Chi è Carola Rackete, la capitana di Sea Watch che ha sfidato Salvini
Laureata con una tesi sugli albatros, Carola Rackete è stata tra l’altro al timone di una nave rompighiaccio nel Polo Nord per uno dei maggiori istituti oceanografici tedeschi, l'Alfred Wegener Institute
di Andrea Gagliardi
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Pur consapevole di andare incontro a un’incriminazione per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, oltre che a una multa e alla confisca della nave, Carola Rackete, capitana tedesca 31enne della Sea Watch, con a bordo 42 migranti recuperati in mare due settimane fa, ha deciso di ignorare il divieto e di entrare nelle acque italiane. Una decisione considerata inevitabile dopo che Corte europea dei diritti dell'uomo ha respinto il ricorso presentato per chiedere lo sbarco in Italia. «Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo» ha dichirato. Mentre la Ong Sea Watch ha attaccato: in 14 giorni, «nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l'Europa ci ha abbandonati. La nostra Comandante non ha scelta».
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Carola Racketeè una veterana di Sea Watch, volontaria dal 2016. Di sè racconta: «La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre Università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità». Ma prima di sposare la causa dei migranti e di sfidare il ministro dell’Interno italiano, tetragono nella politica dei porti chiusi», Carola ha maturato diverse esperienze fuori dall’ordinario.
