Nordio a Palazzo Chigi: non per Abedini
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio si reca a Palazzo Chigi per discutere della possibile liberazione di Mohammaed Abedini, mentre la scarcerazione di Cecilia Sala apre nuove strade diplomatiche
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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato a Palazzo Chigi. L’argomento della visita sarebbe stato la valutazione dell’eventuale rilascio di Mohammaed Abedini - l’ingegnere iraniano bloccato in Italia lo scorso 16 dicembre su richiesta degli Stati Uniti - che potrebbe già avvenire nelle prossime ore. Lo si apprende. scrive l’Ansa, da fonti informate. Sarebbe quindi questo lo scambio con la liberazione di Cecilia Sala. Poco dopo però, il ministro Nordio, in una nota, «smentisce categoricamente la notizia, riportata dall’Ansa, secondo la quale si troverebbe a Palazzo Chigi per discutere del caso Abedini. Nell’incontro con le forze di maggioranza - si legge nella nota - si è discusso della riforma costituzionale della separazione delle carriere e in merito ai problemi legati all’applicativo app Giustizia». L’incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario Alfredo Mantovano «non aveva a che vedere con la liberazione di cui siamo esultanti» di Cecilia Sala né la questione di Mohammaed Abedini ma la separazione delle carriere, ha detto Nordio, uscendo da Palazzo Chigi. «Abbiamo - ha aggiunto - un trattato di estradizione con gli Usa, che va valutato secondo i parametri giuridici. Ma attualmente la mia principale preoccupazione è la separazione delle carriere».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, alla domanda sul rapporto tra la liberazione della giornalista Cecilia Sala e l’ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, aveva detto che gli stessi iraniani hanno separato le cose. «Gli stessi iraniani hanno separato le due cose. Intanto godiamoci il rientro in Italia di Cecilia Sala, una brava giornalista». Tajani ha parlato a un’edizione straordinaria del Tg1, rispondendo alla domanda su quanto abbia pesato l’incontro di qualche giorno fra tra la premier Giorgia Meloni e il presidente eletto Usa Donald Trump in Florida, alla luce della vicenda dell’ingegnere iraniano Mohammed Adedini Najafabadi arrestato lo scorso 16 dicembre a Malpensa su richiesta di Washington.
Tornando sul rilascio di Sala, Tajani ha detto: «Mi fa particolarmente piacere anche perché sono amico personale del padre, quindi ho seguito anche con particolare apprensione le vicende di questa giovane giornalista. Ci ho messo, oltre al dovere da ministro, anche un po’ di affetto del padre che è un amico. Sono felice di questo lavoro di squadra, quando si lavora in squadra si lavora nel modo migliore. Fin dal primo giorno avevamo visto giusto, abbiamo fatto quello che si poteva e doveva fare per riportare a casa una cittadina italiana, come facemmo con Alessia Piperno e come abbiamo fatto tanto per riportare a casa altri cittadini italiani anche nei mesi scorsi».
«Nessuna novità al momento, solo grande soddisfazione». Sono le parole che la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni ha pronunciato subito dopo la liberazione della giornalista Sala. La stessa pg aveva espresso parere negativo alla corte d’Appello di Milano sulla richiesta di arresti domiciliari per Mohammad Abedini Najafabadi, l’iraniano la cui estradizione è richiesta dagli Usa. Per ora, salvo sviluppo diplomatici che potrebbero arrivare già nelle prossime ore, l’ingegnere iraniano resta nel carcere milanese di Opera.
La scarcerazione della freelance apre nuove strade diplomatiche per l’ingegnere reclamato dagli Usa e nelle prossime ore la corte d’Appello di Milano potrebbe ricevere indicazioni per accelerare la soluzione. Al momento non ha ricevuto provvedimenti che cambiano la situazione detentiva dell’iraniano.

