La strategia

Collegio alla Querce, apre a Firenze l’hotel di Auberge collection

Il gruppo che fa capo al patron della Roma Dan Friedkin punta a espandersi in Europa. In pipeline inaugurazioni a Londra e Ginevra

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uno sbarco molto atteso, che si inserisce nella fase vivace vissuta da Firenze sotto il profilo dell’ospitalità.

Nel Collegio alla Querce è arrivato (l’hotel è aperto da ieri) il brand Auberge Resorts Collection, che conta nel mondo una trentina di boutique hotel di lusso dagli iconici Auberge du Soleil nella Napa Valley al Jerome ad Aspen, dalle strutture alle Hawaii fino a quelle di Messico e Colorado e alle aperture in Europa.

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Il complesso immobiliare è stato acquistato nel 2017 dal magnate Kushal Pal Singh, fondatore e presidente della DLF Universal Limited, la più grande società immobiliare indiana, mentre la gestione sarà del brand Auberge che fa capo al patron della squadra calcistica della Roma, Dan Friedkin. Dopo Firenze è in apertura Cambridge House a Londra, ma in Europa sono già presenti Domaine des Etangs in Francia e Grace hotel a Santorini.

«Il nostro gruppo ha oggi 30 strutture concentrate in America e Messico, ma con una presenza crescente anche in Europa - dice Christian Clerc, ceo di Auberge Resorts Collection, che oggi conta 7mila dipendenti -. Vedo il settore dell’ospitalità evolversi in modi entusiasmanti. Gli ospiti cercano esperienze autentiche, coinvolgenti e ispiratrici che li connettano a una destinazione in modo significativo». Ci sono alcune tendenze chiave che guidano questo cambiamento. Il lusso si fa discreto, diventa personalizzazione e autenticità. «I nostri ospiti vogliono esperienze curate, uniche, che siano fortemente locali e altamente personalizzate - dice -. Anche la cucina e la ristorazione legata alla destinazione sono un elemento distintivo del viaggio di lusso oggi. I nostri clienti sono anche attratti da marchi che enfatizzano il design unico. Le nostre strutture collaborano con designer, artigiani e aziende locali che aiutano a dare vita all’anima della destinazione».

«Il 2025 - continua - sarà un anno entusiasmante per Auberge, poiché continueremo a espandere la nostra presenza in Europa. Abbiamo appena assunto la gestione del The Woodward, Auberge Resorts Collection a Ginevra, una straordinaria proprietà all-suite da tre stelle Michelin che si affaccia sul lago». La strategia di espansione del gruppo guarda, come detto, sempre più al Vecchio continente, puntando anche su destinazioni sciistiche in particolare in Francia e in Svizzera. «In Europa vogliamo aggiungere altri hotel alla nostra collezione, in destinazioni resort costiere ma anche nelle grandi capitali. L’Italia è sempre stata un punto di riferimento per l’ospitalità di lusso. Ci piacerebbe aggiungere più proprietà in Italia, dopo il Collegio alle Querce», sottolinea.

Come è cambiata l’ospitalità dopo il Covid? «Ha subito una trasformazione profonda, ridisegnando non solo le aspettative degli ospiti, ma anche l’essenza stessa del viaggio di lusso - sottolinea Clerc -. La personalizzazione e la privacy sono diventate fondamentali. Gli ospiti ora cercano ambienti intimi e altamente curati con esperienze su misura, entrambe caratteristiche fondamentali del nostro marchio. Inoltre, il benessere è diventato un pilastro centrale del viaggio, con i viaggiatori sempre più attratti dalla natura, dagli spazi aperti e da ambienti a bassa densità che favoriscono la connessione e il ringiovanimento. La comunità e le connessioni significative sono emerse come una priorità. Abbiamo abbracciato questo aspetto progettando spazi e programmi che incoraggiano una connessione genuina e interazioni autentiche».

Il gruppo collabora di volta in volta con partner diversi del settore immobiliare per la realizzazione delle strutture, dato che il brand si occupa solo della gestione. E per ogni nuova struttura viene creato un team ad hoc dedicato alla nuova apertura. In pipeline per il 2026 ci sono The Knox a Dallas, in Texas, e Shell Bay in Florida, nel 2027 Shore Club a Miami, The Birdsall a Houston, in Texas, e Moncayo a Porto Rico.

«Una delle nostre principali sfide è onorare il passato mentre plasmiamo il futuro - dice Lorenzo Maraviglia, general manager del Collegio alla Querce -. Il collegio è stato un punto di riferimento culturale per secoli. Restaurare e reimmaginare una proprietà di questa portata richiede un delicato equilibrio tra preservare il suo patrimonio risalente al XVI secolo e introdurre il lusso contemporaneo in modo naturale e armonioso». Tra i servizi unici la Spa Aelia e le esperienze culinarie uniche che riflettono la cultura e la tradizione locale.

« Il design del Collegio alla Querce Auberge emana uno stile raffinato ma rilassato, proprio di un resort residenziale in un contesto cittadino - dice -. Ci rivolgiamo a una clientela internazionale e locale, sempre più attratta dall’esperienza unica che offriamo. L’hotel avrà 83 camere, di cui 66 stanze e 17 suite, tra cui una suite esclusiva di 250 mq».

Copyright reserved ©
  • Paola DezzaCaporedattrice del Lunedì e responsabile del settore real estate per tutto il gruppo

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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