L’indagine del Censis

L’era della crossmedialità in Italia: l’uso di più dispositivi è diventato la norma

L'Italia è immersa nell'era della crossmedialità, con schermi e dispositivi che dominano la quotidianità degli italiani. Il consumo di media è diffuso, fluido e personalizzato

di Andrea Biondi

L’era della crossmedialità in Italia: l’uso di più dispositivi è diventato la norma

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L’Italia è ufficialmente immersa nell’era della crossmedialità. Un cambiamento epocale che dimostra come il consumo di media non sia mai stato così diffuso, fluido e personalizzato. Con 120,2 milioni di device nelle case degli italiani, di cui 98,6 milioni connessi a internet, gli schermi dominano la quotidianità degli italiani, plasmandone abitudini, tempi e modalità di fruizione dei contenuti. E se qualcuno pensava che il digitale avrebbe soppiantato i media tradizionali, si sbagliava di grosso.

I dati mostrano infatti un incremento negli ascolti della TV lineare nel 2024 rispetto all’anno precedente, grazie anche all’integrazione con le piattaforme digitali. Il 43,2% degli italiani ammette di consumare più contenuti da quando esistono i servizi di streaming.

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A fornire le evidenze numeriche a questi assunti è l’indagine del Censis “L’era della crossmedialità”, presentata a Milano nel corso dell’evento Mediatelling, al Teatro Strehler, cui hanno preso parte i presidenti delle Audi e il presidente dell’Agcom Giacomo Lasorella.

Consumo mediatico senza sosta

Ogni giorno, l’85,9% degli italiani adulti (39,5 milioni di persone) segue contenuti audiovideo, rendendo il consumo mediatico l’attività più diffusa in assoluto. Per contestualizzare questa cifra: nessun’altra attività della vita quotidiana coinvolge una percentuale così ampia della popolazione, nemmeno il lavoro (62,6%) o la cura della casa e della famiglia (75,8%).

Ma non si tratta più solo di accendere la Tv negli orari serali: il 62,3% della popolazione consuma contenuti mediatici al mattino, il 68,3% nel pomeriggio, il 71,4% in prima serata e persino il 14,1% nelle ore notturne.

In particolare, il 26,7% degli italiani guarda contenuti di notte, con punte del 39,8% tra i giovani tra i 18 e i 34 anni.

In questo quadro, l’uso di più dispositivi è diventato la norma: il 62,7% degli italiani utilizza nella stessa giornata più device, sia lineari sia connessi. Non si tratta più solo di televisori e radio: 49,2 milioni di italiani possiedono uno smartphone, 22,5 milioni hanno una Smart Tv, 19,6 milioni utilizzano computer fissi o portatili, e 7,3 milioni usano tablet.

Schermi ovunque, anche in movimento

La fruizione è quindi frammentata tra più schermi e momenti della giornata. E il quadro non è stravolto neanche dagli spostamenti quotidiani. Anzi. Il 79,1% della popolazione adulta (36 milioni di persone) viene a contatto con schermi digitali nei propri tragitti. In media, gli italiani dedicano più di due ore al giorno agli spostamenti e il 44,7% consuma contenuti audio o video mentre si muove.

La Tv resiste e unisce le famiglie

Nonostante la frammentazione dei consumi, la televisione continua a essere un momento di aggregazione. Il 56,2% degli italiani dichiara che la propria famiglia si riunisce spesso per guardare contenuti insieme. È un dato che dimostra come la crossmedialità non abbia sostituito i modelli tradizionali, ma li abbia integrati e trasformati. Infatti la Tv lineare è tutt’altro che morta: secondo i dati Auditel, nel 2024 gli ascolti sono aumentati rispetto all’anno precedente, sia nel giorno medio sia nel prime time. Allo stesso tempo, il 43,2% degli italiani afferma che grazie allo streaming il proprio consumo di contenuti è aumentato, con percentuali che raggiungono il 54,7% tra i giovani.

Cinema e stampa

Anche il cinema sembra mantenere il suo fascino, nonostante la concorrenza delle piattaforme on demand. Nel 2024, oltre 68 milioni di spettatori sono andati al cinema almeno una volta. Il 44,5% degli italiani adulti frequenta le sale cinematografiche, con una quota che sale al 59,4% tra i giovani e al 56,4% tra i laureati.

La lettura, invece, è il settore che ha sofferto di più il passaggio al digitale. Oggi, solo 17 milioni di italiani (37% della popolazione adulta) leggono quotidiani o riviste, cartacee o digitali. Tuttavia, questi lettori sono anche tra i più immersi nella crossmedialità, con il 97% che consuma anche prodotti audio-video.

La pubblicità cambia veste

La pubblicità segue a ruota il cambiamento dei media. Il 56,7% degli italiani dichiara di seguire solo la pubblicità che lo interessa, dimostrando che il vecchio modello di spot imposti sta lasciando il posto a strategie sempre più mirate. In quest’ambito il 31,8% degli italiani considera oggi la pubblicità digitale negli spazi urbani parte integrante dell’arredo cittadino. Le aziende hanno investito molto nell’integrazione tra pubblicità tradizionale e innovativa, sfruttando schermi digitali e social media. Inoltre, l’on demand ha cambiato il rapporto con la pubblicità: il 51,4% degli italiani si dichiara favorevole a piattaforme che offrono abbonamenti scontati in cambio di pubblicità.

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