Appalti Anas

Caso Verdini, FdI si schiera con Salvini: non coinvolto, attendiamo gli sviluppi

Il partito della premier sostiene la scelta del ministro di non rifrire in aula sull’inchiesta che vede coinvolti Tommaso e Denis Verdini

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Di fronte alle pressioni dell’opposizione, anche Fratelli d’Italia si schiera a sostegno della decisione di Matteo Salvini di non riferire in Parlamento sull’inchiesta appalti dell’Anas.

Questo non significa che da parte del partito di maggioranza guidatodalla premier Giirgia Meloni non si ponga attenzione alla vicenda. Il tema dell’inchiesta con le ombre sugli incroci fra imprese e politica, è uno di quelli che tocca le corde di FdI, che ha fatto della lotta alla corruzione un cavallo di battaglia.

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L’indice delle opposizioni è puntato su Salvini per diversi motivi: «Un sottosegretario della Lega chiamato in causa per interventi normativi - ha ricordato la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga - e parentele imbarazzanti», cioè Denis Verdini e il figlio Tommaso - entrambi coinvolti nell’inchiesta - padre e fratello della compagna di Salvini, Francesca.

Nella maggioranza era già arrivata la presa di posizione di Forza Italia: «La richiesta è pretestuosa - aveva detto il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri - Salvini non è indagato, di cosa deve rispondere? Non c’è l’oggetto del contendere».

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L’inchiesta sulle commesse Anas

Il gip di Roma ha disposto negli scorsi 5 misure cautelari nell’ambito di una indagine su presunti illeciti in commesse in Anas tra cui una a 180 milioni di euro per il risanamento di gallerie. Dalle carte dell’indagine emerge, per l’accusa, il “sistema” che ruotava intorno alla società di lobbing Inver. A quest’ultima, gestita da Tommaso Verdini e Fabio Pileri alcuni imprenditori si sono rivolti per ottenere, in cambio di utilità, parte delle ricche commesse della società che si occupa di infrastrutture stradali e gestisce la rete di strade statali e autostrade di interesse nazionale.

La Inver “facilitava” una serie di ditte nel partecipare e vincere, grazie all’accesso ad informazioni riservate, appalti con l’Anas potendo contare su due dirigenti ribattezzati in una intercettazione “i marescialli che presiedono il fortino”, ai quali la “cricca” garantiva avanzamenti di carriera e conferme in posizioni apicali di Anas. In questo meccanismo triangolare un ruolo chiave era ricoperto dall’ex parlamentare Denis Verdini. Uno “stratega” che poteva garantire sponde politiche, almeno questo è il convincimento degli inquirenti, per arrivare a dama nell’affidamento degli appalti.

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