Civitavecchia, in arrivo 200 milioni per potenziare il trasporto merci
L’hub è secondo in Europa e settimo al mondo per crocieristi, ma per i container è solo 16° in Italia Si accelera sulla diga di protezione, l’ultimo miglio ferroviario e il collegamento autostradale con Orte
di Andrea Marini
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Il 2022 potrebbe essere l’anno della svolta per il sistema portuale del Lazio. Civitavecchia, che ha già un ruolo leader nella crocieristica, punta a diventare un polo di riferimento nel Mediterraneo anche per il trasporto merci. Nei prossimi cinque anni, grazie anche al Pnrr, verranno investiti nell’hub quasi 200 milioni in infrastrutture (altri 52 milioni andranno al porto di Fiumicino).
Civitavecchia è il secondo porto crocieristico europeo dopo Barcellona e il settimo al mondo: 2,7 milioni di turisti nel 2019 (anno pre Covid), scesi poi a 224mila nel 2020 e risaliti a 519mila nel 2021. L’obiettivo è tornare ai livelli pre Covid nel 2023. Tuttavia, l’hub è solo 16° per traffico merci in Italia: nel 2020 sono stati movimentati 106mila teu (l’unità di misura di volume di trasporto dei container da 20 piedi), appena 1% della quota Italia, in calo rispetto ai 112mila del 2019, anno record per Civitavecchia (dal 2009 al 2020 il traffico è comunque quasi quadruplicato) . L’obiettivo della Regione Lazio è raggiungere quota 700mila teu nell’arco dei prossimi anni, che porterebbe Civitavecchia al 6° posto in Italia dopo Trieste.
Il primo step c’è già stato lo scorso 14 dicembre, quando Civitavecchia è stato inserito nella rete europea dei porti “Core”. Civitavecchia ora potrà accedere a molti più fondi Ue, a partire dai 36 miliardi in sette anni dei fondi Cef (Connecting Europe Facility). L’8 febbraio, poi, a giunta regionale ha dato il via libera all’istituzione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) che, con una serie di snellimenti burocratici, metterà in stretta connessione 29 comuni del Lazio con le aree portuali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.
«A Civitavecchia stiamo andando in gara con l’ultimo miglio ferroviario e stiamo finendo la darsena traghetti con il completamento dei piazzali investendo 18 milioni», spiega Pino Musolino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale. «All’interno dei fondi del Recovery – aggiunge – completeremo la diga di protezione aumentando la sicurezza del porto. Apriremo un varco a Sud per separare le attività commerciali dalla darsena romana. All’interno di quest’ultima vedrà la luce la “Roma Marina Yachting”, una collaborazione pubblico-privato che aprirà il porto alla città».
Il lato Nord dell’hub sarà quindi tutto dedicato alle crociere, mentre il retroterra avrà la sua vocazione commerciale. All’interno di questo schema, prosegue Musolino, «costruiremo l’ultimo miglio ferroviario e i collegamenti stradali. Con l’obiettivo di unire il porto con l’interporto a due chilometri di distanza. Nell’ambito del Pnrr, 80 milioni saranno destinati all’elettrificazione delle banchine».

