Coccolati e assistiti nei viaggi di lavoro
Una piattaforma per risparmiare fino al 25% in denaro e al 50% in tempo
di Donata Marrazzo
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Fra i nuovi target del turismo si consolida il business travel, con numeri significativi in tutto il mondo: nel 2018 sono stati spesi quasi 328 miliardi di dollari per viaggi d’affari. Nello stesso anno i viaggiatori d’affari americani hanno effettuato oltre 463 milioni di spostamenti. Stati Uniti, Cina India, Indonesia e Svezia sono primi nella spesa. Nel 2020, nonostante la pandemia, le spese globali per i viaggi di lavoro toccheranno quota 1,7 miliardi di dollari. Ma, in Italia, ad esempio, il 40% delle aziende prenota viaggi d’affari tramite mail o telefono. Solo un’agenzia di viaggio su dieci ha in organico una persona dedicata ai viaggi di lavoro.
Ecco il senso di Bizaway: ottimizzare la gestione dei viaggi di lavoro con una piattaforma web (multidevice, multiprovider, multivaluta) sulla quale è possibile prenotare voli, hotel, viaggi in treno e auto a noleggio in tutto il mondo. Risparmiando il 25% in denaro, il 50% in tempo, grazie al monitoraggio delle spese, alla fatturazione centralizzata e alla gestione delle politiche di viaggio aziendali, con servizi personalizzati.
«Il mercato è gigantesco – spiega Luca Carlucci che con Flavio Del Bianco ha avviato la start up nel 2015 – ed è anche particolarmente resiliente. Il Covid ha ridotto del 30% il nostro fatturato, ma finora ogni anno lo abbiamo triplicato». Nel 2019 è stato di 3,5 mln di euro.
Seicento clienti internazionali («nessuno ci ha mai lasciato»), assistiti in 8 lingue, tra Italia e Spagna, ma anche Russia, Giappone, Stati Uniti. Dietro c’è una squadra di 50 persone, tutti sotto i 30 anni, sviluppatori IT, professionisti specializzati in business travel e commerciali intraprendenti, che innovano di continuo il prodotto.
Agenzia di viaggi aziendali e società tecnologica insieme, con sede in Italia e Spagna, Bizaway durante la pandemia è rimasta al fianco dei suoi clienti viaggiatori monitorando l’andamento del contagio, fornendo un’assistenza costante, «dai rimpatri ai tamponi rapidi, dai viaggi complessi alla gestione dei visti», aggiunge Carlucci. Che già intravede per il settore, con ottimismo, «una ripresa progressiva, cui farà seguito un boom di viaggi di lavoro, come già successo in seguito agli attentati dell’11 settembre o all’epidemia da Zika».


