Cloud, bando per Polo strategico sarà aggiudicato entro 2022
Il ministro è intervenuto in conferenza stampa per la presentazione della Strategia Cloud Italia
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I punti chiave
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La Strategia Cloud Italia si articolerà in fasi successive a cominciare dalla pubblicazione del bando di gara per la realizzazione del Polo strategico nazionale: «Al più tardi» entro la fine del 2021 si procederà a pubblicare il bando di gara per la realizzazione del Psn. E sempre «al più tardi entro la fine del 2022 dovrà avvenire l'aggiudicazione del bando di gara».
È quanto emerso dagli indirizzi presentati oggi in conferenza stampa per la presentazione della Strategia Cloud Italia dal ministro per l’Innovazione e la transizione digitale Vittorio Colao per quanto attiene la migrazione delle amministrazioni sul cloud la cui conclusione è indicata entro la fine del 2025. Nella fase di migrazione verrà data precedenza alle Pac che attualmente operano con data center propri classificati, secondo il censimento Agid del patrimonio Ict della Pa, in Categoria B (con carenze strutturali e/o organizzative o che non garantiscono la continuità dei servizi). «A giorni ci aspettiamo proposte per il polo strategico nazionale». Si parla da tempo di una cordata in via di costituzione tra Cassa depositi e prestiti, Tim, Leonardo e Sogei.
I quattro differenti livelli di sicurezza
Ci saranno quattro modelli di cloud per ospitare i dati più sensibili delle Pubbliche amministrazioni affidati al Polo strategico nazionale o comunque a fornitori qualificati secondo i criteri dell’Agenzia per la cybersecurity e del Dipartimento per la trasformazione digitale. Solo per i dati meno critici le Pa potranno ricorrere anche a fornitori non qualificati con server (solo in questo caso) che potranno essere collocati anche fuori dall’Unione europea. Per ognuna di queste quattro fasce di cloud nazionale il piano (presentato ieri da Colao con il sottosegretario di Stato delegato alla sicurezza,Franco Gabrielli, il direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza, Roberto Baldoni, e il chief technology officer delDipartimento per la Trasformazione digitale, Paolo De Rosa) prevede differenti livelli di sicurezza a presidio dell’autonomia strategica dei dati nazionali. Livelli di sicurezza, con rispettivo gradi di crittografia, che dovrebbero rappresentare una parziale risposta italiana al rischio di accesso ai dati da parte di governi di paesi terzi, ad esempio attraverso l’applicazione del Cloud Act americano.
Pa: per il 75% migrazione sul cloud conclusa entro il 2025
La migrazione della Pubblica Amministrazione sul cloud - per il 75% delle Pa - dovrà concludersi entro il 2025, «attraverso un processo uniforme per tutte le amministrazioni». È quanto prevede la Strategia Cloud Italia illustrata dal ministro. È previsto in particolare, si legge, che «a partire dalla fine del 2022 le amministrazioni avvieranno la migrazione verso il cloud qualificato che dovrà concludersi entro la fine del 2025» .
Le risorse
Il Pnrr assegna al progetto del Polo strategico nazionale, che riguarderà in modo particolare le Pa centrali e alcune Pa locali in situazioni di maggiore criticità, 900 milioni. Un ulteriore miliardo è invece destinato alle Pa locali. Non sono ancora state chiarite nel dettaglio le modalità con le quali queste risorse saranno assegnate ai soggetti privati. In conferenza stampa Colao ha confermato quanto delineato proprio dal Pnrr, cioè che si adotterà un meccanismo di voucher a favore direttamente degli enti che dovranno gestire la migrazione. Il Pnrr fa in realtà riferimento anche alla necessità di versare un canone annuo ai soggetti che, probabilmente sotto forma di una newco, si uniranno per gestire l’infrastruttura.

