Caro carburante e costi in crescita: le compagnie aeree tagliano le stime
Dopo la corsa del secondo trimestre, arrivano i segnali di rallentamento. I prezzi dei biglietti continuano a salire, anche se con più moderazione
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La bonanza del settore aeronautico che sembrava immune ai pericoli di recessione e soprattutto all’aumento dei prezzi dei biglietti comincia a dare i primi segnali di cedimento: gli aumenti del carburante e degli stipendi di piloti e personale di volo stanno mettendo in allarme i vettori che hanno avviato una campagna di revisione al ribasso delle previsioni di utili per il terzo trimestre.
Prezzo del carburante per jet +34% in tre mesi
Da quando il prezzo del carburante per aviazione ha ripreso a correre, con un incremento del 34% nell’ultimo trimestre, la salita delle azioni in Borsa dei vettori si è presa una pausa. Le prime a muoversi sono state le compagnie americane che hanno annunciato il taglio delle loro prospettive di profitto nel terzo trimestre anche a causa delle previsioni di una domanda debole nei prossimi mesi. Secondo i calcoli di Bloomberg, la stima media degli analisti sugli utili 2023 per le compagnie aeree statunitensi è diminuita dell'8% dall'inizio di luglio, mentre le previsioni degli utili del 2024 sono scese del 10% per lo stesso periodo. La prima compagnia a lanciare l’allarme è stata American Airlines, crollata in Borsa dopo l’annuncio della revisione della guidance sugli utili del terzo trimestre tra 20 cents e 30 cents ad azione dal precedente range di 85-95 cents. A seguire Delta Air Lines la quale, benché abbia rivisto al rialzo il fatturato nel terzo trimestre, ha tagliato le previsioni di utili da 2,50 cents per azione a 1,85-2,05 cents lasciando invece invariato l’outlook per l’anno in corso. Stesso trend per gli altri vettori, da United a Spirit Air a Southwest Airlines.
Rallenta la domanda ma non il costo dei biglietti aerei
Oltre all’aumento del costo del carburante e degli stipendi, anche la domanda comincia a rallentare sotto il peso dell’inflazione e della recessione. I prezzi dei biglietti aerei continuano a salire anche se con intensità più moderata rispetto al periodo estivo come dimostra l’ultimo report di Ubs sulle compagnie europee secondo cui nel terzo trimestre il costo dei biglietti aerei in economy è previsto in aumento in media del 9% contro il 12% del trimestre precedente per risalire del 20% nel quarto trimestre in concomitanza delle feste natalizie.
Alla luce del rallentamento della domanda, scaricare sui prezzi gli aumenti dei costi potrebbe essere un’arma spuntata in futuro. Secondo gli analisti, aumentare le tariffe per coprire il costo del carburante sarà sempre più difficile dal momento che la domanda non sarà così sostenuta come è stata finora a causa dell’inflazione e degli effetti del rallentamento dell’economia.
Tonfo in Borsa del 24% per le compagnie aeree
In Borsa questo nuovo scenario ha avuto ripercussioni pesanti e l’indice settoriale airlines è caduto del 24% rispetto al picco dell’11 luglio quando nello stesso periodo l’indice S&P500 è salito dell’1,5%. Una caduta forse troppo repentina che fa sperare in un rimbalzo altrettanto veloce.A questo si aggiunge il fatto che l’indice delle compagnie aeree scambia ancora il 46% al di sotto dei livelli pre-pandemia mentre l'indice S&P 500 è avanzato del 33% nello stesso periodo. Per correre ai ripari, i vettori potrebbero decidere di sostenere la domanda riducendo i prezzi dei biglietti aerei nei prossimi mesi come già annunciato da alcune low cost come Ryanair e Wizz Air che devono anche combattere con gli scioperi, l’ultimo quello degli operatori che gestiscono il traffico aereo in Gran Bretagna che sta creando disagi negli spostamenti come già era successo in Francia nei mesi estivi.


