Diesel e benzina: come si forma il prezzo e quanto incidono le accise
Dopo lo stop al taglio delle accise, i rincari dei carburanti sono tornati sul banco degli imputati: ecco qual è la struttura del prezzo
di Celestina Dominelli
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I punti chiave
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Il tema del caro carburanti è tornato alla ribalta in vista dell’esodo estivo 2023 con il nuovo giro di rialzi per benzina e gasolio per i prezzi consigliati dei maggiori marchi, e rialzi anche per i prezzi delle pompe bianche e il Codacons che lancia l’allarme stangata sulle vacanze degli italiani che decideranno di spostarsi in automobile per raggiungere le località di villeggiatura.
Ma cosa paghiamo esattamente quando riforniamo la nostra auto alla stazione di servizio? Per rispondere al quesito, è utile partire dagli ultimi prezzi fotografati dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che ogni settimana rileva la media ponderata dei prezzi applicati dalle compagnie. Prendiamo come esempio i prezzi rilevati all’inizio dell’anno: tra l’1 e l’8 gennaio, la benzina in modalità self è passata da 1,644 a 1,812 euro al litro con un incremento di 16,8 centesimi, mentre il gasolio è salito da 1,708 a 1,868 euro con un rialzo di 16 centesimi.
Le principali voci di costo
Partiamo allora dalla benzina e dal valore fotografato dal Mase: quell’asticella, pari a 1,812 euro è costituito per il 58% dalla componente fiscale (Iva e accise) e per il restante 42% dal prezzo industriale. Il prezzo industriale tiene dentro tutti i costi associati alla materia prima (pari a 0,548 euro), nonché i costi di struttura (logistici, commerciali e amministrativi), nonché i margini del gestore. Quest’ultimo tassello include, quindi, i ricavi della filiera distributiva spesso finita sul banco degli imputati come la principale responsabile dei rincari alla pompa.
Il margine lordo dei gestori
Il margine lordo serve a coprire tutti i costi di distribuzione primaria e secondaria, ma anche altri oneri, come tasse e canoni. Ed è su quest’ultimo segmento, che pesa per poco meno del 12% sull’intero ammontare pagato alla pompa dagli automobilisti per la benzina e per circa l’8% sul gasolio, che l’operatore può intervenire per modificare il prezzo. Mentre sulla materia prima, pari al 30% del costo complessivo per la benzina e al 41% per il gasolio, agiscono le quotazioni internazionali e l’effetto cambio euro/dollaro.
Le quotazioni internazionali
Il benchmark per i carburanti è infatti rappresentato dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati (il cosiddetto Platts Cif Med), che vengono valorizzate al cambio euro/dollaro del giorno di riferimento. Se dunque il rapporto è sbilanciato verso la moneta americana, questo finisce per incidere sul prezzo. Da fine novembre a oggi, il Platts per la benzina è diminuito di circa 6 centesimi di euro al litro, una discesa più che assorbita nei prezzi industriali che sono calati, a loro volta, di 12 centesimi. Mentre, sul fronte del gasolio, l’indice si è contratto di 4 centesimi e, a valle, i prezzi industriali sono scesi di 14 centesimi. Questa riduzione ha in sostanza permesso di metabolizzare il primo taglio dello sconto sui carburanti deciso dal governo a fine novembre 2022.


