L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
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Addio a 18app, il bonus 18enni per teatri, cinema, spettacoli dal vivo, libri, abbonamenti a quotidiani e periodici, musei, concerti e mostre. Un emendamento della maggioranza (FdI, Lega e FI) abroga la misura ridestinando le risorse - pari 230 milioni di euro annui a decorrere dal 2022 - a finalità di sostegno del mondo dello spettacolo e della cultura. Si va dal rafforzamento del Fondo per il sostegno economico temporaneo dei lavoratori dello spettacolo al Fondo per gli operatori dell'editoria e delle librerie, dal Fondo per lo spettacolo dal vivo al sostegno delle attività di rievocazione storica de “La Girandola” di Roma. L’emendamento è firmato dai deputati Federico Mollicone (Fratelli d’Italia), Rossano Sasso (Lega) e Rita Dalla Chiesa (Forza Italia).
Non più 18app ma al suo posto nasce «carta cultura». «Una misura volta a tutelare dallo snaturamento delle finalità dell’applicazione che viene largamente utilizzata per l’acquisto dei libri di testo. Per questo, riteniamo debba essere revisionata e potenziata concordando con le categorie produttive della cultura», dicono Mollicone, Sasso e Dalla Chiesa che aggiungono: «Il ministro Sangiuliano e i sottosegretari stanno già lavorando ad un incontro ai primi di gennaio con le categorie per definire le linee di questa nuova carta, “senza abusi e con il sostegno anche per l’acquisto di libri scolastici»
Sul punto in realtà il ministro resta defilato. 18app che fine farà? «È una decisione parlamentare», ha detto il ministro della Cultura al suo arrivo a Più libri più liberi.
Il bonus prevede il rilascio di una carta elettronica da 500 euro ai ragazzi di 18 anni per acquistare biglietti per il teatro e per il cinema,libri, abbonamenti a quotidiani e periodici , musica registrata, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali «nonché - recita il testo della vecchia legge di bilancio - per sostenere i costi relativi a corsi di musica, di teatro o di lingua straniera». L’emendamento 180.7 alla legge di bilancio ora all’esame della Camera dei deputati recita infatti: «All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234, i commi 357 e 358 sono abrogati». I commi in questione sono quelli che hanno dato vita alla Carta cultura per i diciottenni e che però rischia ora di venire cancellata inghiottendo risorse per 230 milioni annui. Il bonus era stato inaugurato ad aprile 2021 e funzionava tramite una app dedicata (18app). Non era necessario presentare un Isee perché non sono previsti limiti di reddito. Unici requisiti l’età e la residenza in Italia o il permesso di soggiorno.
«La maggioranza della Meloni vuole cancellare 18app. Follia! Perché hanno paura della cultura? Io sono pronto all’ostruzionismo parlamentare. Ma chiedo a tutti di darci una mano. Firmate la petizione, fatela girare. Dovranno fermarsi loro, non noi». Lo scrive su Twitter Matteo Renzi, che posta anche un video in cui lancia l’appello a sottoscrivere la petizione.