Caso Almasri, denuncia all’Aia contro governo italiano. La Corte: «Nessun caso contro funzionari italiani»
La Corte penale internazionale dell’Aja avrebbe avviato un fascicolo di indagine sull’operato del governo italiano per «ostacolo all’amministrazione della giustizia» in relazione alla vicenda del generale Almasri, dopo la denuncia di un cittadino sudanese. L’Eurocamera ha inserito in calendario per l’11 febbraio a Strasburgo un dibattito sulla Corte internazionale di giustizia
4' min read
I punti chiave
- Fonti governo italiano, nessuna indagine aperta dalla Cpi
- Cpi, «Almasri? Chiunque può presentare esposti alla Corte»
- Almasri, Europarlamento: martedì dibattito a Strasburgo sulla Cpi
- Nordio: tutti indagano un po’ su tutto
- Nordio: dispiace che Almasri sia libero per errore formale
- Tajani: «Cpi? Bisognerebbe indagare la Corte»
4' min read
La Corte penale internazionale dell’Aja avrebbe avviato un fascicolo di indagine sull’operato del governo italiano per «ostacolo all’amministrazione della giustizia» in relazione alla vicenda del generale Almasri, dopo la denuncia di un cittadino sudanese. Il governo ha precisato che non esiste ad oggi nessun procedimento aperto contro l’Italia. E la stessa Cpi ha confermato: «Nessun caso contro funzionari italiani». Il ministro della Giustizia Carlo Nordio potrebbe formalizzare nei prossimi giorni alla Cpi una richiesta di spiegazioni sulle incongruenze nelle procedure attivate per il mandato di arresto del generale libico. Il responsabile della Farnesina Antonio Tajani si è schierato con il ministro della giustizia e ha rilanciato: «Cpi? Bisognerebbe indagare la Corte». E il presidente Usa Trump ha sanzionato la Cpi per le indagini su Usa-Israele.
La notizia di Avvenire
La Corte penale internazionale dell’Aja ha avviato un fascicolo di indagine sull’operato del governo italiano per «ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma» in relazione alla vicenda del generale Almasri. Lo scrive il quotidiano Avvenire nella pagina online.
Nella denuncia ricevuta dall’Ufficio del Procuratore, che l’ha trasmessa al cancelliere e al presidente del Tribunale internazionale, sono indicati i nomi della premier Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e di quello dell’Interno Matteo Piantedosi.
L’atto finito all’attenzione dei giudici è stato trasmesso dai legali di un rifugiato sudanese che già nel 2019 aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale libico, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia.
Fonti governo italiano, nessuna indagine aperta dalla Cpi
Non esiste ad oggi nessun procedimento aperto contro l’Italia dalla Corte penale internazionale. Lo riferiscono fonti del governo italiano contattate dall’agenzia Ansa sulla vicenda Almasri. Il procuratore della Cpi, spiegano le stesse fonti, non ha ufficialmente inviato la denuncia del cittadino sudanese. Il rifugiato sudanese, viene spiegato ancora, ha inviato una mail all’indirizzo mail dedicato dell’ufficio del procuratore. Le comunicazioni sono moltissime, ognuna viene vagliata e solo se ritenuta fondata può originare un procedimento, che richiede mesi. Il tutto viene di solito tenuto riservato, salvo che lo stesso denunciante non lo riveli al pubblico, cosa che pare essere avvenuta in questo caso.


