Caro energia, dagli stoccaggi a bonus e bollette: come sarà l’inverno?
Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani: piano risparmi sul gas se inverno freddo o sabotaggio. Allarme dei Comuni per bollette,1 miliardo o default
di Andrea Carli
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I punti chiave
- Gas, Cingolani: esportiamo tra i 18 e i 20 milioni di metri cubi di gas
- «Se ok a price cap per calo bollette serviranno 2-3 mesi»
- Crescono ancora stoccaggi in Italia, riempimento a 91,15%
- Tarvisio è tornato in attivo ma con meno di 10 milioni di metri cubi (non dalla Russia)
- L’Agenzia internazionale per l’energia: in Europa risparmi cruciali per passare l’inverno
- I bonus e le agevolazioni a disposizione (allo stato attuale)
- Bollette, stangata per la luce,+1.300 euro sulle famiglie nel 2022
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Mancano oltre due mesi all’arrivo dell’inverno, ma la domanda su cosa ci attende in questo scenario caratterizzato dal conflitto in Ucraina, con una Russia che non esita a usare l’arma del gas per colpire chi ha assunto una posizione contraria all’invasione e il boom dei valori delle materie prime energetiche, è già cronaca di oggi. Se il puzzle, allo stato attuale, è lungi dall’essere completato, qualche tessera già si delinea.
Gas, Cingolani: esportiamo tra i 18 e i 20 milioni di metri cubi di gas
Partiamo dalla disponibilità di gas. «Bisogna distinguere i timori economici-inflattivi dai timori sulle quantità. In Italia in questo momento stiamo esportando», ha chiarito il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, numeri alla mano: «Oggi ci sono oltre 40 milioni di metri cubi di gas per gli stoccaggi e tra i 18 e i 20 milioni esportati». «In caso di eventi di natura estrema (sabotaggio al gasdotto russo che viene dall’Ucraina o un inverno estremamente freddo) - ha poi aggiunto Cingolani, in un intervento a Porta a Porta -, è chiaro che dobbiamo essere pronti a potenziare il piano di risparmi. Ma dobbiamo ricordare che abbiamo superato il 90% di stoccaggi e che le forniture dall’Algeria sono triplicate. Mi rendo conto delle sofferenze enormi delle aziende e delle famiglie, è una cosa che non mi fa dormire. Ma tutto sommato il percorso che stiamo facendo in Europa sta andando nella direzione corretta».
«Se ok a price cap per calo bollette serviranno 2-3 mesi»
Infine, un’osservazione sull’ipotesi, caldeggiata dall’Italia in ambito europeo, di un tetto al prezzo del gas. «Nelle ipotesi che venga approvato il price cap - ha chiarito il ministro - deve diventare una norma europea, poi i singoli Stati la devono recepire e poi la applicano. Io credo che, nella migliore delle ipotesi, ci vorranno due o tre mesi».
Crescono ancora stoccaggi in Italia, riempimento a 91,15%
Intanto le iniezioni di gas negli stoccaggi italiani continuano e hanno superato l’indicazione fornita da Cingolani, anche grazie al fatto che la domanda è in calo grazie allo spegnimento dei condizionatori e al fatto che non sono stati accesi i riscaldamenti. A martedì 4 ottobre, la previsione è di circa 45 milioni di metri cubi. Secondo i dati di Snam, la previsione di gas immesso in rete per fine giornata è di circa 200 milioni di metri cubi a fronte di consumi intorno ai 140 milioni di metri cubi. Il livello di riempimento degli stoccaggi in Italia si attesta ad oltre il 91% (91,15% al 2 ottobre) contro 89,32% come media Ue.
Tarvisio è tornato in attivo ma con meno di 10 milioni di metri cubi (non dalla Russia)
I flussi di importazione da Mazara del Vallo, l’entry point del gas algerino, si attestano a oltre 60 milioni di metri cubi. A Melendugno, con i flussi dall’Azerbaigian via Tap, le forniture si attestano ad oltre 30 mln di metri cubi. A Passo Gries, con le forniture proveniente da Nord Europa, il flusso è poco sotto 30 milioni. Martedì 4 ottobre anche Tarvisi o è tornato leggermente in attivo ma con meno di 10 milioni di metri cubi. E se per quel giorno i flussi non sono giunti dalla Russia ma si è trattato di flussi spot di gas austriaco, il giorno dopo, mercoledì 5 ottobre, Eni ha fatto sapere che i flussi di gas approvvigionati da Gazprom all’Italia, interrotti lo scorso primo ottobre per «la dichiarata impossibilità di trasportare il gas attraverso l’Austria» motivata dalla compagnia russa, sono ripresi. «La ripresa delle forniture - ha spiegato Eni - è stata resa possibile dalla risoluzione da parte di Eni e delle parti coinvolte dei vincoli che derivano dalla nuova normativa introdotta dalle autorità di regolamentazione austriache». Insomma, il rubinetto è di nuovo aperto.


