Pnrr 2

Scuole d’infanzia e primaria, via alle prove scritte del concorso per 8.355 insegnanti

Si parte a infanzia e primaria.

(Adobe Stock)

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Al via oggi le prove scritte del concorso Pnrr 2 per diventare docenti nella scuola d’infanzia e primaria. Per la scuola media e superiore le prove si svolgeranno dal 25 al 27 febbraio. Il concorso prevede tre fasi: una prova scritta, una orale e la valutazione dei titoli.

I numeri del concorso

I candidati sono 36mila e i posti a disposizione 8.355 così ripartiti: 802 posti comuni e 302 per il sostegno per l’Infanzia, e 3.140 posti comuni e 4.111 per il sostegno per la primaria. La prova si svolge nella sede individuata dall’Ufficio scolastico regionale, che ne ha inviato comunicazione al singolo candidato.

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La prova

Per quanto riguarda nello specifico la prova scritta per l’infanzia e la primaria, le prove avranno due turni orari, mattutino e pomeridiano. La durata della prova è di 100 minuti. I candidati dovranno essere muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità e del codice fiscale. La prova consiste in 50 quesiti a risposta multipla, per valutare le competenze del candidato in ambito pedagogico, psicopedagogico e didattico-metodologico, le competenze digitali e la conoscenza della lingua inglese: ce ne saranno 10 di contenuto pedagogico, 15 di contenuto psicopedagogico (compresi gli aspetti relativi all’inclusione), 15 di contenuto metodologico-didattico (compresi gli aspetti relativi alla valutazione), 5 sulla conoscenza della lingua inglese e 5 sull’uso didattico delle tecnologie digitali.

Per il sindacato, «prima si assumano tutti gli idonei»

«Siamo da sempre contrari a nuove procedure concorsuali senza prima aver coperto tutti i posti vacanti, utilizzando tutte le graduatorie degli idonei dei concorsi precedenti, come lo straordinario e l’ordinario del 2020, e portando a esaurimento anche quelle del concorso 2023». Lo ha ribadito il segretario generale della Uil Scuola Rua, Giuseppe D’Aprile. «Abbiamo dimostrato come, il sistema di reclutamento fino ad oggi attuato, si sia dimostrato farraginoso e fallimentare - ha aggiunto D’Aprile -. Negli ultimi otto anni, a fronte di 530.965 posti autorizzati per le immissioni in ruolo, i governi che si sono succeduti ne hanno realizzati solo 261.939, pari al 49%. Questo anche perché in questo arco di tempo non sono stati utilizzati tutti i canali di reclutamento disponibili per le assunzioni».

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