Elettronica

Chip, dalla carestia all’eccesso. Ecco perché crolla l’utile di Samsung

I risultati preliminari del produttore asiatico vedono i profitti operativi attestarsi a 420 milioni di euro, in calo addirittura del 96% rispetto al 2021

di Biagio Simonetta

(Afp)

2' min read

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Il paradosso dei chip colpisce Samsung, che si appresta a chiudere il primo trimestre dell’anno con il peggior risultato finanziario dal 2009. Proprio così: a causa del settore dei semiconduttori, che ha visto trasformare rapidamente una crisi dell’offerta (la carenza di chip vissuta negli ultimi due anni) in una crisi della domanda (la crisi che ha colpito i beni discrezionali, dunque smartphone e personal computer), il gigante coreano fa registrare un risultato abbastanza opaco. Il peggiore da oltre dieci anni a questa parte.

Taglio produzione chip

Samsung ha infatti annuncia un taglio «significativo» alla produzione di chip in risposta a un mercato globale ormai saturo, finito nella trappola dell’inflazione che ha frenato i consumi.

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I risultati preliminari del produttore asiatico vedono i profitti operativi attestarsi a 600 miliardi di won coreani (circa 420 milioni di euro), in calo addirittura del 96% rispetto al 2021, e i ricavi contrarsi del 19% a circa 63.000 miliardi di won (43,8 miliardi di euro).

Domanda più debole

È la divisione dei semiconduttori ad aver giocato il ruolo più importante in questa debacle. Da sola, infatti, potrebbe aver generato perdite per circa 3 miliardi di dollari. La società aveva preannunciato che gli utili sarebbero diminuiti nel primo trimestre a causa del rallentamento delle vendite. Ma i prezzi delle memorie, ricorda l’agenzia Bloomberg, sono crollati più del previsto a causa della domanda eccessivamente debole di un’ampia gamma di dispositivi elettronici. Inoltre, nonostante la riapertura post-Covid, anche il mercato cinese non si è ripreso così rapidamente come alcuni avevano previsto.

Va ricordato che Samsung, al pari di altri produttori di semiconduttori, aveva spostato la leva della produzione sul livello massimo, quando il mondo bramava chip. Erano i mesi della pandemia e dei lockdown, con una richiesta altissima di dispositivi come smartphone e personal computer per rimanere connessi. Un periodo storico senza precedenti, che adesso si è schiantato contro il crollo della domanda.

«Abbiamo tagliato i piani di produzione a breve termine ma prevedendo una solida domanda per il medio e lungo termine, continueremo ad investire in infrastrutture per assicurare le necessarie ’camere bianche’ e ad espandere gli investimenti in ricerca e sviluppo per consolidare la nostra leadership tecnologica», hanno commentato dall’azienda coreana.

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