Il ritratto

Chi è il sindaco di Bari Decaro: dalla scorta al rischio scioglimento del Comune

Primo cittadino dal 2014, presidente dell’Anci, sotto scorta dal 2016 in seguito alle minacce subite per la sua azione di contrasto al commercio abusivo, Decaro è oggi alle prese con la minaccia dello scioglimento del Comune per mafia, dopo un’indagine giudiziaria - che non lo ha coinvolto - e la decisione del ministro degli Interni di inviare una commissione ispettiva.

di Redazione Roma

Bari, Decaro: "Se sospetti su di me rinuncio alla scorta"

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Classe 1970, Antonio Decaro, è sindaco di Bari dal 9 giugno 2014, e dall’ottobre 2016 presidente dell’Anci. Laureato in ingegneria civile al Politecnico di Bari, sposato con due figlie, Decaro dopo una breve esperienza nell’Acquedotto pugliese, nel 2000 entra all’Anas, dapprima come direttore dei servizi tecnici, poi come direttore del centro manutenzione della provincia di Bari e infine come responsabile dell’Ufficio Progetti, prima di mettersi in aspettativa

Verso una candidatura alle europee

Nel 2004, infatti, inizia la sua esperienza politica che probabilmente non terminerà con l’imminente fine del secondo mandato come sindaco di Bari, perché per lui (tra gli esponenti dem con maggiore consenso sul territorio) è pronto un posto tra i candidati del Pd alle Europee nella circoscrizione Sud.

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Sindaco tra i più apprezzati

Va ricordato che nell’ultimo sondaggio Governance Poll 2023 pubblicato lo scorso luglio dal Sole 24 Ore (e realizzato dall’Istituto demoscopico Noto Sondaggi) Decaro è al terzo posto tra i sindaci con maggiori consensi (64%) preceduto solo dal sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti (64,5%) e dal sindaco di Milano Giuseppe Sala (65%). Una classifica che lo ha visto al secondo posto nel 2022 e al primo posto nel 2021

Dalla giunta Emiliano alla Camera

L’esperienza politica, dicevamo, inizia nel 2004 nella prima giunta del sindaco Michele Emiliano che lo nomina assessore alla mobilità e al traffico del Comune di Bari in qualità di tecnico esperto esterno. Dopo l’esperienza in Comune, Decaro viene eletto consigliere regionale della Puglia, dove ha ricoperto il ruolo di capogruppo del Pd dal 2010 ad aprile 2013. Alla Regione segue il Parlamento, con l’elezione alla Camera nel 2013.

Sindaco di Bari

Un’esperienza breve quest’ultima, perché a gennaio 2014 Decaro ufficializza la candidatura a primo cittadino di Bari nelle elezioni amministrative di primavera. Sostenuto da una coalizione di centro-sinistra formata da Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori, Centro Democratico e nove liste civiche, raccoglie il 49,4% dei voti, sfiorando la vittoria al primo turno. Al ballottaggio viene eletto sindaco battendo il candidato del centrodestra con il 65,4% delle preferenze. All’inizio del primo mandato promuove una campagna di sensibilizzazione cittadina dal titolo “Bari per bene”. Una campagna che aveva come obiettivo quello di sensibilizzare i cittadini a prendersi cura della città, attraverso il rispetto dei beni comuni (non abbandonare rifiuti per strada, pagare il biglietto sull’autobus, ripulire insieme una piazza e organizzarci attività)

Sotto scorta dal 2016

Dal 2016, in seguito alle minacce subite per la sua azione di contrasto al commercio abusivo, vive sotto scorta.

La riconferma nel 2019

Nelle elezioni comunali del maggio 2019 è riconfermato sindaco, ottenendo una vittoria a valanga al primo turno con il 66,3% dei voti, staccando di oltre 40 punti l’avversario di centrodestra Pasquale Di Rella.

La minaccia di scioglimento del Comune per mafia

Ma alla vigilia della scadenza del suo secondo (e ultimo, per legge) mandato, Decaro è alle prese con la minaccia dello scioglimento del Comune per mafia, dopo un’indagine giudiziaria - che non lo ha coinvolto - e la decisione del ministro degli Interni di inviare una commissione ispettiva. Nel mirino della magistratura la consigliera comunale Maria Carmen Lorusso, eletta nel 2019 con lo schieramento del centrodestra nel 2019, ma poi passata al centrosinistra. Quest’ultima per la procura sarebbe stata eletta con il contributo di esponenti del clan Parisi. Oltre a Lorusso, anche Francesca Ferri, arrestata due anni e mezzo fa per presunto voto di scambio sempre alle elezioni del 2019, fu eletta con il centrodestra, per poi passare nelle fila del centrosinistra. Le indagini hanno anche accertato infiltrazioni mafiose nella municipalizzata di trasporto pubblico Amtab (una spa al 100% del Comune) che è stata quindi messa sotto amministrazione giudiziaria.

La “difesa” di Decaro

Decaro si è “difeso” ricordando come la sua amministrazione si sia costituita «parte civile contro i clan 19 volte». Ha ricordato di avere lui stesso denunciato i casi in cui ha saputo che qualcuno stava votando in cambio di denaro anche per liste a lui collegate. E ha dichiarato: «Se c’è anche un solo sospetto di infiltrazione della criminalità nel comune di Bari io rinuncio alla scorta. Sono sotto scorta da nove anni, torno a vivere. Non posso essere sindaco antimafia e avere la commissione di accesso in comune» . A tre mesi al voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale Decaro ha bollato l’invio della commissione ispettiva come una mossa del centrodestra per «inquinare la campagna elettorale e fare annullare la partita». «È normale si proceda a un accesso a seguito di un’ordinanza del tribunale che prevede l’amministrazione giudiziaria per una società controllata dal Comune», la replica la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo.

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