Salvini convoca il consiglio federale della Lega sulla pace fiscale: «È emergenza nazionale»
Salvini convoca consiglio federale della Lega per affrontare l'emergenza nazionale della pace fiscale e rottamazione delle cartelle
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Matteo Salvini ha convocato un consiglio federale della Lega, urgente, con al primo punto all’ordine del giorno la rottamazione delle cartelle e la pace fiscale. Si tratta di provvedimenti che Salvini definisce «di emergenza nazionale». La riunione si terrà mercoledì, in presenza o in collegamento. Salvini sarà a Roma, dopo il viaggio in Israele previsto oggi e domani. Parteciperà anche il ministro dell’Economia ed esponente della Lega Giancarlo Giorgetti.
La Lega va avanti così nella battaglia per una nuova rottamazione delle cartelle. «Pace fiscale e rottamazione di tutte le cartelle esattoriali: 120 rate tutte uguali in dieci anni, senza sanzioni e interessi, per aiutare milioni di italiani onesti in difficoltà» aveva rilanciato Matteo Salvini. Ma Fratelli d’Italia apre alla proposta a patto che vengano trovate le coperture necessarie.
La prudenza di Fratelli d’Italia
«Vorrei sgombrare il campo da un equivoco: sono d’accordo su una nuova rottamazione» ha detto il viceministro dell’Economia e della Finanze, Maurizio Leo, esponente di Fratelli d’Italia e artefice della riforma fiscale. «Questa - ha detto - è una misura importante così come quella per ridurre l’Irpef al ceto medio, cioè a quella fascia di contribuenti che hanno un reddito fra i 28 e i 50-60mila euro e che oggi è penalizzata. Ma sono interventi da fare alla luce delle osservazioni della Ragioneria generale dello Stato. Poi ci sarà una sintesi politica, si faranno delle valutazioni. Fare interventi con la dovuta attenzione ai conti pubblici è nelle corde della maggioranza, che ha ricevuto per questo il plauso degli organismi internazionali e dei mercati».
Freni: la pace fiscale è nel programma
«La rottamazione - incalza il sottosegretario all’Economia ed esponente del Carroccio Federico Freni - non è un capriccio della Lega: è una risposta che dobbiamo a milioni di italiani onesti che hanno difficoltà a pagare le tasse». Intervistato da Repubblica sottolinea che «la bussola era e resta una: il programma del centrodestra. E una seria pace fiscale era, ed è, parte integrante del programma di governo. Troverei davvero singolare se qualcuno volesse mettere in discussione un programma condiviso e intorno al quale abbiamo raccolto la fiducia di milioni di italiani».
