Cinque Terre, ritocco tariffe per tutelare il territorio
Treni più salati per i turisti ma anche Trekking card più care nel Parco nei giorni da bollino rosso e sentieri a senso unico per orario
di Raoul de Forcade
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Negli ultimi mesi l’area delle Cinque Terre è stata al centro dell’attenzione mediatica, per le proteste di sindaci ed esercenti, dopo che la Regione Liguria ha deciso di aumentare il costo del biglietto del “Cinque Terre Express”, cioè il collegamento ferroviario (attivo da marzo a novembre), che unisce, con tratte molto brevi che durano dai 4 ai 6 minuti, i paesi da cui la zona prende il nome: Monterosso al Mare, Riomaggiore, Vernazza, Corniglia e Manarola. Un percorso ferroviario molto usato dai turisti. E proprio le tariffe per questi ultimi, o meglio, per i non residenti, hanno subito un’impennata: il prezzo del biglietto, che cambia in alta e in bassa stagione, costa, per una corsa singola, dai 5 ai 10 euro. Il giornaliero, invece, oscilla tra i 19,50 e i 32,50 euro, con la tariffa più salata applicata nei weekend e in alta stagione.
Il governatore ligure Giovanni Toti ha replicato alle critiche e ha difeso la decisione di ritoccare i biglietti sulle tratte in questione dicendo che «solo in Italia paghiamo i mezzi di trasporto ai turisti con le tasse degli italiani» e che «è giusto che un turista paghi un servizio unico, come il treno per le Cinque Terre, più di quanto non lo paga un ligure». I rincari sulle tratte delle Cinque Terre, peraltro, sono visti dalla Regione anche come un metodo per frenare l’aumento del turismo di massa in una zona fragile dal punto di vista geologico. E infatti i ritocchi, al rialzo, delle tariffe non riguardano solo i collegamenti ferroviari. Assillato da flussi di visitatori imponenti, anche il Parco delle Cinque Terre ha rivisto il prezzo delle trekking card e le regole di accesso all’area dove sorge. Zona che ha un’estensione di 3.868 ettari e si snoda tra i Comuni di Riomaggiore, Vernazza, Monterosso al Mare e La Spezia (zona Tramonti).
Nel 2023 l’ente Parco, presieduto da Donatella Bianchi, ha commissionato alla società internazionale Mic Hub uno studio sulla mobilità e l’accessibilità alle aree del parco stesso. Dal report, arrivato a compimento a inizio 2024, è emerso che i giorni da “bollino rosso” sono coincidenti coi ponti festivi. Giorni per i quali il Parco ha annunciato l’attivazione di una serie di misure straordinarie, che prevedono, tra l’altro, il potenziamento del coordinamento con personale, volontari e addetti al controllo, all’informazione e alla sicurezza e il monitoraggio puntuale della soglia oltre cui la pressione antropica può rappresentare una minaccia per la biodiversità, per il patrimonio di opere in pietra a secco (tra cui il sentiero più famoso, denominato “verde azzurro”, che si estende, in molti tratti, su terrazzamenti secolari) e per l’incolumità dei visitatori. L’obiettivo, dicono al Parco, è anche di migliorare l’esperienza degli ospiti, evitando che si creino situazioni di attesa, in coda, sui sentieri.
Dunque, in base alle previsioni sulla pressione nelle giornate di maggiore affluenza, in particolare sul sentiero Monterosso, Vernazza, Corniglia sarà reintrodotto il senso unico per fasce orarie. Nel contempo saranno attivati interventi di straordinaria manutenzione della rete sentieristica (di oltre 130 chilometri).
«Le azioni di contenimento e controllo dei flussi sui sentieri – sottolinea Bianchi - nascono dalla duplice esigenza di garantire tutela del patrimonio ecologico e sicurezza degli ospiti. Tra queste si inserisce, in particolare, l’aumento della Cinque Terre trekking card per l’accesso al sentiero Monterosso Corniglia Vernazza, nelle 16 giornate di picco. È una misura straordinaria che riguarda la necessità di proteggere il territorio e la stessa esperienza di visita del camminatore, spesso deluso nelle aspettative, proprio a causa degli affollamenti».


