Interventi

Come l’intelligenza artificiale generativa cambierà il lavoro dei colletti bianchi

di Federico Morgantini*

(AdobeStock)

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Le epoche storiche sono state sempre segnate da rivoluzioni tecnologiche che hanno radicalmente trasformato la vita quotidiana dell’umanità e queste sono state sempre più frequenti negli ultimi due secoli. Dalla macchina a vapore all’energia elettrica, dal motore a combustione interna alla nascita di internet, ogni innovazione ha portato con sé un cambiamento significativo che all’inizio ha spaventato, ma poi si è rivelato molto positivo. Ora è il turno dell’intelligenza artificiale generativa, rappresentata da tecnologie come ChatGPT, Midjourney e Runway. Questi sistemi sono progettati per emulare la creatività umana attraverso la generazione di testi, immagini, musica e video, e segnano l’inizio di una nuova era, a cui si arriverà con una transizione certamente complessa, ma che potrebbe dare all’uomo un nuovo equilibrio tra vita e lavoro.

Nella fase transitoria sarà particolarmente colpita la sfera professionale dei colletti bianchi, cioè quei lavoratori specializzati in attività di ufficio o comunque in professioni intellettuali. Tradizionalmente, dai tempi della macchina a vapore sino ai robot dei giorni nostri, l’automazione ha rivoluzionato il lavoro manuale, spostando le ambizioni dei lavoratori su impieghi di intelletto, creduti appannaggio del solo genere umano e su cui ci si credeva insostituibili. Però, con l’ascesa di sistemi come ChatGPT, che elaborano informazioni e generano contenuti con una precisione quasi umana, anche i lavori intellettuali non sono più al riparo da una possibile automazione.

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Questo solleva preoccupazioni significative riguardo il futuro di molte professioni intellettuali a minore valore aggiunto, si pensi agli operatori nei call center, ai traduttori, ai grafici pubblicitari e molti altri. Gran parte di questi ruoli saranno totalmente automatizzati.

Per quanto riguarda i mestieri più complessi, come manager, consulenti, avvocati, giornalisti, architetti e simili, è difficile immaginare una totale sostituzione, ma non c’è dubbio che i sistemi di A.i. generativa alzeranno tantissimo la produttività sei singoli, che inevitabilmente porterà a esuberi e a concorrenza spietata. In questo frangente sarà sfidante il ruolo dei giovani: da un lato, sarà impossibile trovare un posto da assistente quando ci saranno quelli virtuali; dall’altro, ci sarà la possibilità di saltare anni di gavetta usando in modo efficace i sistemi esperti di A.i., che i vecchi professionisti faranno fatica a comprendere.

Non c’è dubbio, comunque, che questo periodo transitorio sarà difficile e vinceranno coloro che comprenderanno e impareranno a sfruttare l’A.i. prima degli altri.

Però, analizzando tutte le precedenti rivoluzioni tecnologiche, è prevedibile che dopo questo periodo complesso si arriverà a una nuova era espansiva e di benessere. È sempre stato così dopo le grandi rivoluzioni industriali e lo sarà anche dopo la diffusione capillare dell’A.i. generativa. Proprio come accaduto anni dopo l’arrivo dell’elettricità e di internet, ci sarà una crescita generale dell’economia, con moltissime nuove società e nuovi prodotti e servizi che adesso non si riesce neppure a immaginare. La grande scommessa per giovani e vecchi lavoratori non sarà fare meglio e più economicamente quello che già esiste, ma inventare quello che non esiste ancora e che non sarebbe possibile senza l’intelligenza artificiale. Quando è arrivata l’elettricità, il treno a vapore è diventato elettrico, ma poi la vera grandezza è stata nell’inventare la radio, la televisione, l’aspirapolvere; tutti oggetti che non sarebbero potuti esistere senza elettricità. Così, quando è arrivata internet, si è sostituito il fax con l’email, ma poi la vera rivoluzione è stata nell’inventare l’e-commerce, i social network, la sharing economy; tutte realtà che non sarebbero potuti esistere senza internet.

Difficile prevedere cosa sarà inventato con l’A.i. generativa e difficile prevedere se questa espansione economica sarà accompagnata dalla ripresa dell’occupazione oppure no. Di fatto è probabile che si andrà verso una società in cui il lavoro umano sarà ridotto a poche ore al giorno o addirittura alla settimana e magari l’uomo troverà un nuovo equilibrio di vita, migliore di quello di adesso.

(*) Federico Morgantini, autore del saggio ChatGPT – L’inizio di una nuova era (Kenness, 2023)

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