Il generale libico rimpatriato

Caso Almasri, denuncia all’Aia contro governo italiano. La Corte: «Nessun caso contro funzionari italiani»

La Corte penale internazionale dell’Aja avrebbe avviato un fascicolo di indagine sull’operato del governo italiano per «ostacolo all’amministrazione della giustizia» in relazione alla vicenda del generale Almasri, dopo la denuncia di un cittadino sudanese. L’Eurocamera ha inserito in calendario per l’11 febbraio a Strasburgo un dibattito sulla Corte internazionale di giustizia

di Redazione Roma

Detto e contraddetto: le polemiche sul caso Almasri

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La Corte penale internazionale dell’Aja avrebbe avviato un fascicolo di indagine sull’operato del governo italiano per «ostacolo all’amministrazione della giustizia» in relazione alla vicenda del generale Almasri, dopo la denuncia di un cittadino sudanese. Il governo ha precisato che non esiste ad oggi nessun procedimento aperto contro l’Italia. E la stessa Cpi ha confermato: «Nessun caso contro funzionari italiani». Il ministro della Giustizia Carlo Nordio potrebbe formalizzare nei prossimi giorni alla Cpi una richiesta di spiegazioni sulle incongruenze nelle procedure attivate per il mandato di arresto del generale libico. Il responsabile della Farnesina Antonio Tajani si è schierato con il ministro della giustizia e ha rilanciato: «Cpi? Bisognerebbe indagare la Corte». E il presidente Usa Trump ha sanzionato la Cpi per le indagini su Usa-Israele.

La notizia di Avvenire

La Corte penale internazionale dell’Aja ha avviato un fascicolo di indagine sull’operato del governo italiano per «ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma» in relazione alla vicenda del generale Almasri. Lo scrive il quotidiano Avvenire nella pagina online.

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Nella denuncia ricevuta dall’Ufficio del Procuratore, che l’ha trasmessa al cancelliere e al presidente del Tribunale internazionale, sono indicati i nomi della premier Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e di quello dell’Interno Matteo Piantedosi.

L’atto finito all’attenzione dei giudici è stato trasmesso dai legali di un rifugiato sudanese che già nel 2019 aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale libico, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia.

Fonti governo italiano, nessuna indagine aperta dalla Cpi

Non esiste ad oggi nessun procedimento aperto contro l’Italia dalla Corte penale internazionale. Lo riferiscono fonti del governo italiano contattate dall’agenzia Ansa sulla vicenda Almasri. Il procuratore della Cpi, spiegano le stesse fonti, non ha ufficialmente inviato la denuncia del cittadino sudanese. Il rifugiato sudanese, viene spiegato ancora, ha inviato una mail all’indirizzo mail dedicato dell’ufficio del procuratore. Le comunicazioni sono moltissime, ognuna viene vagliata e solo se ritenuta fondata può originare un procedimento, che richiede mesi. Il tutto viene di solito tenuto riservato, salvo che lo stesso denunciante non lo riveli al pubblico, cosa che pare essere avvenuta in questo caso.

Nordio verso richiesta spiegazioni a Cpi su incongruenze

Il ministero della Giustizia potrebbe formalizzare nei prossimi giorni alla Corte penale internazionale una richiesta di spiegazioni sulle incongruenze nelle procedure attivate per il mandato di arresto del generale libico Almasri. A quanto si apprende, la richiesta sarebbe allo studio del ministero. A confermarlo all’Ansa sono fonti di governo.

Cpi, «Almasri? Chiunque può presentare esposti alla Corte»

«Secondo lo Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo di qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni (che la Cpi definisce “comunicazioni”) al procuratore della Cpi. L’Ufficio del procuratore non commenta tali comunicazioni». Lo fa sapere il portavoce della Cpi interpellato dall’Ansa sul caso Almasri e la denuncia del cittadino sudanese sull’operato del governo italiano.

Cpi conferma, «nessun caso contro funzionari italiani»

La Corte Penale Internazionale sottolinea, tramite il portavoce, che al momento presso la Corte «non vi è aperto alcun caso contro esponenti italiani».

Almasri, Europarlamento: martedì dibattito a Strasburgo sulla Cpi

Martedì 11 febbraio, a Strasburgo, la sessione plenaria del Parlamento europeo terrà un dibattito, con dichiarazioni del Consiglio Ue e della Commissione, sul tema: “Protezione del sistema di giustizia internazionale e delle sue istituzioni, in particolare la Corte penale internazionale e la Corte internazionale di giustizia”. Durante il dibattito «chiederemo ancora una volta chiarimenti sul caso Almasri: il Governo deve una spiegazione non solo al Paese, ma all’Europa intera», ha annunciato in una nota l’europarlamentare del gruppo S&D Annalisa Corrado, membro della segreteria del Pd. «Il rispetto del diritto internazionale non è un optional, e la messa sotto indagine dell’operato del governo da parte della Cpi, per violazione dello Statuto di Roma, lo conferma. La Corte Penale Internazionale fa un lavoro preziosissimo, oggi sotto attacco da più fronti. È nostro dovere proteggerla da chi tenta di screditarla al solo scopo di sottrarsi alle proprie responsabilità», afferma Corrado nella nota.

Almasri, Nordio: una parte della magistratura è stata sciatta

Nordio: tutti indagano un po’ su tutto

«Credo che a questo mondo tutti indaghino un po’ su tutto - è il commento di Nordio -. Noi abbiamo fiducia nella giustizia umana. Postulo la giustizia divina proprio perché la giustizia umana spesso è fallibile, ma accontentiamoci di quella che abbiamo e vediamo come va».

I deputati del Partito democratico espongono dei cartelli in aula alla Camera durante l'informativa urgente del ministro della Giustizia Carlo Nordio con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per il Governo in merito alla richiesta di arresto della Corte penale internazionale e successiva espulsione del cittadino libico Najeem Osema Almasri Habish, ANSA/ANGELO CARCONI

Nordio: dispiace che Almasri sia libero per errore formale

Il ministro della Giustizia è tornato sulla vicenda per sottolineare: «Vorrei che ogni persona che ha commesso un reato fosse giudicata e, se trovata colpevole, condannata e la pena eseguita secondo le regole e le procedure. Ieri si è anche detto che Almasri era un torturatore, a prescindere dal mandato sbagliato della Cpi. Ma se seguissimo questo criterio neanche il tribunale di Norimberga avrebbe senso: i tribunali esistono perché devono rispettare le regole. Prima di tutto bisogna applicare le leggi, altrimenti torniamo a farci giustizia da sé. L’idea che un torturatore debba essere punito in quanto tale indipendentemente dal rispetto delle regole significa delegittimare la stessa esistenza dei tribunali internazionali».

Alla domanda se non gli dispiaccia che per una violazione di una regola un presunto torturatore come Almasri non sia stato giudicato, Nordio ha risposto: «Certo che mi dispiace».

Tajani: «Cpi? Bisognerebbe indagare la Corte»

«No comment sulla Cpi, ho molte riserve sul comportamento della Corte su questa vicenda. Forse bisogna aprire un’inchiesta sulla Corte penale, bisogna avere chiarimenti su come si è comportata. Comunque confermo, l’atto inviato all’Italia era nullo, condivido al 100% quello che ha detto il ministro Nordio». Lo ha detto Antonio Tajani commentando l’apertura di un fascicolo della Cpi sull’Italia per il caso Almasri.


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