La proposta di Franceschini

Cognome della madre ai figli, ecco come funziona nei Paesi dell’Unione europea

L’ex ministro della Cultura, esponente del Partito democratico, propone di assegnare per legge ai nuovi nati il cognome materno. Cosa dicono le leggi nel resto dell’Europa

di Angelica Migliorisi

5' min read

5' min read

Attribuire per legge ai figli solo il cognome della madre. È questa la proposta che l’ex ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha annunciato il 25 marzo e che si prepara a depositare al Senato. Una modifica radicale, motivata – nelle parole dello stesso senatore dem – da una volontà di “risarcimento storico” dopo secoli in cui il cognome paterno è stato attribuito in automatico, contribuendo a quella che definisce una «ingiustizia e una disuguaglianza di genere» che ha avuto «non solo un valore simbolico, ma anche culturale e sociale».

Presentata durante un’assemblea del gruppo del Partito Democratico a Palazzo Madama, la proposta arriva nel pieno del dibattito sulle leggi per riformare l’attribuzione del cognome ai figli dopo la sentenza n. 131/2022 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità della trasmissione automatica del solo cognome del padre. Il tema è oggi all’esame della Commissione Giustizia del Senato con quattro proposte di legge – a firma Unterberger (Autonomie), Malpezzi (PD), Maiorino (M5S) e Cucchi (AVS) – che puntano ad affermare la possibilità di attribuire entrambi i cognomi, nel rispetto della volontà congiunta dei genitori.

Loading...

Ma la proposta Franceschini rompe lo schema: invece di lasciare spazio alla scelta o alla combinazione, introduce una soluzione netta – solo il cognome della madre – per ribaltare simbolicamente una secolare dominanza patriarcale. Le reazioni non si sono fatte attendere: dalle critiche del centrodestra, che parlano di «provocazione irricevibile» (Fratelli d’Italia) e di «nuova discriminazione» (Lega), fino al disappunto della stessa Alessandra Maiorino (Movimento 5 Stelle), che pur condividendo il principio di equità, definisce la proposta «una boutade».

"Ai figli solo il cognome della madre": politica divisa sulla proposta di Franceschini

Come regolano i Paesi Ue il cognome ai figli

L’attribuzione del cognome ai nuovi nati nei 27 Paesi dell’Unione Europea varia in modo significativo e coerentemente con le diverse tradizioni culturali, storiche e giuridiche. Negli ultimi decenni, molte nazioni hanno aggiornato le loro leggi per promuovere l’uguaglianza di genere e riconoscere i diritti di entrambi i genitori nella scelta del cognome dei figli.

Austria

In Austria, i genitori possono scegliere se il figlio porterà il cognome del padre, della madre o un doppio cognome combinato. Se i genitori non sono sposati e non effettuano una dichiarazione congiunta, il bambino assume automaticamente il cognome della madre. In caso di disaccordo nella coppia, prevale il cognome paterno. La legge austriaca consente l’uso di cognomi composti, ma limita il numero di elementi per evitare complessità amministrative.

Belgio

Dal 2014, in Belgio, i genitori possono scegliere di attribuire al figlio il cognome del padre, della madre o entrambi, nell’ordine desiderato. In assenza di una dichiarazione congiunta, il bambino assume automaticamente il cognome del padre. Una modifica legislativa che ha rappresentato un passo fondamentale verso l’uguaglianza di genere nel Paese.

Bulgaria

In Bulgaria, la tradizione prevede che il cognome del bambino sia derivato dal nome del padre, con l’aggiunta del suffisso “-ov” per i maschi e “-ova” per le femmine. Ad esempio, il figlio di Ivan Petrov si chiamerà Georgi Ivanov, mentre la figlia si chiamerà Maria Ivanova. Si tratta di un sistema patronimico profondamente radicato nella cultura bulgara.

Cipro

A Cipro, i genitori possono scegliere liberamente il cognome del figlio, optando per quello del padre, della madre o entrambi. In assenza di una dichiarazione specifica, il bambino assume automaticamente il cognome del padre. La legge cipriota permette l’uso di cognomi doppi, segno di una tendenza verso una maggiore equità di genere.

Croazia

In Croazia, i genitori possono scegliere se il figlio porterà il cognome del padre, della madre o una combinazione di entrambi. Se non viene fatta una dichiarazione congiunta, il bambino assume automaticamente il cognome del padre. La normativa croata consente l’uso di cognomi composti, promuovendo l’uguaglianza tra i genitori.

Danimarca

In Danimarca, i genitori possono attribuire al figlio il cognome del padre, della madre o un cognome combinato. Se non viene fatta una scelta entro sei mesi dalla nascita, il bambino assume automaticamente il cognome della madre. La legge danese permette anche l’uso di cognomi composti, così da permettere una maggiore personalizzazione dell’identità familiare.

Estonia

In Estonia, i genitori possono scegliere se il figlio porterà il cognome del padre, della madre o un doppio cognome. In assenza di una dichiarazione congiunta, il bambino assume automaticamente il cognome del padre.

Finlandia

La Finlandia ha liberalizzato la legge sui nomi nel 2017, consentendo l’uso di doppi cognomi, sia con trattino che senza. I genitori possono combinare i loro cognomi per formare quello del figlio. In assenza di una scelta, il bambino assume il cognome del genitore che lo ha riconosciuto per primo.

Francia

Dal 2005, in Francia, i genitori possono attribuire al figlio il cognome del padre, della madre o entrambi, nell’ordine desiderato. Se non viene fatta una dichiarazione congiunta, il bambino assume automaticamente il cognome del padre.

Germania

In Germania, i genitori possono scegliere il cognome del padre o della madre come cognome familiare comune. Se non viene fatta una scelta, il bambino assume automaticamente il cognome del padre. Recentemente, il parlamento tedesco ha approvato una riforma che permette ai genitori di attribuire ai figli un doppio cognome, con o senza trattino, permettendo una maggiore flessibilità nella scelta del cognome familiare.

Grecia

In Grecia, la legge prevede che i genitori dichiarino il cognome dei figli al momento del matrimonio civile o entro la registrazione della nascita. Possono scegliere il cognome del padre, della madre o una combinazione di entrambi, con un massimo di due cognomi. In assenza di una dichiarazione, il figlio assume automaticamente il cognome del padre.

Irlanda

In Irlanda, non esistono restrizioni rigide sull’attribuzione del cognome ai figli. I genitori possono liberamente scegliere di assegnare il cognome del padre, della madre, oppure una combinazione di entrambi, con o senza trattino. Una discrezionalità molto ampia, quindi, che riflette l’approccio pragmatico e flessibile del sistema legale irlandese in materia di nomi. Non è richiesto che i figli di una stessa coppia portino lo stesso cognome, anche se nella prassi è comune mantenere coerenza familiare. In caso di disaccordo tra i genitori, si può fare ricorso al tribunale per dirimere la questione.

Lettonia

In Lettonia, la normativa prevede che il figlio prenda il cognome di uno dei due genitori, a scelta. In caso di disaccordo, il figlio assume automaticamente il cognome del padre. Tuttavia, è possibile aggiungere un secondo cognome solo in casi specifici e previa autorizzazione. Inoltre, il cognome viene adattato grammaticalmente secondo il genere: i maschi terminano spesso in “-s” o “-š”, mentre per le femmine si aggiunge una desinenza femminile come “-a” o “-e”.

Lituania

Anche in Lituania il cognome del figlio viene solitamente scelto tra quello del padre o della madre, ma in linea con la forte tradizione linguistica, il cognome assume forme differenti a seconda del genere e dello stato civile della persona. Le figlie nubili, ad esempio, portano una forma del cognome diversa rispetto alle donne sposate. Il sistema lituano prevede quindi una duplice scelta: quale cognome trasmettere e in quale forma declinarlo.

Malta

A Malta, i figli assumono automaticamente il cognome del padre, a meno che i genitori, d’accordo, decidano di attribuire quello della madre o un doppio cognome. La legge è piuttosto rigida nei confronti della trasmissione automatica del cognome, ma una recente riforma (in discussione dal 2023) punta ad allineare il sistema maltese ai principi di parità e libertà nella scelta del cognome.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti