L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
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Non si attenua la polemica per l’intervento del vicepresidente del Copasir, Giovanni Donzelli, che ieri in aula ha attaccato il Pd riferendo della visita fatta da alcuni parlamentari dem all’anarchico Alfredo Cospito, condannato al 41 bis, e sulle intercettazioni ambientali in carcere di alcuni dialoghi di Cospito con boss di Cosa Nostra. Il Partito Democratico ha chiesto al parlamentare di Fratelli d’Italia di dimettersi dal ruolo di vicepresidente del Copasir in quanto, a dir loro, per finalità politiche avrebbe rivelato informazioni coperte da segreto. Donzelli non intende fare alcun passo indietro in quanto, a dir suo, le informazioni erano nella disponibilità di qualsiasi parlamentare. Ed anche Salvini esclude dimissioni: «Donzelli e Delmastro non sono in discussione». Intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo.
E in serata interviene la premier Giorgia Meloni. “Ho chiamato perché bisogna fare attenzione di fronte a una questione così delicata, come si utilizzano certi linguaggi e termini può ingigantire la cosa”. Così la premier Meloni, intervenendo al telefono in diretta a Stasera Italia, su Rete4, mentre nella puntata si parlava del caso Cospito. “Qualcuno diceva che il governo in qualche modo sta eccitando la piazza. Vorrei capire come. Al governo non compete decidere, la materia compete alla giustizia. Il governo non ha fatto niente, noi abbiamo auto di funzionari delle ambasciate che saltano, continue minacce degli anarchici allo stato, e ci si chiede se il governo sta eccitando la piazza... Sono allibita”.
“Qui c'è della gente - continua Meloni - che sfida apertamente lo Stato italiano dicendo ‘o si fa come diciamo noi o rischiate in buona sostanza di vedere le vostre auto messe a fuoco e tutto quello che abbiamo visto accadere… ‘ abbiamo gente che dichiara apertamente ‘noi colpiremo se le cose non dovessero andare come diciamo noi'. Lo Stato deve rimanere fermo di fronte a queste minacce di mafiosi e terroristi e ci chiediamo se il governo sta eccitando la piazza? Io francamente rimango un po' di stucco. Dobbiamo rimettere le cose nella giusta direzione e capire chi crea problema e chi non lo crea . Perché qui il governo non ha creato lui il problema, ci sono delle persone che decidono deliberatamente di sfidare lo Stato italiano”. Lo ha detto il premier Meloni a Barbara Palombelli. “Di fronte a una situazione che è di nostra competenza, una situazione che iniziava a surriscaldarsi, noi abbiamo espresso la solidarietà, abbiamo attivato quello che dovevamo attivare, abbiamo semplicemente fatto il nostro lavoro. Dopodiché è montato questo caso non per volontà nostra e io stessa mi sono ritrovata a rispondere a delle domande. Quindi si è ritenuto di avviare questo dibattito ma non lo ha avviato il governo”.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio nella sua informativa alla Camera ha ricordato che Alfredo Cospito è al 41 bis sulla base di un’istruttoria da cui è emerso che «il detenuto ha fornito positiva dimostrazione di essere perfettamente in grado di collegarsi con l’esterno anche in costanza di detenzione». E ha aggiunto che «è opinione prevalente che il ministro non possa pronunciarsi sulla revoca del 41 bis prima di aver acquisito i pareri delle autorità giudiziarie competenti». Manca quello del Pg di Torino, che «ci ha fatto sapere telefonicamente che non è in grado oggi di inviarci il suo parere ma domani, per cui io oggi non sono in grado di rispondere al quesito» sulla richiesta di revoca del 41bis avanzata al ministero dalla difesa di Alfredo Cospito, ha detto il ministro Carlo Nordio nella sua informativa alla Camera. Poi ha precisato di non aver mai messo in discussione l’istituto del 41 bis. E che «la possibilità di mutare questa normativa è inesistente»
E ancora: «Apriremmo una diga a tutta una serie di pressioni da parte di detenuti che si trovano nello stesso stato» di detenzione se «lo stato di salute» di Cospito finisse per essere un condizionamento nell’allentamento del 41bis. «Lo stato di salute di un detenuto non può costituire un elemento di pressione» sul governo, ha aggiunto il ministro