Concorrenza, il governo accelera su servizi locali e concessioni
Nella riunione di oggi 16 settembre è atteso l’esame dei provvedimenti sulla riforma dei servizi locali e sulla mappatura delle concessioni
di Gianni Trovati e Stefano Pozzoli
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Il governo Draghi prova a mantenere la rotta sull’attuazione della legge sulla concorrenza, riforma qualificante per i fondi del Pnrr. E a 10 giorni dalle elezioni porta in consiglio dei ministri i primi due decreti legislativi chiamati a tradurre in pratica la norma quadro. Ma la mossa agita l’ex maggioranza.
Nella riunione di oggi 16 settembre è atteso l’esame dei provvedimenti sulla riforma dei servizi locali e sulla mappatura delle concessioni. Non entra in questo primo giro il testo sui balneari, che insieme ai taxi solleva i temi più spinosi per i partiti, e in particolare per il centrodestra. La scelta dei temi da cui partire non è quindi casuale. Ma tanta cautela non basta. Il testo sulle concessioni, per quanto piuttosto timido perché getta solo le premesse del monitoraggio, è sufficiente a far minacciare le dimissioni del ministro del Turismo Massimo Garavaglia: «Non è il momento - dice -, se si fa me ne vado».
Procedura e strategia
Nell’ottica rilanciata a più riprese da Draghi, però, il lavoro sui provvedimenti non si può fermare per due ragioni principali: nella clessidra del Pnrr la sabbia continua a scorrere, e l’approvazione preliminare dei decreti è una tappa di quel passaggio di testimone il più possibile «completo e trasparente» annunciato dal premier.
L’approdo in consiglio dei due provvedimenti non è comunque garanzia della loro approvazione né di tenuta dei contenuti. Dopo il primo passo a Palazzo Chigi i decreti andranno alle commissioni parlamentari, prima di tornare in consiglio dei ministri per il via libera finale. Di questi passaggi si occuperà il nuovo Parlamento e, verosimilmente, il futuro governo.
Il testo sui servizi pubblici, spiega la bozza,applicherà le nuove regole a tutte le attività «di interesse economico generale». Le sue disposizioni «prevalgono sulle normative di settore e le integrano in quanto espressione di principi generali» (articolo 4). Ne restano però esclusi la distribuzione di energia elettrica e gas (sempre articolo 4) e, curiosamente, le funivie (articolo 35).



