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Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul che sfida Erdogan

Il sindaco di Istanbul arrestato dalla polizia turca dopo una perquisizione nella sua abitazione è un esponente di spicco del centrosinistra turco, ed uno dei principali rivali del presidente Recep Tayyip Erdoğan

Il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu posa durante un’intervista con Reuters a Istanbul, Turchia, 8 gennaio 2024. REUTERS/Murad Sezer/Foto d’archivio

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Il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, arrestato dalla polizia turca dopo una perquisizione nella sua abitazione, è un esponente di spicco del centrosinistra turco, ed uno dei principali rivali del presidente Recep Tayyip Erdoğan. «La procura», secondo Ntv, «sta conducendo due indagini distinte». Un primo filone d’indagine riguarderebbe Imamoglu e altri imputati, «accusati di avere agito congiuntamente con il Pkk e di avere collocato membri del Pkk in posti chiave».

Una seconda indagine, ha spiegato la stessa fonte, starebbe «accertando casi di corruzione e tangenti». In particolare, il mandato d’arresto contro Imamoglu sarebbe stato emesso per presunti «legami con gruppi terroristici». Ma quale è la storia personale e politica di Imamoglu, principale oppositore politico di Erdogan?

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Carriera politica messa a rischio dalla laurea irregolare

Nel profilo biografico che compare sul suo sito personale Imamoglu racconta di essere nato nel 1970 nel distretto di Akçaabat a Trabzon. Dopo il diploma alla scuola superiore di Trabzon, il sindaco di Istanbul ha completato gli studi universitari laureandosi all’Università di Istanbul e iniziando poi la carriera politica attiva come membro del Partito Popolare Repubblicano nel 2008.

E proprio il titolo di studi del sindaco potrebbe essere un grosso ostacolo al suo futuro politico: martedì 17 marzo infatti l’Università di Istanbul aveva invalidato il diploma di laurea di Imamoglu, impedendo così di fatto al primo cittadino della metropoli sul Bosforo di prendere parte alle prossime presidenziali. Avere una laurea è infatti un requisito per candidarsi alle elezioni secondo la legge turca. Per motivare la sua decisione l’Università di Istanbul ha citato presunte irregolarità nel suo trasferimento nel 1990 da un’Università privata nel nord di Cipro alla Facoltà di Economia Aziendale. Imamoglu ha dichiarato che intende impugnare la decisione.

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Il partito del sindaco, il Partito Repubblicano del Popolo (Chp), formazione socialdemocratica e laica del fondatore della Turchia moderna Kemal Ataturk, avrebbe tenuto le primarie domenica 22 marzo, dove Imamoglu sarebbe stato scelto come candidato per le future elezioni presidenziali, attualmente previste nel 2028 ma che non tutta probabilità saranno anticipate.

«Ci troviamo di fronte a una grande tirannia, ma voglio che sappiate che non mi lascerò scoraggiare», ha detto Imamoglu in un video messaggio pubblicato sui social media dove ha accusato il governo di «usurpare la volontà» del popolo. Il presidente del partito di Imamoglu, Ozgur Ozel, ha denunciato il suo arresto come un “golpe”. Il sindaco di Istanbul deve affrontare molteplici cause legali, tra cui accuse di aver cercato di influenzare un perito giudiziario che indagava sui comuni guidati dall’opposizione. I casi potrebbero portare a pene detentive e a un divieto di partecipazione alla vita politica.

Primo cittadino della città che traina la Turchia

Imamoglu è stato eletto sindaco della più grande città della Turchia nel marzo 2019, in una storica sconfitta per Erdogan e il suo partito, che aveva controllato Istanbul per un quarto di secolo. Il partito del presidente ha spinto per annullare i risultati delle elezioni comunali nella città di 16 milioni di abitanti, sostenendo irregolarità. La contestazione ha portato a una ripetizione delle elezioni pochi mesi dopo, vinte anche questa volta da Imamoglu.

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In precedenza, nel marzo del 2014, Imamoglu era stato eletto sindaco di Beylikdüzü con il 50,8% dei voti, e in seguito alle elezioni amministrative del 2019 ha guidato la municipalità metropolitana di Istanbul per due volte.

Il sindaco ha mantenuto il suo seggio dopo le elezioni locali dello scorso anno, durante le quali il suo partito ha ottenuto significativi risultati contro il partito di governo di Erdogan. Alle elezioni amministrative del 31 marzo 2024 è stato infatti rieletto sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul con il 51,14% dei voti. Nel giugno 2024 è anche diventato il sesto presidente dell’Unione dei Comuni della Turchia (UMT).

La crisi del partito presidenziale Giustizia e Sviluppo

Conquistando Istambul lo scorso anno con la vittoria alle elezioni municipali Imamoglu, leader indiscusso dell’opposizione, ha messo da parte il partito Giustizia e Sviluppo di Erdoğan nella maggior parte delle principali città turche e in particolare nella Capitale, insidiando da vicino il presidente in carica che in passato ha ricoperto il ruolo di sindaco di Istanbul decenni fa e non fa mistero del suo desiderio di riportare Istanbul sotto il suo controllo. Secondo molti analisti politici turchi, Imamoglu è quindi il più probabile sfidante alla presidenza di Erdoğan, che certamente cercherà di estendere il suo mandato oltre il 2028.

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I due uomini hanno molti punti in comune: entrambi hanno radici nella regione turca del Mar Nero, nota per la sua politica brusca e aggressiva, che conferisce loro un ampio appeal e la capacità di elettrizzare la folla. Entrambi sono stati alla guida di Istanbul, la città più grande della Turchia e sede di circa un terzo dell’economia del Paese, ed entrambi hanno dovuto affrontare le resistenze dei tribunali turchi. I due condividono anche la passione per il calcio. Entrambi hanno una forte capacità di attrarre gli elettori, ma divergono quando si tratta di politica. Lo stesso Imamoğlu, un affabile ex uomo d’affari sposato e con tre figli, ha dichiarato: “Le nostre idee sono in gran parte opposte”.

Persecuzione giudiziaria

Nel 2022, Imamoglu è stato condannato per diffamazione per aver definito “idioti” i funzionari elettorali di Istanbul e condannato a due anni e sette mesi di carcere. Ha fatto ricorso in appello, ma l’esito è rimasto in sospeso, e la minaccia sempre presente del carcere indusse il CHP a non presentarlo come candidato alle presidenziali del 2023. A novembre 2024, Erdogan ha denunciato Imamoglu per diffamazione, sollevando la prospettiva che possa essere perseguito per aver insultato il presidente - un reato che prevede fino a quattro anni di carcere e che è stato ampiamente utilizzato per mettere a tacere rivali, giornalisti e organizzazioni per i diritti umani. A gennaio 2025, la Procura turca ha aperto due nuove indagini per le sue affermazioni sul procuratore capo di Istanbul e su un testimone esperto nominato dal tribunale e utilizzato nei casi contro i comuni gestiti dal CHP.

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