Coldiretti: pronti a una class action contro le norme Ue a favore dei cibi ultrafromulati
A Roma il forum dell’organizzazione su agricoltura e alimentazione. Gesmundo: il diritto alla salute viene prima degli interessi economici. No ai tagli alla Pac
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«Per tutelare la salute dei cittadini, a partire dai bambini, si stanno verificando condizioni e tempi per una class action per poi arrivare alla Corte di giustizia Ue per denunciare le folli politiche che favoriscono la diffusione dei cibi ultraformulati nonostante le sempre più numerose evidenze scientifiche ne abbiano dimostrato i gravissimi rischi legati al loro consumo». Così il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo nel suo intervento di apertura del Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione in corso oggi e domani a Roma. «L’obiettivo – ha spiegato – è mettere l’Europa davanti alle proprie responsabilità: il diritto alla salute deve venire prima degli interessi economici delle multinazionali alimentari».
«Bisogna anche garantire il giusto reddito agli agricoltori che producono quel cibo sano che garantisce il benessere di tutti a partire dalla giovani generazioni – ha aggiunto Gesmundo –. L’Unione non può continuare a sottovalutare i rischi per la salute legati al consumo di cibi ultraformulati. Le ricerche scientifiche più recenti segnalano un’associazione tra il consumo di questi prodotti e 32 effetti avversi, che interessano soprattutto la salute gastrointestinale, metabolica, respiratoria e cardiovascolare, oltre al rischio di obesità e all’infertilità».
La cattiva alimentazione rappresenta anche un costo rilevante per il sistema sanitario nazionale, ha sottolineato ancora il segretario dell’organizzazione citando uno studio della Fondazione Aletheia secondo cui in Italia le spese per curare le malattie croniche legate a scorretti stili alimentari ammontano a circa 13 miliardi di euro all’anno.
Gesmundo ha contestato alle autorità europee di trascurare il legame fra alimentazione e salute e richiamato le conseguenze sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. «Serve intervenire. Serve che chi produce, chi cura, chi è responsabile dell’alimentazione collettiva trovino un punto di ripartenza», ha sottolineato ribadendo infine la contrarietà ai tagli previsti ai finanziamenti europei per la Politica agricola comune nel prossimo bilancio Ue 2028-34 «per finanziare il riarmo».
Intanto, ha detto il presidente dell’organizzazione Ettore Prandini a margine del Forum, «le imprese agricole stanno pagando il prezzo più alto per i blocchi stradali in atto da diversi giorni al Sud per la protesta degli autotrasportatori. Auspichiamo una soluzione in tempi brevi che può arrivare da un accordo politico e con lo stanziamento di nuove risorse».
