Autoconsumo

Comunità energetiche, in Lombardia 312 progetti in pole per i nuovi bandi

Sul piatto fondi per 47,7 milioni di euro. I progetti vagliati in una prima fase di interesse sono pari a 90 MW

di Sara Deganello

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Sono stati annunciati il 7 gennaio scorso in Lombardia due nuovi bandi regionali a sostegno delle comunità energetiche rinnovabili (Cer). Il primo riguarda la fase 2 della Manifestazione di interesse per la presentazione di progetti di Cer aperta nel 2022 e mette sul piatto 20 milioni di euro di fondi della Regione. Il secondo è il bando ReLoad Cer per Comuni sopra i 5mila abitanti, che utilizza una dotazione finanziaria di 27,7 milioni di euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) per gli anni 21-27.

Cer in Lombardia

«L’iniziativa intende finanziare interventi di realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo su immobili pubblici di proprietà di soggetti pubblici a servizio di comunità energetiche rinnovabili del territorio lombardo», ha spiegato l’assessore lombardo agli Enti locali, Montagna ed Energia Massimo Sertori al momento dell’annuncio dei bandi. Si entra quindi nel vivo di un processo ha avuto inizio con la legge regionale 2/2022, che ha istituito il soggetto denominato Comunità energetica regionale lombarda (Cerl) affidandogli il compito di supportare l’assessorato dedicato nella promozione e nello sviluppo delle configurazioni di autoconsumo diffuso sul territorio lombardo. Da qui, si è proceduto, nel luglio del 2022, a lanciare la prima fase della Manifestazione d’interesse per progetti Cer, coinvolgendo i 1.502 comuni lombardi come interlocutori primari, per sondare la disponibilità del territorio. Fondamentale poi è stata la pubblicazione nel gennaio 2024, da parte del ministero dell’Ambiente, del decreto Cer e successive regole operative.

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Manifestazione di interesse

«La fase 1 ha raccolto un grande interesse», racconta Elena Colombo, dirigente dell’unità organizzativa Risorse energetiche della Regione Lombardia: «Abbiamo ricevuto 513 candidature e tra queste, nel novembre 2023, 338 sono state selezionate come meritevoli di finanziamento. Di queste 312 hanno poi presentato il quadro economico e il piano finanziario della comunità energetica come richiesto, essendo stato posto come vincolo per accedere ai finanziamenti. I 312 progetti, per una capacità installata complessiva di circa 90 MW, ora avranno accesso alla fase 2 per l’ottenimento dei 20 milioni di finanziamenti messi sul piatto dalla Regione. Dovranno presentare un aggiornamento del progetto: su questo sarà stilata una nuova graduatoria, sulla base della quale i vincitori potranno accedere ai fondi».

Il contributo a fondo perduto per le Cer prevede fino al 40% del costo di riferimento dell’investimento massimo. «Ci siamo resi conto che i 20 milioni di euro stanziati non sarebbero stati sufficienti a coprire tutti progetti meritevoli di incentivo emersi nella prima fase della Manifestazione d’interesse», racconta Colombo: «Abbiamo quindi deciso di affiancare a questa possibilità un nuovo bando, con le stesse condizioni, sovrapponibile per criteri richiesti al primo, in modo che gli eventuali esclusi potessero fare un’ulteriore domanda», spiega ancorala dirigente.

Per le richieste dei territori

Lo stesso assessore Sertori aveva sottolineato come la misura, più volte annunciata durante il tour Cer che si è tenuto lo scorso anno per sensibilizzare i territori lombardi al nuovo strumento, «concede una seconda opportunità anche ai progetti che non sono stati ammessi alla fase 2 della Manifestazione di interesse».

I due bandi scadranno il prossimo 15 maggio e nei primi giorni di febbraio saranno attivati dei webinair dedicati per gli interessati. «Oltre alle iniziative legate ai nuovi bandi, in Regione il gruppo di specialisti del Cerl sta anche portando avanti un lavoro di assistenza per i comuni sotto i 5mila abitanti che vogliono candidarsi a ricevere gli incentivi a fondo perduto sempre del 40% dell’investimento previsti dal Pnrr», continua Colombo, che ribadisce la risposta di grande interesse proveniente dagli enti lombard«Abbiamo messo in campo forze, personale e risorse per soddisfare le richieste che arrivano dal territorio. La configurazione delle Cer, a partire dalla forma giuridica che si dà la comunità, non è di per sé semplice e la presenza un ente pubblico rende ancora più difficile la materia. Attraverso un dialogo continuo, stiamo lavorando a un percorso di accompagnamento e di informazione per i Comuni anche insieme al Gse e all’Anci per supportare la corretta formazione delle comunità e la successiva domanda per accedere agli incentivi», conclude Colombo.

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