Giustizia

Cassazione riconosce indennizzo di 1 milione per casa vicino all’autostrada in Liguria

La Corte di cassazione ha stabilito che una coppia di Varazze, in Liguria, deve ricevere un indennizzo di 1 milione di euro per il rumore causato dall'autostrada vicina alla loro casa

Cassazione riconosce indennizzo di 1 milione per casa vicino all’autostrada in Liguria (Ansa/G.News)

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La Corte di cassazione ha riconosciuto a una coppia di Varazze (Savona), la cui casa sorge ai margini dell’autostrada A10, un indennizzo per il rumore che investe notte e giorno la loro villetta e una cifra prevista in caso di procedura d’esproprio poiché il valore della loro abitazione è stato dimezzato.

Lo scrive il 12 febbbraio l’edizione genovese de La Repubblica spiegando che “ Autostrade (Aspi) per l’Italia dovrà pagare ai due coniugi un milione di euro”, se non di più, “visto che al deprezzamento della casa per 951mila euro vanno aggiunte decine di migliaia di euro per il riconoscimento del danno esistenziale in relazione al minore godimento dell’immobile”.

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L’ordinanza pronunciata dalla Terza sezione civile presieduta dalla giudice Antonietta Scrima ha respinto il ricorso di Autostrade e confermato le tesi dei due varazzini.

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La causa intentata dai coniugi la cui villetta è molto vicina all’A10, sosteneva che le “immissioni sonore e di gas di scarico provenienti dal vicino tracciato autostradale ritenute superiori alla normale tollerabilità avrebbero loro causato una lesione del diritto alla salute, oltre a determinare un deprezzamento del valore commerciale dell’immobile”. Il percorso giudiziario si sviluppa in tre capitoli.

La sentenza del Tribunale di Savona condanna Aspi a risarcire il danno esistenziale

La sentenza del Tribunale di Savona condanna Aspi a risarcire il danno esistenziale e a collocare barriere fonoassorbenti ma respinge le richieste per danno biologico e deprezzamento.

La Corte d’appello di Genova nel 2022, però, riteneva “intollerabili le immissioni di rumore” e condanna ad un risarcimento pari appunto a 951 mila euro per il deprezzamento.

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Aspi, con il ricorso in Cassazione, ha contestato l’interpretazione del danno ritenendola eccessiva rispetto alla richiesta.

Ma la Corte di cassazione ha confermato la decisione dei colleghi genovesi, scrive ancora Repubblica, sottolineandone la precisione.

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