Campi Flegrei, al via le prove di evacuazione. Pesa il rischio flop
Si comincia oggi a Roma con la simulazione di un comitato operativo della Protezione civile, domani i test con la popolazione
di Manuela Perrone
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I punti chiave
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Il piano «speditivo di emergenza c’è», ma soltanto testandolo si può capire se funziona davvero. Oggi e più ancora domani ai Campi Flegrei, nell’area più a rischio bradisismo, ossia i Comuni di Pozzuoli e Bacoli e alcuni quartieri di Napoli, si terrà la seconda esercitazione di protezione civile, che era già prevista dal programma a maggio, ma che proprio lo sciame sismico di queste settimane ha costretto a rinviare. Le difficoltà non mancano: si teme la scarsa adesione della popolazione. E pesa la diffusa convinzione che i test e gli allarmi danneggino la stagione turistica, mandando in fumo prenotazioni e guadagni.
Oggi alla prova il sistema operativo
Organizzata dal dipartimento della Protezione civile della presidenza del Consiglio, guidato da Fabrizio Curcio, d’intesa con la Regione Campania e con il coinvolgimento della Città Metropolitana e della Prefettura di Napoli, dei Comuni interessati e delle strutture operative di protezione civile, l’esercitazione arriva all’indomani del varo in Consiglio dei ministri del decreto Campi Flegrei bis e dalle parole durissime sulle responsabilità di Regioni ed enti locali del ministro Nello Musumeci: «È stato autorizzato uno sviluppo urbanistico irragionevole, caotico e disordinato: chi doveva vigilare non lo ha fatto». La prova è cominciata stamattina dalla parte meno complicata: è stato simulato uno sciame sismico importante con eventi di magnitudo 4.4, 4.2, 4.3, 3.7 e 3.9 avvertiti dalla popolazione e l’incremento della velocità di sollevamento del suolo per testare il sistema operativo, dall’attivazione dei Centri operativi comunali, del Centro coordinamento soccorsi presso la Prefettura di Napoli, della sala operativa regionale e della Sala Emercom della Protezione Civile della Campania, oltre che dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, che ha emanato le comunicazioni e la convocazione a Roma del Comitato operativo nazionale del dipartimento di Protezione civile.
Testati i controlli sulle infrastrutture e l’attivazione delle Asl
Sotto osservazione le procedure connesse allo scenario bradisismico 3, legate a un quadro di danneggiamento diffuso e, in particolare, le telecomunicazioni in emergenza tra i centri di coordinamento attraverso la rete radio regionale a microonde, la verifica dell’attivazione del volontariato, delle unità di crisi aziendali delle Asl Napoli 1 e Asl Napoli 2 con il presidio sanitario. Sono stati simulati i controlli sui sottoservizi e le infrastrutture, la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale da parte della Regione Campania e l’attivazione delle colonne mobili di soccorso da parte di altre Regioni italiane. In poche parole, è stato messo alla prova l’intero meccanismo di coordinamento di un’eventuale emergenza, per verificare che rapidamente tutti gli attori coinvolti sappiano prendere le redini della situazione e governarla, dal centro ai territori.
Domani i test di evacuazione, attenzione ai fragili
Nella giornata di domani, invece, l’esercitazione entra nel vivo, con l’obiettivo di verificare la funzionalità di alcune delle aree di attesa e della relativa organizzazione prevista nella pianificazione comunale. Saranno simulate diverse scosse di terremoto ravvicinate, sempre come prevede lo scenario 3, con il test delle procedure per l’evacuazione di una parte della popolazione residente. In particolare, sono sotto osservazione le procedure di registrazione e di assegnazione di un alloggio a chi ipoteticamente non potesse rientrare nella propria abitazione, insieme al sistema di registrazione delle esigenze immediate per le persone fragili. Quando sarà diramato l’allarme, i cittadini saranno invitati a recarsi presso le aree di attesa in prossimità delle loro abitazioni: ce ne saranno due a Pozzuoli (vicino alla ruota panoramica sul lungomare e alla piazza del Ricordo) e altrettante a Bacoli, e una a Napoli, allestita nel parco accanto alla stazione di Bagnoli.

