Chiara Ferragni smentisce le accuse legate alla campagna di beneficenza della bambola Trudi
Alcuni siti hanno insinuato che lo stessa mancanza di trasparenza dei casi Balocco e Dolci Preziosi esista per il giocattolo lanciato qualche tempo fa
di Redazione Moda
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I punti chiave
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La precisazione è arrivata a poche ore dalla pubblicazione online di nuove accuse di mancata trasparenza nei confronti di Chiara Ferragni per una campagna di beneficienza legata alla vendita di un prodotto, in questo caso una bambola.
I proventi della vendita online
«In merito a quanto riportato in data odierna da alcuni organi di informazione relativamente alla bambola Ferragni, TBS crew, società controllata da Chiara Ferragni, precisa che i ricavi derivanti dalle vendite di tale bambola avvenute tramite l’e-commerce The Blonde Salad, al netto delle commissioni di vendita pagate da TBS al provider esterno che gestiva la piattaforma e-commerce, sono stati donati all’associazione Stomp Out Bullying nel luglio 2019», si legge nella nota.
Le caratteristiche del giocattolo
La bambola a marchio Trudi, realizzata in edizione limitata, è alta 34 centimetri e attualmente ha un prezzo che è sceso da 34,99 a 24,99 euro. Fu presentata per essere venduta sul mercato solo a scopo benefico e Chiara Ferragni disse che avrebbe voluto creare un’edizione limitata dopo che, in molti, avevabi apprezzato la mascotte creata appositamente per il suo matrimonio con Fedez. Stomp out bullying è un’organizzazione no profit nata per combattere il bullismo e il cyberbullismo, ma anche l’omofobia e ogni tipo di discriminazione.
La precisazione sui canali di vendita
«Il tutto è avvenuto, quindi, totalmente in linea con quanto comunicato sul canale Instagram di Chiara Ferragni e sugli altri riconducibili a TBS Crew – si legge ancora nella nota diffusa dalla società dell’imprenditrice –. TBS crew, infine, specifica altresì che l’impegno a favore di Stomp Out Bullying ha riguardato - come dichiarato nei materiali di comunicazione - esclusivamente le vendite delle bambole fatte sul canale e-commerce diretto e non anche su altri canali gestiti da terzi.


