Le esercitazioni

Campi Flegrei, al via le prove di evacuazione. Pesa il rischio flop

Si comincia oggi a Roma con la simulazione di un comitato operativo della Protezione civile, domani i test con la popolazione

di Manuela Perrone

Alcune delle tende allestite dalla Protezione Civile a seguito dello sciame sismico degli ultimi giorni al porto di Pozzuoli (Napoli), 22 maggio 2024. ANSA/CIRO FUSCO

4' min read

4' min read

Il piano «speditivo di emergenza c’è», ma soltanto testandolo si può capire se funziona davvero. Oggi e più ancora domani ai Campi Flegrei, nell’area più a rischio bradisismo, ossia i Comuni di Pozzuoli e Bacoli e alcuni quartieri di Napoli, si terrà la seconda esercitazione di protezione civile, che era già prevista dal programma a maggio, ma che proprio lo sciame sismico di queste settimane ha costretto a rinviare. Le difficoltà non mancano: si teme la scarsa adesione della popolazione. E pesa la diffusa convinzione che i test e gli allarmi danneggino la stagione turistica, mandando in fumo prenotazioni e guadagni.

Campi Flegrei, Musumeci: sarà nominato un commissario straordinario

Oggi alla prova il sistema operativo

Organizzata dal dipartimento della Protezione civile della presidenza del Consiglio, guidato da Fabrizio Curcio, d’intesa con la Regione Campania e con il coinvolgimento della Città Metropolitana e della Prefettura di Napoli, dei Comuni interessati e delle strutture operative di protezione civile, l’esercitazione arriva all’indomani del varo in Consiglio dei ministri del decreto Campi Flegrei bis e dalle parole durissime sulle responsabilità di Regioni ed enti locali del ministro Nello Musumeci: «È stato autorizzato uno sviluppo urbanistico irragionevole, caotico e disordinato: chi doveva vigilare non lo ha fatto». La prova è cominciata stamattina dalla parte meno complicata: è stato simulato uno sciame sismico importante con eventi di magnitudo 4.4, 4.2, 4.3, 3.7 e 3.9 avvertiti dalla popolazione e l’incremento della velocità di sollevamento del suolo per testare il sistema operativo, dall’attivazione dei Centri operativi comunali, del Centro coordinamento soccorsi presso la Prefettura di Napoli, della sala operativa regionale e della Sala Emercom della Protezione Civile della Campania, oltre che dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, che ha emanato le comunicazioni e la convocazione a Roma del Comitato operativo nazionale del dipartimento di Protezione civile.

Loading...

Testati i controlli sulle infrastrutture e l’attivazione delle Asl

Sotto osservazione le procedure connesse allo scenario bradisismico 3, legate a un quadro di danneggiamento diffuso e, in particolare, le telecomunicazioni in emergenza tra i centri di coordinamento attraverso la rete radio regionale a microonde, la verifica dell’attivazione del volontariato, delle unità di crisi aziendali delle Asl Napoli 1 e Asl Napoli 2 con il presidio sanitario. Sono stati simulati i controlli sui sottoservizi e le infrastrutture, la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale da parte della Regione Campania e l’attivazione delle colonne mobili di soccorso da parte di altre Regioni italiane. In poche parole, è stato messo alla prova l’intero meccanismo di coordinamento di un’eventuale emergenza, per verificare che rapidamente tutti gli attori coinvolti sappiano prendere le redini della situazione e governarla, dal centro ai territori.

Campi Flegrei, Curcio: "Non dobbiamo attendere emergenza per adeguare infrastrutture"

Domani i test di evacuazione, attenzione ai fragili

Nella giornata di domani, invece, l’esercitazione entra nel vivo, con l’obiettivo di verificare la funzionalità di alcune delle aree di attesa e della relativa organizzazione prevista nella pianificazione comunale. Saranno simulate diverse scosse di terremoto ravvicinate, sempre come prevede lo scenario 3, con il test delle procedure per l’evacuazione di una parte della popolazione residente. In particolare, sono sotto osservazione le procedure di registrazione e di assegnazione di un alloggio a chi ipoteticamente non potesse rientrare nella propria abitazione, insieme al sistema di registrazione delle esigenze immediate per le persone fragili. Quando sarà diramato l’allarme, i cittadini saranno invitati a recarsi presso le aree di attesa in prossimità delle loro abitazioni: ce ne saranno due a Pozzuoli (vicino alla ruota panoramica sul lungomare e alla piazza del Ricordo) e altrettante a Bacoli, e una a Napoli, allestita nel parco accanto alla stazione di Bagnoli.

Il rischio ai Campi Flegrei e il rischio spiegato dalla Protezione civile

 

Gas tossici, in azione la squadra Nbcr dei Vigili del fuoco

Per verificare e scongiurare la presenza di gas tossici, il riferimento sono i Vigili del fuoco in assetto Nbcr, ossia i nuclei addestrati per la prevenzione del rischio nucleare, biologico, chimico e radiologico. Si distinguono perché durante gli interventi non indossano la divisa istituzionale, ma tute scafandrate per la protezione personale, dotate di autoprotettori che consentono la respirazione anche in ambienti contaminati. In dotazione, gli Nbcr hanno anche maschere antigas, rivelatori di sostanze pericolose, sensori elettrochimici e mezzi particolari, come l’Iveco-One, un’unità mobile progettata proprio per la rilevazione di agenti chimici e nucleari, per la decontaminazione di persone, veicoli e terreno e per il recupero delle sostanze pericolose.

Prove di campo base e censimento danni

Tra le altre attività in cantiere domani, oltre all’attivazione e all’organizzazione di aree di attesa e di hub per l’accoglienza della popolazione nei tre Comuni interessati, figurano l’allestimento di un campo base per le colonne mobili di Vigili del fuoco, ad Afragola, diversi punti informativi rivolti alla popolazione e l’attivazione del volontariato a supporto dei centri di coordinamento, delle telecomunicazioni, dell’informazione e assistenza alla popolazione. Alla prova anche ulteriori test delle procedure del censimento danni, con particolare riferimento alle modalità per la condivisione informatica dei risultati.

L’incognita della partecipazione

L’esercitazione si inserisce nell’ambito della più ampia pianificazione di protezione civile per l’area flegrea, che ha visto una prima esercitazione per bradisismo, lo scorso 22 aprile, e prevede una terza esercitazione, a ottobre, centrata invece sul Piano nazionale per il rischio vulcanico ai Campi Flegrei. Il timore, però, è che a rispondere all’appello a partecipare siano soltanto poche decine di residenti sugli 80mila che abitano nell’area più a rischio, complice la stagione turistica all’avvio. A Napoli sembrerebbero appena una trentina i cittadini che si sono offerti: si ritroveranno alle 10 al punto di ritrovo dove saranno allestiti cinque gazebo nelle aree di attesa di viale della Liberazione-via Sibilla. Alcuni saranno poi trasferiti presso la sede di via Acate della X Municipalità dove saranno allestiti i posti letto per la prima accoglienza della popolazione. All’interno dell’hub il personale dei servizi anagrafici e del welfare provvederà a registrarli tramite il software “Designa” e ad assegnare le famiglie alle strutture alberghiere individuate da Federalberghi Campania, secondo l’accordo quadro siglato con la Regione.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti