquisire una delle prime quattro case storiche di cognac, Courvoisier, con un significativo potenziale ed espressioni molto rinomate - spiega l’amministratore delegato del Gruppo, Bob Kunze Concewitz -. L’aggiunta di Courvoisier al nostro portafoglio di priorità globali costituisce un’opportunità unica e rara di espandere il nostro portafoglio di premium spirit». Per Matteo Fantacchiotti, deputy chief executive officer di Campari e ceo designato, Courvoisier consentirà in particolare «di compiere un significativo passo avanti negli Stati Uniti, nel contempo offrendo potenziale trasformativo nella regione strategica dell’Asia Pacifico nel lungo periodo. Oltre ad acquisire un marchio riconosciuto a livello globale con forti credenziali di premiumizzazione - spiega - abbiamo un’opportunità unica per espandere in modo significativo la nostra capacità di produzione e imbottigliamento di cognac in Francia, una piattaforma centrale della nostra supply chain globale. I nostri recenti investimenti nelle infrastrutture aziendali e nel potenziamento delle capacità operative, associati alla reputazione di Campari Group per gli investimenti in marchi con forte brand equity e potenziale di crescita nel lungo periodo, ci consentiranno di sfruttare il massimo potenziale di Courvoisier».

Loading...

Il prezzo fisso di acquisto è di 1,2 miliardi di dollari (corrispondente a 1,11 miliardi di euro al tasso di cambio odierno), in assenza di cassa o debito finanziario. Oltre al prezzo di acquisto, è previsto un pagamento aggiuntivo di massimo 120 milioni di dollari pagabile nel 2029 sulla base del raggiungimento di obiettivi di vendite nette realizzate nell’esercizio 2028. Il corrispettivo enterprise value è di 1,32 miliardi di dollari, equivalente a un multiplo di circa 17 volte il margine di contribuzione per l’esercizio 2022.

Il finanziamento dell’acquisizione - spiega Campari - è interamente coperto da un finanziamento bridge denominato per un ammontare di 1,2 miliardi di euro, con un scadenza fino a 24 mesi dalla data di perfezionamento della transazione, da un consorzio di banche composto da Crédit Agricole Corporate and Investment Bank (in qualità di coordinatore globale, mandated lead arranger, bookrunner e sottoscrittore) e Intesa Sanpaolo (Divisione IMI CIB), Bank of America, Goldman Sachs Bank Europe SE e Mediobanca (ciascuno in qualità di mandated lead arranger, bookrunner e sottoscrittore.

Campari Group continua anche a valutare varie alternative di finanziamento nel contesto delle mutevoli condizioni di mercato, per potenzialmente finanziare la transazione attraverso un mix di debito, cassa e strumenti azionari o equivalenti, con tempistiche e importi ancora da confermare.

«A seguito di questa acquisizione, ipotizzando una transazione interamente finanziata da debito - spiega l’azienda - il multiplo di debito finanziario netto rispetto all’Ebitda rettificato su base mobile pro-forma di Campari Group è destinato ad aumentare da 2,6 volte al 30 settembre 2023 a circa 4 volte al perfezionamento della transazione. Una rapida diminuzione del livello di indebitamento è attesa successivamente - confida l’azienda - grazie alla positiva generazione di cassa».

La Maison Courvoisier è stata fondata nel 1828 da Félix Courvoisier a Jarnac, nella regione francese della Charente. Nell’anno fiscale concluso il 31 dicembre 2022, il business Courvoisier, che include anche il marchio Salignac , ha raggiunto vendite nette pari per 249 milioni di dollari, con un margine di contribuzione, ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni, pari a 78 milioni. Nei dieci mesi al 31 ottobre 2023 le vendite nette sono state pari a 148 milioni, in calo del 33% rispetto allo stesso periodo del 2022, e il margine di contribuzione è stato pari a 37 milioni. «Questa performance - si legge in una nota di Campari - è influenzata dal recente andamento del mercato, impattato dalla normalizzazione dei consumi negli Stati Uniti dopo il picco delle vendite post Covid, e la riduzione delle scorte da parte dei distributori, in linea con l’intera categoria del cognac». Gli Stati Uniti sono il mercato più grande di Courvoisier, rappresentando circa il 60% delle vendite nette nell’anno fiscale 2022, seguiti dal Regno Unito e dalla Cina, che insieme rappresentano il 25% delle vendite nette, mentre il Global Travel Retail ha rappresentato poco più del 3%. Il perimetro dell’acquisizione include infine marchi e le strutture di produzione, costituite da impianti di distillazione, magazzini, vigneti, un centro visitatori e uno château, strutture di miscelazione, cantine di invecchiamento e un impianto di imbottigliamento automatizzato.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti