Padova

Capolavori del disegno moderno e contemporaneo a Palazzo Zabarella

La mostra che espone la collezione del Musée de Grenoble è un utile guida per saper leggere gli originali e difendersi dai falsi

Paul Signac, Saint-Julien -en- Beauchêne 1914. Musée de Grenoble

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Visitare una mostra di disegni e opere su carta? I musei non possono esporli alla luce e all’aria, per intrinseca fragilità. Da decenni piccole sezioni su carta completano le monografiche dei maestri, alla fine del percorso. A Palazzo Zabarella, a Padova, grazie al Musée de Grenoble, accade il contrario, con 130 disegni tra 1900 e 1960, da 47 artisti che hanno fatto la storia delle Avanguardie: Henri Matisse (28 opere), Amedeo Modigliani, Joan Mirò, Pablo Picasso, Paul Signac e molti altri. La collezione ora fuori di Francia, è seconda solo al Centre Pompidou e copre ogni tecnica e linguaggio moderno fino all’espressionista astratto Usa Mark Tobey.

Amedeo Modigliani, Ritratto d’uomo 1915 circa. Grafite su carta. Musée de Grenoble

Un’occasione per appassionati e collezionisti, pubblico generale e studiosi, perché consente un contatto diretto con opere per necessità custodite in cassettiere a microclima controllato, ad evitare ogni agente nocivo per la conservazione, soprattutto umidità e variazioni di temperatura. Importante per la conoscenza delle opere su carta il cui valore storico e tecnico-artistico, associato alla relativa sobrietà economica, li rende percentualmente più facile oggetto di imitazioni e falsificazioni.

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Vedere gli originali: passione e studio per difendersi dai falsi

La piaga dei falsi tocca, in particolare, il Moderno e Contemporaneo, come attestano i Report annuali editi tra 2015 e 2023 dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Sul totale dei sequestri di falsi effettuati nel 2023 il 70% riguarda il Moderno e Contemporaneo. Molti i falsi che circolano online, seducendo amatori e aspiranti collezionisti, con limiti di prezzo in apparenza giustificati, inquinano il mercato. Per molti artisti, tra cui Fernand Léger, Joan Mirò, Pablo Picasso e Henri Matisse, coi limiti di leggibilità di web e fotografie, le simulazioni passano con più facilità. Su poche centinaia/migliaia di dollari/euro al compratore il rischio sembra calcolato. I controlli antifrode esistono ma percentualmente, su scala globale, i canali di vendita si sono moltiplicati all’infinito.

Henri Matisse, Tema F Variazione 10, 1941. Grafite e acquerello su carta. Musée de Grenoble

Per collezionare bisogna allenarsi e studiare le opere sicure. La mostra è di grande interesse generale perché, rispetto alla pittura, nei disegni si leggono in modo più diretto il segno e il colore “l’origine mentale e fisica dell’atto ed anche l’intimità dell’intenzione artistica” sintetizza Guy Tosatto, curatore della mostra. Il disegno trasmette emozioni rimandando al gesto, all’origine dell’ispirazione. “Il disegno è un pensiero nell’atto di realizzarsi.” (Fernando Mazzocca).

“Il disegno non imbroglia” ricorda Sébastien Gokalp, direttore del Musée Grenoble, come quando i grafologi dicono “la scrittura non mente”. Soprattutto nei disegni, l’analisi comparata delle opere autografe e dei falsi rivela molto sulla difficoltà di imitare con astuzia un artista.

Henri Matisse (Cateau-Cambrésis 1869-Nizza 1954), Viso su fondo giallo 1952, gouache e inchiostro su carta. Musée de Grenoble

Comparare originali e falsi

Con le Avanguardie Otto-Novecento e l’arte Post War molti artisti hanno adottato pratiche che non nascondono il gesto, anzi lo esaltano e riaffermano la sua capacità comunicativa.

Ad esempio, cosa succede se confrontiamo un disegno autografo con una copia “firmata Matisse” collocata online e sequestrata anni fa? Nella gouache autentica “Viso su fondo giallo” del 1952 Matisse arrivò ad un’estrema semplificazione del gesto grafico, che rasenta il concetto di gesto scrittorio in grafologia. Non è un caso che Matisse dicesse: “Il mio disegno al tratto è la traduzione diretta e più pura della mia emozione”. La copia mostra continue ripassature per ottenere le forme che, in gouache e acquetinte originali, sono delineate con un segno continuo e netto. Anche le molte imitazioni delle sue “Figure femminili” sono prive dell’agile segno grafico del maestro e invariabilmente corredate di firme di imitazione.

Falso firmato Henri Matisse

Scienza e tecniche contro le contraffazioni

Oggi il linguaggio della storia dell’arte, arricchito dalla storia tecnica dell’arte, del restauro e dalla diagnostica (raggi X, UV, ecc.) può essere ulteriormente ampliato, associando e condividendo metodi e lessico delle tecniche artistiche e della grafo-tecnica. Senza sacralizzare l’oggetto di studio, come talvolta fa la critica d’arte, la grafologia analizza l’atto fisico, la neurofisiologia del gesto e le sue caratteristiche, come tratti e simboli grafici, espressioni dell’accoppiata cerebro-corticale/neuro-muscolare e psicofisica. Con applicazioni feconde nello studio delle firme, ma anche del repertorio di segni degli artisti, astrattisti o meno, da Matisse fino a Mark Tobey, il cui segno era influenzato dalla calligrafia orientale che lui portò all’interno di un campo di pittura continua ad astrazione gestuale.

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