Climate change, Bruxelles rafforza la leadership globale
La Ue mantiene l’iniziativa nella lotta al surriscaldamento globale anche per tutelare la propria industria
di Gianluca Di Donfrancesco
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L’Unione Europea alzare l’asticella sulle emissioni di anidride carbonica. A un anno dalla presentazione dell’ambizioso Green Deal di Ursula von der Leyen, la Commissione ha ottenuto al Consiglio il via libera sulla propria proposta di portare almeno al 55% entro il 2030 il taglio della Co2 prodotta, rispetto ai livelli del 1990. Il target attuale è del 40%, la sua revisione è considerata fondamentale per arrivare all’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050.
Alla vigilia, non sembravano esserci obiezioni insuperabili da parte dei Ventisette. A ottobre, l’Europarlamento aveva anzi indicato un obiettivo ancora più alto, il 60%. Secondo alcune stime, per centrare il target proposto dalla Commissione, sarebbero tuttavia necessari 350 miliardi di euro all’anno di investimenti nella produzione di energia e in infrastrutture. Le risorse andranno almeno in parte cercate nel Recovery Fund e in generale dipendono dall’approvazione del Budget Ue. Anche il pacchetto sul clima, insomma, è rimasto appeso al negoziato con Ungheria e Polonia sullo Stato di diritto, sbloccatosi giovedì 10 dicembre.
La Polonia di traverso
Le ultime resistenze della Polonia, hanno però costretto i Ventisette a una maratona notturna, complicando quello che sembrava un negoziato già concluso. Varsavia (insieme ad altri partner dell’Est) dipende dal carbone e non manca mai di far presente i costi della transizione energetica.
Su questo fronte, mercoledì, Consiglio, Parlamento e Commissione hanno raggiunto un accordo sui 17,5 miliardi del Fondo per una transizione equa (Jtf), destinato appunto a mitigare l’impatto della trasformazione nelle regioni meno sviluppate. La Polonia riceverà 3,5 miliardi. Ne beneficerà anche l’Italia, con 937 milioni, il 5,4% del totale: le risorse potranno essere destinate a iniziative come la riconversione dell’ex Ilva di Taranto e di altri impianti industriali in Sardegna. Il trilogo Ue ha anche deciso che i fondi del Jtf non potranno essere spesi in progetti e sussidi per combustibili fossili, metano incluso.
Ambizioni globali
L’accordo raggiunto venerdì 11 permette alla Ue di avere le carte in regola per partecipare al summit mondiale sul clima di sabato 12, organizzato in occasione del quinto anniversario dell’Accordo di Parigi: il trattato siglato il 12 dicembre del 2015, per limitare il riscaldamento globale sotto ai 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali. Obiettivo già fuori portata, secondo molti studi.



